e la giornata inizia b e n i s s i m o

Aperto da sigurd, 10 Gen 2014, 07:09

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fede75

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porgascogne

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ci ho le lagrime
:lol:

(e non vedo l'ora)

Panzabianca

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 :)
Ve giuro, quella del lume l'ho provata pure io e me pare non fui subito notato...
Per il resto, tutte bellissime (sti piedi ...  :) ) ma quello dietro l'albero m'ha fatto accappottà
Belli i bimbi.

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Drake

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Luca Signifer

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la più bella è quella che prova a nascondere il naso dietro la tenda...troppo belle 'ste foto!!!

Cialtron_Heston

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Bellissimi  :)
il mio si nascondeva e facevo finta di non vederlo,dopo 30 secondi di "solitudine" per farsi coraggio urlava"dove sono?dove sono?papà trovami!" ed era nascosto tipo questi bimbetti :)

Primus_Pilus

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porgascogne

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Citazione di: Cialtron_Heston il 10 Gen 2014, 09:50dopo 30 secondi di "solitudine" per farsi coraggio urlava"dove sono?dove sono?papà trovami!"

c'è una scena dolce e terribile al tempo stesso, nello stupendo la famiglia di ettore scola, nella quale il nipote di gassman, carletto, gioca a nascondino con lo zio di gassman, un grande renzo palmer

lo zio fa finta di non vederlo nè trovarlo, e come lui, tutti i presenti nella stanza (le zie: cenci, panelli e scattini e pure qualcun altro, ma non ricordo)

carletto, dopo un po', inizia ad avere la percezione di essere diventato invisibile e cerca di farsi vedere in tutti i modi dai grandi, che continuano ad ignorarlo, fin quando non cade in una crisi di pianto isterico

ecco: una scena che, se vista e vissuta con gli occhi di un bambino, passa rapidamente da gioco a tragedia

quindi, bada coi tempi
;)


MisterFaro

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Citazione di: porgascogne il 10 Gen 2014, 10:14
c'è una scena dolce e terribile al tempo stesso, nello stupendo la famiglia di ettore scola, nella quale il nipote di gassman, carletto, gioca a nascondino con lo zio di gassman, un grande renzo palmer

lo zio fa finta di non vederlo nè trovarlo, e come lui, tutti i presenti nella stanza (le zie: cenci, panelli e scattini e pure qualcun altro, ma non ricordo)

carletto, dopo un po', inizia ad avere la percezione di essere diventato invisibile e cerca di farsi vedere in tutti i modi dai grandi, che continuano ad ignorarlo, fin quando non cade in una crisi di pianto isterico

ecco: una scena che, se vista e vissuta con gli occhi di un bambino, passa rapidamente da gioco a tragedia

quindi, bada coi tempi
;)


:o

non ho visto il film... ma, a parte l'epilogo della crisi isterica*, è esattamente la scena che avveniva a casa mia con protagonista il più piccolo dei miei fratelli !!!
E non ti dico come si chiama mio fratello...


* Seguivamo infatti questo principio:
Citazione di: porgascogne il 10 Gen 2014, 10:14
...
ecco: una scena che, se vista e vissuta con gli occhi di un bambino, passa rapidamente da gioco a tragedia

quindi, bada coi tempi
;)

iDresda

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io amo sigurd
Che mi hai ricordato!

L'appartamento che abbiamo lasciato lo scorso anno era 170m² ed era ideale per giocarci a nascondino con mia figlia.
Che bei ricordi che ho di quella casa :))

Cialtron_Heston

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Citazione di: porgascogne il 10 Gen 2014, 10:14
c'è una scena dolce e terribile al tempo stesso, nello stupendo la famiglia di ettore scola, nella quale il nipote di gassman, carletto, gioca a nascondino con lo zio di gassman, un grande renzo palmer

lo zio fa finta di non vederlo nè trovarlo, e come lui, tutti i presenti nella stanza (le zie: cenci, panelli e scattini e pure qualcun altro, ma non ricordo)

carletto, dopo un po', inizia ad avere la percezione di essere diventato invisibile e cerca di farsi vedere in tutti i modi dai grandi, che continuano ad ignorarlo, fin quando non cade in una crisi di pianto isterico

ecco: una scena che, se vista e vissuta con gli occhi di un bambino, passa rapidamente da gioco a tragedia

quindi, bada coi tempi
;)

