Il virus della tecnologia

Aperto da GuyMontag, 01 Gen 2014, 12:16

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COLDILANA61

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Ho scritto e riscritto tante volte .

Il baretto NON esiste più , perché Mario , Gigi , Giancarlo , Antonello , Franco sono lontani (fisicamente e non) .

Io non rivoglio il baretto .

Ma lo smartphone non mi interessa .

Anzi non mi interessa il suo eventuale uso "sociale" . 

Credo di essere un diversamente "asociale" . 









Kredskin

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Citazione di: Tarallo il 02 Gen 2014, 18:25
Meno male che abbiamo le definizioni ufficiali di ciò che è sano e ciò che è patologico. Spero ci leggano gli autori dei libri di psichiatria e psicologia.


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Le tue quali sarebbero? Cosa ritieni corretto, sano, come utilizzo dei social?
Tipo, una persona che mette 5 post al giorno su fb con le foto del gatto (sul migliaio all'anno), secondo te è un comportamento sano? E chi scrive frasi senza senso su fatti oscuri a tutti, commentando avvenimenti che solo lui conosce, come la vedi? Sano?
Quest'utilizzo pornografico della propria vita, mostrare ogni dettaglio insignificante, ad un pubblico inesistente, per attirare l'attenzione, come lo giudichi?


Dicci dicci.

Tarallo

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Non te lo dico perché sto con l'iPhone, con cui è più difficile spiegarsi, perché sto per uscire con la mia famiglia (oddio, si ricorderanno di me???) e perché me stai antipatic*.


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Kredskin

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Citazione di: Tarallo il 02 Gen 2014, 19:02
Non te lo dico perché sto con l'iPhone, con cui è più difficile spiegarsi, perché sto per uscire con la mia famiglia (oddio, si ricorderanno di me???) e perché me stai antipatic*.


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Io conosco una coppia che chatta via internet anche se entrambi sono nella stessa stanza. Co tu moje parlate in analogico si?  :=))

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Tarallo

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Magari non s'erano mai parlati così tanto.
L'altro motivo, che m'ero scordato, è che non decido io grazziaddio cosa è sano e cosa è malato.


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Kredskin

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Citazione di: Tarallo il 02 Gen 2014, 19:07
Magari non s'erano mai parlati così tanto.
L'altro motivo, che m'ero scordato, è che non decido io grazziaddio cosa è sano e cosa è malato.


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Se non decidi cosa è sano come fai a campare scusa? Forse intendi dire che tu sei moralmente superiore e non esprimi giudizi, cosa che noi poveri stolti facciamo.

Quindi un domani (e non te lo auguro, ovviamente, è solo un esempio) se un tuo ipotetico figlio comincia a sputtanarsi sui social network, mette foto compromettenti, diventa lo zimbello di tutta la scuola, la vita gli diventa una merda, si suicida, tu non giudichi, non decidi, lasci fare?

Ah, io ho scritto ipotetico, ma questa cosa è già capitata più di una volta, purtroppo.


Giudicava pure gesù, giudicava e poi perdonava, giudicava e comprendeva, giudicava ed accoglieva, ma sempre giudicava.


Tarallo

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Io non decido cosa è sano per gli altri. Non è difficile.
Dici bene, non amo la tendenza a giudizi affrettati sull'altrui sanità mentale. Ma fai pure, non sei certo solo.


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Kredskin

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Citazione di: Tarallo il 02 Gen 2014, 19:20
Io non decido cosa è sano per gli altri. Non è difficile.
Dici bene, non amo la tendenza a giudizi affrettati sull'altrui sanità mentale. Ma fai pure, non sei certo solo.


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L'associazione comportamento malsano=persona malsana lo fai tu. Uno può avere atteggiamenti "malati" senza essere affetto da una qualsivoglia patologia psichiatrica e viceversa.
Si può fare un uso "sano" della tv, ad esempio, potremmo dire generalmente accettato come sano, quando non ci passi 10 ore al giorno davanti. Poi possiamo dire che magari "sano" sarebbe starci 2 ore o 3 o 1 o 5, ma sicuramente ci saranno dei limiti "comunemente concordati", magari utilizzando anche la logica fuzzy.

E' umanamente impossibile partecipare ad un qualcosa senza farsene un'idea, anche solo mi piace/non mi piace, poi la possibilità di esprimere un giudizio (ed i motivi per cui uno lo fa) è soggettiva e relativa alla situazione e ad ognuno di noi, ma io e te ci facciamo idee su ciò che vediamo esattamente allo stesso modo.
Poi tu, visto che sai saggio, non dici niente e puoi dire a me che sono affrettato, mentre io magari sparo giudizi nella speranza di sensibilizzare qualcuno contro una pratica che ritengo pericolosa e dannosa, come evidenziato da vari episodi tragici occorsi proprio a causa un abuso di tecnologia.

