Oltre ai 3 "nostri" tifosi ancora in attesa di giudizio, c'è un quarto tifoso ancora recluso, per giunta interista, la cui vicenda ha del grottesco..
Varsavia, il giallo di Riccardo: la cauzione è sparita e lo zio vola in Polonia
23.12.2013 08:20 di Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Antoniomaria Pietoso -
Lalaziosiamonoi.itLa vicenda dei tifosi della Lazio improgionati a Varsavia continua ad assomigliare sempre di più ad un giallo. Oggi verranno valutate le posizioni di Matteo, Alberto e Daniele, gli ultimi tre ancora in attesa di giudizio che sperano di lasciare il carcere di Bialoleka come accaduto ai loro "colleghi" pagando 7200 euro di cauzione. Oltre a loro tre, però, c'è ne è un quarto dietro le sbarre. Si tratta di Riccardo Messa, operatore de «Le Iene» condannato a sei mesi di reclusione. Il tifoso interista, infatti, nonostante l'accettazione da parte del Tribunale della scarcerazione dietro il pagamento di una cauzione di 30.000 szlote (circa 7.200 euro), non è stato ancora rilasciato. Un articolo dell'edizione odierna de Il Tempo ha provato a fare chiarezza intervistando Davide Parenti, l'ideatore della fortunata trasmissione televisiva di Italia Uno. «Non appena ricevuta la notizia della possibilità di tirare fuori Riccardo dalla galera, non ci abbiamo pensato un attimo e, utilizzando un fondo costituito da tutti noi de "Le Iene", abbiamo dato mandato alla banca di effettuare un bonifico alla cancelleria del tribunale polacco, ma venerdì ci è stato comunicato che i soldi non erano ancora arrivati e che, quindi, Riccardo veniva trattenuto in cella come "garanzia". A quel punto ci siamo subito attivati contattando l'agenzia dell'Istituto di Credito al quale ci eravamo rivolti che, dopo una serie di verifiche, ci ha assicurato invece che il bonifico era giunto a destinazione». Gli amici di Riccardo non si sono dati per vinti e hanno iniziato una seconda raccoltain contanti che ha permesso ad uno zio del ragazzo di volare a Varsavia con 8000 euro in una borsa: «Operazione non facile in quanto le banche erano chiuse e abbiamo dovuto fare una colletta tra tutti i dipendenti. Ma ce l'abbiamo fatta. Come un mafiosoè andato in Polonia per portare i soldi, ora voglio proprio vedere se troveranno qualche altro cavillo per continuare a tenere "sequestrato" Riccardo».