L'esempio più irritante è quello di Virzì.
Sul resto, si tratta dei soliti casi di personaggi inutili in primis romanisti e in secondo luogo, come hobby, registi e sceneggiatori: dall'Allenatore nel Pallone dove a quanto so si è partiti in primis dal punto fermo per cui la Longobarda avrebbe scagliato con la maggica e vinto con la Lazio prima ancora di scrivere la sceneggiatura, all'insensatezza di "Nessuno mi può giudicare" con la Cortellesi e Raul Bova dove quest'ultimo per TUTTO (TUTTO!) il film indossa una maglietta celebrativa daamaaggica, peraltro riportante un risultato sbagliato.
Del film di Virzì ammetto di averi visto solo le scene incriminate, che costituiscono una decina di minuti in tutto: ne esce fuori un'immagine fuori dal mondo, di una Lazio addirittura simbolo di classe, dove si mostra una borghesia romana non solo dai tratti inesistenti e surreali (Virzì, fattelo un giro a Roma nord, una volta, prima di girare un film) ma anche caratterizzata dal tifo per i nostri colori come se fosse un corollario naturale: Rolex, Bulgari, SS Lazio, vacanze in Sardegna, caviale, eccetera.
Da un lato ho pensato persino: magari fosse così, perché ad ogni modo nel film pare che siamo un esercito radicato e maggioritario.