Poi io potrei essere un [...] che si inventa teorie o magari aver studiato la psicologia e la psichiatria e parlare con cognizione. Vedi in questo caso sei stato affrettato nel giudicarmi, proprio ciò di cui mi incolpi. :)

Detto questo il mio post originario non era di critica ma solo di "sfogo" verso una realtà analogica che non c'è più: il bar, la piazzetta, il muretto, etc. etc. che a me manca, se c'è qualcuno che effettivamente si ammazza di social ed è felice e trova realmente compagnia sono contento per lui, ma io non ne conosco manco mezzo, tutti quelli che abusano di social che conosco e che ho avuto modo di "studiare" sono orrendamente soli, tristi ed incapaci di relazionarsi dal vivo.
Poi se ti interessa ci apriamo un bel topic, sul fatto che le relazioni virtuali non vanno a sostenere quelle reali, ma le sostituiscono (sono molto più facili da gestire).

Passa una buona serata con la tua famiglia, io stasera piazza e chiacchiere analogiche con mia moglie  :beer:

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cartesio

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Citazione di: Kredskin il 02 Gen 2014, 19:40se c'è qualcuno che effettivamente si ammazza di social ed è felice e trova realmente compagnia sono contento per lui, ma io non ne conosco manco mezzo, tutti quelli che abusano di social che conosco e che ho avuto modo di "studiare" sono orrendamente soli, tristi ed incapaci di relazionarsi dal vivo.

E prima com'erano?
Ovvero, il social li aiuta o no?
E tu quanti ne conosci?
Le conoscenze personali sono statisticamente insignificanti, se ne deducono conclusioni inaffidabili.

porgascogne

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Cmq, io volevo solo dire che capisco e sono d'accordo con GM perchè,  e non trovo altre parole per dirlo, trovo un po' stupidello (non patologico) sacrificare l'attenzione e financo l'affetto di chi hai vicino in alcuni momenti particolari, per dedicarti allo scatto o digitazione feroce per poi condividere con c.d. amici una cosa che stai vivendo qui ed ora

ovvio, e mi trovo anche in difficoltà a doverlo spiegare,  che ciò non riguarda chi è,  per qualsiasi motivo, lontano dai suoi cari e, perciò,  utilizza cose tipo fb x restare in contatto

sono due piani un tantinello differenti

sigurd

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[Che bel topic. E - rileggendomi - quanto mi sono spiegato male, a pagina 2!
Vorrei intervenire di nuovo, ma devo rileggermi tutti i vostri interventi con calma, e poi c'è la cena. Ce la fate a non arrivare a pagina 10, nel frattempo?]

iDresda

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sigurd

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ok, ho riletto
Non serve che aggiunga quasi niente - la mia posizione è quella di GM, o di NoSurrender, o - per ultimo - di Porga, qua sopra.

Mr.Soul è partito per la tangente, ma la colpa è anche mia che ho tirato fuori il fatto della cafonaggine senza spiegare bene di cosa volessi parlare. Quindi, sì, sono d'accordo anche con lui, ma qui credo che si parli d'altro (come, d'altra parte, ha già precisato NS).

La tecnologia c'è, è una realtà, ed è grandiosa per se. Ma l'uso che ne fanno alcuni, per me, è una cosa mai vista prima.
Mi verrebbe da fare un paragone con la diffusione di massa della fotografia. Sì, comparve la figura di quello che andava in vacanza e passava il tempo a fotografare tutto e tutti, ma che percentuale era della popolazione? Forse l'1%, all'inizio, e subito partì il sacrosanto ostracismo sociale: 1. ma goditi la vita, e: 2. no, non passerò una sera a casa tua a vedere 400 scatti di te davanti ai monumenti che hai visitato.

Qui stiamo parlando del fatto che, a un concerto rock, un ragazzino su due ha passato il tempo a riprendere il maxischermo con il cellulare.
O della scena del caffè citata in apertura da GM.

La vita sembra essere sempre altrove, o più tardi.
E' già stato detto meglio da altri, in questo thread  8)

cartesio

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Non è la tecnologia.