Si si,correvo subito in soccorso "scovandolo",poi lui scappava per farmi tana io facevo finta di placcarlo,cadevo,lo prendevo per una gamba,una finta lotta,da parte mia, a chi arrivava primo,una volta vinceva lui una io.
Stamo a parlà di sette otto mesi fa,mi è venuta nostalgia,stasere ci rigioco!

semi ot/
da piccoletto,aveva 4 o 5 anni, ci nascondevamo in uno sgabuzzino vicino all'ingresso dove appendiamo le chiavi appena rincasati,spaventavamo la madre quando rientrava,gli prendevano certi colpi.
Finchè non imparò a farlo da solo,ma non si regolava,faceva un urlo che lo sentivano fino alle regioni confinanti e la madre dopo una giornata di lavoro rincasava con lo spavento,lui piangeva per le risate,si incavolò con me perchè glielo avevo insegnato,dovetti corromperlo con le figurine per farlo smettere,non ne voleva sapere.
EOT

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MisterFaro

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semiOT, però è bello:

Tonino l'invisibile
di Gianni Rodari

Una volta un ragazzo di nome Tonino andò a scuola che non sapeva la lezione ed era molto preoccupato al pensiero che il maestro lo interrogasse.
«Ah, - diceva tra sé, - se potessi diventare invisibile ... »
Il maestro fece l'appello, e quando arrivò, al nome di Tonino, il ragazzo rispose: - Presente! - ma nessuno lo sentì, e il maestro, disse: - Peccato che Tonino non sia venuto, avevo giusto pensato di interrogarlo. Se è ammalato, speriamo che non sia niente di grave.
Cosí Tonino comprese di essere diventato invisibile, come aveva desiderato. Per la gioia spiccò un salto dal suo banco e andò a finire nel cestino della carta straccia. Si rialzò e si aggirò qua e là per la classe, tirando i capelli a questo e a quello e rovesciando i calamai. Nascevano rumorose proteste, litigi a non finire. Gli scolari m si accusavano l'un l'altro di quei dispetti, e non potevano sospettare che la colpa era invece Tonino l'invisibile.
Quando si fu stancato di quel gioco Tonino uscì dalla scuola e salì su un autobus, naturalmente senza pagare il biglietto, perché nessuno poteva vederlo. Trovò posto libero e si accomodò. Alla fermata successiva salì una signora con la borsa della spesa e fece per sedersi proprio in quel sedile, che ai suoi occhi era libero. Invece si sedette sulle ginocchia di Tonino, che si sentì soffocare. La signora gridò: - Che scherzo è questo? Non ci si può più nemmeno sedere? Guardate, faccio per posare la borsa e rimane sospesa per aria.
La borsa in realtà era posata sulle ginocchia di Tonino. Nacque una gran discussione, e quasi tutti i passeggeri pronunciarono parole di fuoco contro l'azienda dell'autobus. Tonino scese in centro, si infilò in una pasticceria e cominciò a servirsi a volontà, pescando a due mani tra maritozzi, bignè al cioccolato e paste d'ogni genere. La commessa, che vedeva sparire le paste dal banco, diede la colpa ad un dignitoso signore che stava comprando delle caramelle col buco per una vecchia zia.
Il signore protestò: - Io ladro? Lei non sa con chi parla. Lei non sa chi era mio padre. Lei non sa chi era mio nonno!
- Non voglio nemmeno saperlo, - rispose la commessa.
- Come, si permette di insultare mio nonno!
Fu una lite spaventosa. Corsero le guardie. Tonino l'invisibile scivolò tra le gambe del tenente e si avviò verso la scuola, per assistere all'uscita dei suoi compagni. Difatti li vide uscire, anzi, rotolare giù a valanga dai gradini della scuola, ma essi non lo videro affatto. Tonino si affannava invano a rincorrere questo e quello, a tirare i capelli al suo amico Roberto, a offrire un lecca lecca al suo amico Guiscardo. Non lo vedevano, non gli davano retta per nulla, i loro sguardi lo trapassavano come se fosse stato di vetro.
Stanco e un po' scoraggiato Tonino rincasò. Sua madre era al balcone ad aspettarlo.
- Sono qui, mamma! - gridò Tonino. Ma essa non lo vide e non lo udí, e continuava a scrutare ansiosamente la strada alle sue spalle.
- Eccomi, papà, - esclamò Tonino, quando fu in casa, sedendosi a tavola al suo solito posto. Ma il babbo mormorava, in quieto: - Chissà perché Tonino tarda tanto. Non gli sarà mica successa qualche disgrazia?
- Ma sono qui, sono qui! Mamma, papà! - gridava Tonino. Ma essi non udivano sua voce.
Tonino ormai piangeva, ma a che servono lacrime, se nessuno può vederle?
- Non voglio più essere invisibile, - si lamentava Tonino, col cuore in pezzi. - Voglio che mio padre mi veda, che mia madre mi sgridi, che il maestro mi interroghi! Voglio giocare con i miei amici! È brutto essere invisibili, è brutto star soli.
Uscì sulle scale e scese lentamente in cortile.
- Perché piangi? - gli domandò un vecchietto, seduto a prendere il sole su una panchina.
- Ma lei mi vede? -domandò Tonino, pieno d'ansia.
- Ti vedo sì. Ti vedo tutti i giorni andare e tornare da scuola.
- Ma io non l'ho mai visto, lei.
- Eh, lo so. Di me non si accorge nessuno. Un vecchio pensionato, tutto solo, perché i ragazzi dovrebbero guardarlo? Io per voi sono proprio come l'uomo invisibile.
- Tonino! - gridò in quel momento la mamma dal balcone.
- Mamma, mi vedi?
- Ah, non dovrei vederti, magari. Vieni subito e sentirai il babbo.
- Vengo subito mamma – gridò Tonino pieno di gioia.
- Non ti fanno paura gli sculaccioni? – rise il vecchietto.
Tonino gli volò al collo e gli diede un bacio.
- Lei mi ha salvato – disse.
- Eh che esagerazione – disse ridendo tra sé il vecchietto.

