Erano le 2 di notte e ho dato l'impressione di voler rivelare chissà che, non è così, era un accenno a un discorso banalissimo, che non riguarda la Lazio se non incidentalmente
V. diceva questo e altre cose condivisibili
Citazione di: V. il 04 Gen 2014, 01:36
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La domanda che mi faccio è che cosa abbia in testa Lotito per non restare da solo a Roma.
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Ma guardare solo dentro testa di Lotito è sbagliato: nessuno è così onnipotente a Roma. Chi c'è intorno a Lotito? che peso ha oggi l'area politica intorno al presidente?
gli unici articoli veri che ho letto sulla Lazio sono state le bordate di un noto e storico settimanale politico di sinistra e gli elogi sulla gazzetta quando Lotito ha vinto qualcosa e ridotto gli ingaggi. Poi c'è il nulla.
I giornalisti sportivi romani al massimo ci raccontano voci di spogliatoio, litigi, conticini, tutta roba che va da Lotito in giù. di quali alleanze disponga Lotito su Roma non è dato sapere, ma è lì che si gioca la partita.
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Bisognerebbe fare un lavoro serio, molto impegnativo, per capire come è messo Lotito in una mappa del potere che cambia velocemente e cambierà ancor più velocemente nei prossimi mesi e anni: i tagli sugli appalti, lo stadio che non si farà mai (io la vedo così ma magari sbaglio) e i rapporti con i costruttori, la guerra di posizione all'interno di Figc e Lega dove è presente tutto il capitalismo italiano che conta, o forse che contava...
Per fare questo lavoro bisogna saperlo fare ed essere motivati (e pagati) per farlo. Ma nessuno fa davvero inchiesta nei giornali, specie a Roma (a Milano e in genere al Nord è un po' meglio), salvo Report e magari il Fatto, se non su temi giganteschi o ritenuti giganteschi o molto specifici o molto corrispondenti a interessi degli editori o agli orientamenti di certe testate. Nello sport è ancora più drammatico, dilagano lo specialismo demenziale (pensate a Varsavia: sono ripartiti tutti, 200 arresti non erano affare loro, ma come se fa??), il localismo con le sue mafiette, l'attenzione a non disturbare mai. A Roma peggio che altrove.
I giornali grandi avrebbero pure i giornalisti capaci, ma che gliene frega del personaggio Lotito, della Lazio, ma tutto sommato anche del Trigoria se resta quello che è stato in questi anni? Forse è pure meglio, almeno non rischiamo inchieste ostili. Così, senza un input di direttori e caporedattori, anche quelli che sarebbero capaci restano in superficie, magari pompano le inchieste altrui, per il resto "chi me lo fa fa'?". A lavorare seriamente sono sempre rogne, questo nel giornalismo è accertato
Citazione di: blow il 04 Gen 2014, 10:29
l'equilibrio finanziario e' stato raggiunto da lotito, ma sbandierao oggi come strategia non ha senso, e' un atto dovuto.
Per quanto riguarda Lotito, il punto è questo
Secondo me solo una cosa si può esigere, e anche qui ci vorrebbe un'informazione seria: la Lazio dovrebbe dare indicazioni chiare sui suoi obiettivi a breve e a medio termine
Basta chiacchiere, basta monologhi
Lotito deve dire che se quest'anno non andiamo in EL licenzia tutti o se ne va lui, oppure no, ci deve spiegare che potrebbe anche succedere e per quali motivi, uno per uno
E' fin troppo evidente che la Lazio deve rispettare l'equilibrio finanziario, ma non mi pare che la Florentia o il Napoli, che pure hanno capitali più consistenti alle spalle, abbiano i conti meno in ordine di noi
All'interno di questo margine, Lotito deve spiegarci se sbagliamo noi tifosi a pretendere di andare in Europa tutti gli anni e di puntare allo scudetto prima del 2020, o se invece qualcosina l'ha sbagliata lui
Altre cose sono meno importanti, ma certo anche questa litigiosità esasperata non si giustifica
Citazione di: legionale73 il 04 Gen 2014, 13:25
Una LAZIO di epurati
RASSEGNA STAMPA SS LAZIO - La storia parte da lontano, come ricorda Il Tempo. Nel 2004, la pretesa di tagliare ulteriormente gli ingaggi ai calciatori fa scoccare le preme scintille. Dino Baggio e Paolo Negro decidono di non assecondare la proposta del presidente: spalmare 2,3 milioni di ingaggio annuo in quattro anni, rinunciando anche a trecentomila euro. I due calciatori vengono messi ai margini della prima squadra. Si va davanti al tribunale, i giocatori denunciano il club per mobbing, alla fine la Lazio è condannata a risarcire i due calciatori. Altro giro, altra corsa. Estate del 2005, Lotito si presenta nel ritiro di Fiuggi per tagliare gli ingaggi di Sereni, Dabo, Cesar, Zauri, Liverani e Baronio. Nessuno ha intenzione di adeguarsi. Behrami entra in rotta di collisione con la dirigenza, sfrutta l'articolo 17 per liberarsi dal vincolo ma trova in extremis un accordo che lo porta a vestire la maglia del West Ham. Poi è la volta di Mutarelli, Bonetto e Manfredini. Il centrocampista ivoriano vince l'arbitrato, la Lazio è condannata a pagare 80 mila euro. Mutarelli chiede lo svincolo alla Lega e ottiene un indennizzo di 180 mila euro, Bonetto ne ottiene 45 mila. L'anno successivo sulla graticola ci sono Ledesma, Pandev e De Silvestri: anche loro si allenano a parte, anche loro vengono epurati. Una causa dopo l'altra, sempre in guerra col mondo intero. Anche Guglielmo Stendardo non è esente da epurazione. Viene messo fuori rosa, vince la causa contro la Lazio e costringe Lotito a devolvere in beneficienza l'intera somma del risarcimento. La squadra degli epurati si ingrossa di anno in anno. Nella passata stagione sono entrati a far parte del club anche Foggia, Barreto, Diakitè, Cavanda e Zarate. L'argentino si è rivolto direttamente alla Fifa ottenendo lo svincolo contrattuale. Tante, troppe cause. Alcuni procedimenti si perdono anche per strada, come quello intentato da Lucas Correa, e vinto dallo stesso giocatore che ha anche ottenuto 15 mila euro di indennizzo. Ma le liti abbracciano anche ex personaggi del mondo Lazio, come Roberto Mancini, denunciato dal presidente Lotito nell'agosto del 2004 "per comportamento sleale nei confronti della società". Stessa situazione per quanto riguarda l'ex direttore generale Giuseppe De Mita. Tante cause perse, e ancor più litigi: storico quello con Angelo Peruzzi. Per finire l'ultima controversia in casa Lazio quella tra il presidente Lotito e il tecnico Vladimir Petkovic.
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