La differenza la fanno le ambizioni, specie quando si ha l'orgoglio ferito, così come capitato alle merde dopo la coppainfaccia. Da li' si cade sul discorso dei giocatori. Ci sono quelli forti, quelli normali e le pipparzugo. La Roma e' una squadra che fino allo scorso anno aveva un curioso mix di queste componenti. Perché c'è un'ulteriore categoria: i giocatori forti che non rendono ( sempre) secondo le aspettative. Vendendone due di questi, Lamela e Osvaldo, più uno ipersovradimensionato, ( Marquinhos) hanno accumulato un tesoretto. Con questo hanno comprato altri giocatori, forti, con cui ricominciano il giro. Funzionano? Se li tengono, li valorizzano ulteriormente e il costo del cartellino lievita. Non funzionano? Li vendono, e pure bene. Perché un Maicon, un Benatia, un Ljiaic, un Destro avranno sempre mercato. La Lazio invece è una squadra con un solo giocatore sopra la media ma troppo avanti con l'età, Klose, due ottimi giocatori, Marchetti ed Hernanes, vendibili ma non a cifre mostruose. Qualche soldino si potrebbe alzare con Candreva, a patto però di prendere l'altra metà dall'Udinese, impresa che per la nostra società e' una scalata a quota 12 mila metri. Per il resto, un'accozzaglia di mediocri e mezzeseghe, con contratti lunghi e ingaggi ben al di sopra dei loro, limitatissimi mezzi. Esempio un po' forte: loro puntano a diventare il Bayern Monaco, noi diventeremo il Monaco 1860.