MisterFaro

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Citazione di: porgascogne il 10 Gen 2014, 10:14
c'è una scena dolce e terribile al tempo stesso, nello stupendo la famiglia di ettore scola, nella quale il nipote di gassman, carletto, gioca a nascondino con lo zio di gassman, un grande renzo palmer

...

Ora hai un obbligo nei miei confronti, trovami la scena!!!
Ci sto provando ma non la riesco a trovare... potrei impazzire, non dico arrivare a cambiare sponda, ma quasi.

Luca Signifer

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Citazione di: MisterFaro il 10 Gen 2014, 10:40
semiOT, però è bello:

Tonino l'invisibile
di Gianni Rodari

Una volta un ragazzo di nome Tonino andò a scuola che non sapeva la lezione ed era molto preoccupato al pensiero che il maestro lo interrogasse.
«Ah, - diceva tra sé, - se potessi diventare invisibile ... »
Il maestro fece l'appello, e quando arrivò, al nome di Tonino, il ragazzo rispose: - Presente! - ma nessuno lo sentì, e il maestro, disse: - Peccato che Tonino non sia venuto, avevo giusto pensato di interrogarlo. Se è ammalato, speriamo che non sia niente di grave.
Cosí Tonino comprese di essere diventato invisibile, come aveva desiderato. Per la gioia spiccò un salto dal suo banco e andò a finire nel cestino della carta straccia. Si rialzò e si aggirò qua e là per la classe, tirando i capelli a questo e a quello e rovesciando i calamai. Nascevano rumorose proteste, litigi a non finire. Gli scolari m si accusavano l'un l'altro di quei dispetti, e non potevano sospettare che la colpa era invece Tonino l'invisibile.
Quando si fu stancato di quel gioco Tonino uscì dalla scuola e salì su un autobus, naturalmente senza pagare il biglietto, perché nessuno poteva vederlo. Trovò posto libero e si accomodò. Alla fermata successiva salì una signora con la borsa della spesa e fece per sedersi proprio in quel sedile, che ai suoi occhi era libero. Invece si sedette sulle ginocchia di Tonino, che si sentì soffocare. La signora gridò: - Che scherzo è questo? Non ci si può più nemmeno sedere? Guardate, faccio per posare la borsa e rimane sospesa per aria.
La borsa in realtà era posata sulle ginocchia di Tonino. Nacque una gran discussione, e quasi tutti i passeggeri pronunciarono parole di fuoco contro l'azienda dell'autobus. Tonino scese in centro, si infilò in una pasticceria e cominciò a servirsi a volontà, pescando a due mani tra maritozzi, bignè al cioccolato e paste d'ogni genere. La commessa, che vedeva sparire le paste dal banco, diede la colpa ad un dignitoso signore che stava comprando delle caramelle col buco per una vecchia zia.
Il signore protestò: - Io ladro? Lei non sa con chi parla. Lei non sa chi era mio padre. Lei non sa chi era mio nonno!
- Non voglio nemmeno saperlo, - rispose la commessa.
- Come, si permette di insultare mio nonno!
Fu una lite spaventosa. Corsero le guardie. Tonino l'invisibile scivolò tra le gambe del tenente e si avviò verso la scuola, per assistere all'uscita dei suoi compagni. Difatti li vide uscire, anzi, rotolare giù a valanga dai gradini della scuola, ma essi non lo videro affatto. Tonino si affannava invano a rincorrere questo e quello, a tirare i capelli al suo amico Roberto, a offrire un lecca lecca al suo amico Guiscardo. Non lo vedevano, non gli davano retta per nulla, i loro sguardi lo trapassavano come se fosse stato di vetro.
Stanco e un po' scoraggiato Tonino rincasò. Sua madre era al balcone ad aspettarlo.
