franco recanatesi sul cds di oggi - l'articolo, che allego di seguito, si può leggere tra le news di agenzia biancoceleste - mette a fuoco in maniera ineccepibile la questione:
di Franco Recanatesi
Dispiace sempre quando un divorzio chiama in causa avvocati e carte bollate, ma stavolta mi pare ingiusto far cadere la colpa sulle spalle di Lotito. Rimanendo alla parafrasi matrimoniale, stavolta il fedifrago – e quindi il colpevole – è l'ex gran signore Vladimir Petkovic. Il quale, è vero, non ha violato alcuna legge, ma è altrettanto vero che ha tenuto in scarsissima considerazione il codice etico. Di quali mancanze si è macchiato Petkovic?
Primo: ha allacciato trattative con la Federazione svizzera senza metterne al corrente il suo datore di lavoro, anzi negando l'esistenza di qualsiasi contatto. D'accordo che in Italia la bugia viene ritenuta un peccato veniale persino nelle alte sfere politiche – mentre negli Stati Uniti e in altri Paesi molto civili è una macchia da lavare con le dimissioni o l'impeachment – ma nella fattispecie ne va di mezzo il rendimento della squadra, la mancanza di serenità dell'allenatore e dei giocatori, la presa per il naso dei tifosi, il tutto traducibile in una spinta verso il basso della classifica e di conseguenza in un grave danno economico.
Secondo: punto, molto più spinoso. Lotito sospetta, ma solo in privato, che molte delle decisioni tecniche prese da Petkovic negli ultimi mesi siano state dettate dal perverso disegno di provocare il proprio licenziamento e quindi la conservazione – non una gran cifra, circa 600.000 euro per sé e il suo staff – di ciò che rimane del compenso contrattuale. Su questo è difficile esprimersi nettamente senza rischiare uno scivolone, qualsiasi osservatore o appassionato di calcio si rifiuterebbe a priori di sottoscrivere un'ipotesi del genere. Occorre quindi rimanere ancorati alla pura cronaca, piena zeppa di soluzioni che il tecnico slavo andava estraendo dal suo ricco cappello a cilindro di settimana in settimana (scelta della formazione, moduli di gioco, sostituzioni) lasciando esterrefatti pubblico e commentatori. Poiché lo scorso anno aveva dato prova di grande applicazione e di abilità, vien da pensare – accantonando la malizia di Lotito – che la testa di Vlado, quanto meno, viaggiasse già fuori dalla cinta di Formello. Appunto come un coniuge disamorato e già in fregola con un altro partner.
La somma: questi motivi offrono congruità alla decisione del presidente laziale di operare il licenziamento per giusta causa e chiedere i danni al suo ex allenatore, anche se assai probabilmente non ne caverà un ragno dal buco perché il mondo autarchico del calcio (contro il quale il discusso don Chisciotte di biancoazzurro vestito si batte da anni, e di questo persino i suoi più tenaci contestatori debbono dargli atto) fa scudo contro ogni forma di apertura alle leggi e alla società ordinarie, men che meno quando si tratta di etica e di morale. Già disgustati dal calcioscommesse e dai capricci di star milionarie del pallone, sarebbe legittimo che i tifosi fossero premiati almeno dalla lealtà e dalla trasparenza dei personaggi per i quali soffrono e gioiscono, litigano e ridono, spendono tempo e denaro. Petkovic ha tradito soprattutto loro, e tradire una passione è uno sgarbo inaccettabile. Ecco perché, caro ex gran signore, nessuno la rimpiangerà.