Partita della Lazio in linea con quello che era legittimo aspettarsi, considerato il momento. La prima cosa da fare era ritrovare delle certezze dietro. Primo obbiettivo dunque non prendere gol.
Centrato in pieno.
L'infortunio di Marchetti, se mai ce ne fosse stato bisogno, aggiungeva un ulteriore elemento di apprensione visto il basso minutaggio che aveva avuto Berisha finora.
La squadra ha giocato compatta sulle due linee e sui raddoppi, attenta a non perdere mai le misure. Per questo, alcuni errori che in altre gare abbiamo pagato con i gol subiti, oggi non sono stati determinanti. C'era sempre qualcuno a mettere una pezza.
Scarso il gioco offensivo ma non era il tema centrale della serata. Nonostante questo, qualche pericolo l'abbiamo comunque creato.
Oggi bisognava riprendere a guadagnare fiducia in se stessi. Percio' era assolutamente da evitare una sconfitta che comunque, con l'Inter odierna, ci poteva stare. Soprattutto era necessario dimostrare che non eravamo una bagnarola alla deriva esposta a qualsiasi corrente. Come ha dichiarato Biava alla fine, molti giocatori avevano perso fiducia nei loro mezzi.
Anche in questo i segnali sono stati più che positivi.
Per certi versi, sul risultato e' stata determinante l'entrata di Onazi che ha variato le alternative di gioco sia sul giro palla che sulle verticalizzazioni e ha ridato un po' di freschezza alla linea di centrocampo.
E' stata giusta la scelta di non fase entrare Keita, ma più che altro non fare la terza sostituzione se non a ridosso della fine della partita. Faceva freddo, e l'infortunio, ma anche i crampi, potevano essere in agguato.
Avremmo rischiato di giocare in dieci in un momento delicatissimo della gara, in cui era evidente che stavamo calando fisicamente (dal 60° in poi, questa squadra tende a perdere intensità) e visto che l'Inter aveva alzato il baricentro di una ventina di metri.
Proprio nel momeno in cui "er piagnone" ha pensato di averla in mano ed ha inserito una punta in più, il Dio del calcio ha sfruttato, come solo i fuoriclasse sanno fare, l'unica palla pulita che gli e' stata recapitata in area. Succede spesso nel calcio, anche se non hai "dominato la gara".
I ragazzi, con una prestazione tignosa, hanno iniziato a togliere dal cielo biancoceleste la cappa di grigiume, di mestizia e di timore che era diventata quasi una costante ed a cui cominciavano ad avere una certa assuefazione.
Una vittoria importante, contro un'avversaria di livello, che mette parecchia benzina nella testa e nelle gambe dei giocatori e restituisce un po' di serenita' all'ambiente.
Era quello che serviva e quello è arrivato. Se a questa squadra si mette un po' d'ordine logico e gli si fanno ritrovare un po' di certezze, sono certo che sarà in grado di dare ulteriori soddisfazioni, che il materiale umano e tecnico c'è tutto.
Oggi arriva un primo segnale importantissimo, al di la della qualità del gioco o degli interpreti. Tutto il resto, se le premesse sono queste arriverà, come e' normale che sia, strada facendo con un po' di pazienza, tanto lavoro e qualche aggiustamento di mercato.