- Sono qui, mamma! - gridò Tonino. Ma essa non lo vide e non lo udí, e continuava a scrutare ansiosamente la strada alle sue spalle.
- Eccomi, papà, - esclamò Tonino, quando fu in casa, sedendosi a tavola al suo solito posto. Ma il babbo mormorava, in quieto: - Chissà perché Tonino tarda tanto. Non gli sarà mica successa qualche disgrazia?
- Ma sono qui, sono qui! Mamma, papà! - gridava Tonino. Ma essi non udivano sua voce.
Tonino ormai piangeva, ma a che servono lacrime, se nessuno può vederle?
- Non voglio più essere invisibile, - si lamentava Tonino, col cuore in pezzi. - Voglio che mio padre mi veda, che mia madre mi sgridi, che il maestro mi interroghi! Voglio giocare con i miei amici! È brutto essere invisibili, è brutto star soli.
Uscì sulle scale e scese lentamente in cortile.
- Perché piangi? - gli domandò un vecchietto, seduto a prendere il sole su una panchina.
- Ma lei mi vede? -domandò Tonino, pieno d'ansia.
- Ti vedo sì. Ti vedo tutti i giorni andare e tornare da scuola.
- Ma io non l'ho mai visto, lei.
- Eh, lo so. Di me non si accorge nessuno. Un vecchio pensionato, tutto solo, perché i ragazzi dovrebbero guardarlo? Io per voi sono proprio come l'uomo invisibile.
- Tonino! - gridò in quel momento la mamma dal balcone.
- Mamma, mi vedi?
- Ah, non dovrei vederti, magari. Vieni subito e sentirai il babbo.
- Vengo subito mamma – gridò Tonino pieno di gioia.
- Non ti fanno paura gli sculaccioni? – rise il vecchietto.
Tonino gli volò al collo e gli diede un bacio.
- Lei mi ha salvato – disse.
- Eh che esagerazione – disse ridendo tra sé il vecchietto.

:clap:

porgascogne

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Citazione di: MisterFaro il 10 Gen 2014, 10:47
Ora hai un obbligo nei miei confronti, trovami la scena!!!
Ci sto provando ma non la riesco a trovare... potrei impazzire, non dico arrivare a cambiare sponda, ma quasi.

ehhh, c'ho provato pure io ma su YT nisba

fai prima a mulare tutto il film

MisterFaro

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Citazione di: porgascogne il 10 Gen 2014, 11:00
ehhh, c'ho provato pure io ma su YT nisba

fai prima a mulare tutto il film

devo imparare prima o poi

naoko

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Citazione di: Cialtron_Heston il 10 Gen 2014, 10:37


semi ot/
da piccoletto,aveva 4 o 5 anni

perché adesso ha 18 anni??  :pp

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Cialtron_Heston

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Citazione di: naoko il 10 Gen 2014, 11:51
perché adesso ha 18 anni??  :pp

7 !

Ho creato un mostro lazialissimo,diario della Lazio,felpa,pallone,tazza calendario è lui che mi dice"oggi è il compleanno di Honorato Campos Ederson..." e usa solo rioma per chiamre quelli,i suoi amichetti lo correggono e lui"no Roma è la città,la squadra di calcio è rioma" e li chiama coppa'nfacciati anche...è l'unica deriva da bar che gli concedo,per il resto se non fila dritto !

naoko

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Citazione di: Cialtron_Heston il 10 Gen 2014, 12:15
7 !
E sì, appunto, è piccolo ancora!

Citazione di: Cialtron_Heston il 10 Gen 2014, 12:15
Ho creato un mostro lazialissimo,diario della Lazio,felpa,pallone,tazza calendario è lui che mi dice"oggi è il compleanno di Honorato Campos Ederson..." e usa solo rioma per chiamre quelli,i suoi amichetti lo correggono e lui"no Roma è la città,la squadra di calcio è rioma" e li chiama coppa'nfacciati anche...
:love:

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