Tornato allo stadio dopo sei anni e mezzo, sono rimasto stupito da quanto è diventato tiepido il tifo laziale. Voglio dire, è un'annataccia, prima della partita con il Livorno abbiamo pensato al peggio, torna un allenatore che si è comportato in maniera esemplare con noi, e che ci ha dato buoni risultati, viene a giocare all'Olimpico l'Inter, il che significa grande blasone dell'avversario senza rischi di risse e "puncicate", prezzi molto popolari... ebbene? Curva Sud chiusa, giocatori (Ederson, Berisha) fischiati quando mancano pochissimi minuti alla fine e stiamo vincendo 1-0 una partita tesissima, oltre che molto importante, arriva il 90°, un minuto di orologio di cori, la squadra fa ciao ciao con la manina dal cerchio di centrocampo, e tutti a casa a digerire. AS riomma juden klub e petardi di ogni tipo, il buon vecchio coro per Corino, e poi per Gottardi, storpiato per augurare la morte al presidente, vi dico la sincera verità, mi sono sentito molto vicino ai discorsi triti e ritriti di Guidone, quando rimpiange i tempi del gol di Fiorini, del colpo di testa di Poli, degli Eagles Supporters e delle sgroppate sulla fascia di Podavini e Magnocavallo.
Per il resto Lazio finalmente ordinata e coperta, con un Biava straordinario in più di un'occasione, un Dias che, se adeguatamente coperto dai compagni, è sembrato ancora presentabile, e in generale un atteggiamento positivo.
In conclusione, mi sono sentito come ci si sente quando si chatta con un vecchio amico ritrovato su Facebook: tanta nostalgia, belle emozioni, ma anche la precisa sensazione di capire perché il rapporto si è interrotto.