Ripensando al bar e a quando ancora non c'erano i telefonini, forse ricordate che c'era sempre il tipo che al bar se ne stava al tavolino a sfogliare il giornale. Un giornale ti esclude dalla compagnia più del cellulare. Se qualcuno iniziasse una conversazione con me e all'improvviso aprisse il giornale e si mettesse a leggerlo davanti a me, mi darebbe fastidio più che se si mettesse a parlare al telefono. Se andassimo in pizzeria e qualcuno si mettesse a leggere il giornale mentre gli altri "stanno insieme", pure.

Sul fatto di andare al concerto e passare il tempo a riprendere il maxischermo, penso che sia un modo come un altro di vivere quell'esperienza. Fatti loro.

hidalgo

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Il senso del topic può essere racchiuso in questa ironica vignetta.
Una simpatica caricatura di ciò che alcuni vanno sostenendo.



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Zombi

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mah

se non si va per tangenti, si resta nella chiacchierata da "signora mia che cafonaggine"...e, con tutto il rispetto, mi divertirei più a leggere le vostre "tangenti" che i vostri aneddoti o le vostre reazioni/atteggiamenti di fronte a sta roba (non vi offendete, ma è tutto molto comune e sotto sotto vi trovo molto "social" in questo... :)..)

vabbe...sembra, ogni volta, che una tecnologia ne sostituisca un'altra quando in realtà ognuna trova il suo spazio
il libro vive, il teatro pure, la pittura idem eppure "tecnologicamente" sono stati tutti sorpassati e superati.
perciò parlerei di tecnologie egemoni


Sigurd mi parla di "tangenti", ma anche lui ci va, ed infatti è il post che ritengo più stimolante.
Pone la questione della riproducibilità di massa, di questa contemporaneità....Io lo scrivevo ieri citando Benjamin

La vità è altrove?
No, è sempre lì.
E' solo riprodotta da noi stavolta (con le tecnologie egemoni) e non delegata ad altri o ad elite

In estrema sintesi

e vai con le tangenti  :beer:

Zombi

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Citazione di: Mr. Soul il 03 Gen 2014, 09:11
La vità è altrove?
No, è sempre lì.
E' solo riprodotta da noi stavolta (con le tecnologie egemoni) e non delegata ad altri o ad elite

..ed è il fatto di riprodurla (vedi l'immagine postata da Hidalgo) che ci cambia e ci muta, come si vede


Panzabianca

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Citazione di: Mr. Soul il 03 Gen 2014, 09:11
...mah

La vità è altrove?
No, è sempre lì.
E' solo riprodotta da noi stavolta (con le tecnologie egemoni) e non delegata ad altri o ad elite

In estrema sintesi

e vai con le tangenti  :beer:
Giusto ma, una lettura tra le possibili. La vita è altrove o la tecnologia enfatizza il nostro assolutismo? Voglio dire, la vita, l'unica è la mia...ti ci faccio partecipare...distraendoti temporaneamente dalla tua solitudine... Pensa l'animale tecnologico (e neo primitivo).
Questo il pensiero malsano?
La mia domanda è quanto la tecnologia sedi il nostro bisogno di autentica socialità.
Ora io sto interagendo autenticamente o sto usando un succedaneo? Quanta percentuale di mal percepita solitudine c'è?
Uova di lompo di socialità? Va'bbè...

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Panzabianca

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Citazione di: Mr. Soul il 03 Gen 2014, 09:22
..ed è il fatto di riprodurla (vedi l'immagine postata da Hidalgo) che ci cambia e ci muta, come si vede
un Truman Show ben confezionato ed autoprodotto.  :)

Zombi

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panzabià, dire che di fronte al rosso tramonto ci si deve solo abbandonare alla contemplazione estatica (si, godibile) mentre "riprodurlo per condividerlo" è da selvaggi che spostano la "vita altrove" (..che poi, detta così, non significa un tazzo...neanche in senso kunderiano), mi sembra un atteggiamento mentale già visto nel corso dei secoli all'avvento di ogni innovazione tecnologica.

quando parlo di mutazione, di simultaneità, di interrelazione complessa (passateme sti termini..) voglio dire che le nuove possibilità espressive e comunicative determinano nuove sensibilità che non sono ne migliori ne peggiori di quelle precedenti

sono diverse

per cui davanti a un tramonto, queste nuove intelligenze emancipate fanno più cose

alle domande che mi poni io risponderei dicendo che ogni relazione sociale è socialità
questi mezzi non sostituiscono i precedenti (compreso il linguaggio)
per cui ci si incontra al bar con persone vere e si sta in rete con altre persone vere
sta cosa della solitudine mi sembra malposta

sempre, di fronte al cambiamento, si fronteggiano due partiti

per stare a pochi anni fa, ricorderei Eco "sugli apocalittici e integrati", quando analizzava la cultura di massa

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