Veron: "Se la Lazio avesse avuto bisogno, sarei tornato per questi sei mesi"
Due stagioni bastano per imporsi, se sei Juan Sebastian Veron. Se vesti la maglia biancoceleste, fai incetta di successi, se anche il tuo carattere solare tipico del sangue latino riesce a conquistare stima e cuori, la riconoscenza del popolo laziale non verrà mai meno. Raggiunto tramite collegamento telefonico dai microfoni di Lazialità, programma in onda su Gold TV, l'ex centrocampista ha raccontato di sé, del suo ritorno all'Estudiantes, da cui tutto è partito, nel 1993. E ovviamente ha raccontato anche di Lazio. Lo scorso luglio, l'argentino ha firmato un contratto con il suo primo club, di cui è anche direttore sportivo: "Mi piace ancora giocare e continuerò a farlo fino a fine stagione. Se mi vedrei come allenatore della Lazio? Non so se intraprenderò la carriera di mister, non ho studiato per farlo e la vedo un po' difficile. Però il pensiero di tornare in una città in cui ho trascorso due anni bellissimi e di cui conservo ricordi bellissimi c'è sempre". A proposito di Biglia: "Non lo conosco molto bene, l'ho visto in qualche partita nella Nazionale e nella Lazio. Nell'Argentina gioca quasi sempre davanti alla difesa, per quello che ho visto ha delle qualità per giocare anche come mezzala intermedia con il centrocampo a 3, ma dipende da quello che si sente lui, non è un ruolo facile". La "luce" in una Lazio ben differente da quella attuale: "Non è facile per la squadra di adesso arrivare a quella mia. Ci sono giocatori con un futuro importante, penso ai giovani che tra qualche anno possono dare qualcosa in più. Ma noi avevamo giocatori di esperienza e soprattutto avevamo convinzione. Quella di poter raggiungere obiettivi importanti e nei confronti del gruppo". Si vociferava, qualche anno fa, di un suo possibile ritorno in maglia biancoceleste: "In realtà, se la Lazio ora avesse avuto bisogno di me, sarei tornato per fare qui sei mesi ed aiutare la squadra. Ma si è ripresa, adesso deve pensare al futuro. E per farlo deve avere un presente concreto che lasci il segno per i ragazzi che verranno". Il futuro, i giovani talenti: "Nel calcio argentino stanno emergendo ragazzi brillanti, che si affacciano alla prima squadra. Ad esempio Correa, ha 19 anni. A lui si sono interessate società come l'Inter e il Parma. Certo, ancora ha bisogno di imparare e dovrebbe abituarsi ad un calcio difficile, ma ha tutte le qualità per un futuro importante". In chiusura, Veron conferma una voce che da tempo era nell'aria: "A maggio tornerò nella Capitale, parteciperò alla partita che si terrà per commemorare lo scudetto di trent'anni fa!". Un ritorno a Roma, quindi. Sempre per i colori biancocelesti.
questo io lo prenderei già solo per fargli dare ripetizioni di regia a Biglia
Un grandissimo.