Zero gol: e i tifosi invocano la "Primavera"
Secondo posto nel girone di Europa League: il Trabzonspor tiene senza problemi
Sarà pure umiliante il secondo posto in un girone di dilettanti. Sarà pure opprimente il pensiero di pescare lunedì magari il Tottenham per il 20 febbraio. Ma questo è nulla a confronto con la paura che monta: la Lazio che non ha mai avuto gioco, che non sa tirare in porta, che non centra lo specchio neanche a porta vuota, ora non ha più neanche forza, ha gambe ballerine, perde ogni contrasto, s'impappina, balbetta. Arrivederci Europa, vedremo chi manderà il destino a febbraio. Adesso è campionato e la domenica è da brividi: perché, diciamolo sottovoce, il Livorno è più forte di questo Trabzonspor, neanche scalfito dai novantaquattro minuti che dovevano essere di orgoglio e sono stati di caos. Irritanti come sempre.
Visto Biava, possiamo ribadire che ci è mancato. Cavanda è un po' matto ma va assolto perché ha almeno velocità e un pizzico di folle esuberanza. Klose in un quarto d'ora ha fatto più di Ederson, Floccari e purtroppo Keita messi insieme. Candreva è in una fase di involuzione clamorosa, non sa più cosa sia un assist; Hernanes l'ombra di un medio giocatore. Poi viene da chiedersi cos'abbiano Ledesma e Onazi, cosa sia accaduto a Radu: perché i loro passaggi, i loro lanci, i loro cross, i loro appoggi laterali sono di una debolezza incomprensibile. Mettono una depressione contagiosa addosso. Che solo la curva Nord riesce ancora a tramutare in rabbia con quell'irridente coro finale che invoca in campo la Primavera di Bollini, che certo ha fame e coraggio, ancora riesce a divertire e a divertirsi dopo lo scudetto della scorsa stagione.
Vedete, quando il portiere ospite deve appena rispondere al citofono, perché Floccari di testa sfiora solo il palo, Ederson cerca una goffa rovesciata, Felipe Anderson spara alto a visuale libera, di difendibile non c'è altro. In tutta la ripresa solo Klose impensierirà la retroguardia turca portando il pallone da centrocampo alla linea di fondo dell'area senza trovare un solo compagno disposto ad accompagnarlo. Situazione non più imbarazzante ma terrorizzante. Con qualche domanda inevasa: per esempio, può Felipe Anderson essere stato pagato più di otto milioni? Cioè quanto la Juve ha pagato Vidal? No, dai: ci stanno facendo uno scherzo oppure c'è in qualche posto del mondo chi conta e riconta il bottino come si accarezza un grattaevinci.
Si potrà rialzare la Lazio nelle due partite di campionato che restano fino a Natale? Con un miracolo assoluto. Tanto ormai anche Keita è stato piegato al nonsense tattico di questo allenatore: gira al largo, non sa che fare. Altri salvatori della patria in giro non ce ne sono, a meno che Klose non si rimbocchi le maniche, perché francamente questo Floccari, questo Ederson, questo Hernanes non li vorremmo vedere mai più, li preferiremmo lontani. Poi anche Petkovic se ne tornerà nella sua bella dimora svizzera con la croce bianca sul cuore, forse avremo Murat Yakin, che proverà a liberarsi dal Basilea per provare anche lui, come un parente povero, l'ebrezza del calcio italico. Arriveremo a gennaio, ci illuderemo che Lotito ribalti la squadra ma non lo farà. Perché nessuno vorrà indebolirsi togliendoci dai piedi questi signorini imbolsiti. E se prima non vende, il nostro non compra. Ci vorrà molta fortuna a uscirne vivi quest'anno. Ma la fortuna prima o poi si ricorderà di tante sofferenze.
Vincenzo Cerracchio