Appunto. Noi Laziali non siamo pretenziosi, in realtà, al di là della sbornia cragnottiana.
Ok, ad alcuni magari ha fatto male. Ma la maggior parte di noi, qui su Lazionet, eravamo paciosi e contenti, quando si intravedeva una cavolo di direzione. Penso agli anni di Delio Rossi: non una Lazio stellare, ma onesta e dignitosa: c'è Pandev, c'è Behrami, Jimenez, Mauri, Rocchi eccetera. Prendi Kolarov a 1 e lo rivendi a 10, idem Lichtsteiner. Va male l'investimento per Makinwa? Ok, capita, ma perlomeno molti di noi apprezzarono il tentativo, perché potenzialmente sembrava davvero un buon giocatore: io l'avevo visto a Lazio-Atalanta e mi aveva impressionato.
All'epoca sì, che era una "sparuta minoranza", quella che lo contestava.
Ora tutto questo manca. Perché al tifoso Laziale, cresciuto a pane e psicodrammi, se gli levi Hernanes e gli prendi chessò, Bonaventura, gli sta più che bene: ripeto, tolti quelli che si lamentano a buffo e a priori, che si lamentavano anche il 14 maggio del 2000 (eh lo fanno, lo fanno), tutti gli altri sono consci che l'essere Laziale comporti non essere un tifoso del Barcellona. La gestione oculata e mirata per cui ogni tanto parte uno forte e ne arriva uno buono da valorizzare ci sta più che bene: ripeto, Kolarov e Lichtsteiner. Amati, applauditi e poi partiti per offerte impensabili quando erano arrivati. Ma a chi non starebbe bene?
Il punto è un altro, è maledettamente un altro. Abbiamo venduto Hernanes alla diretta concorrente, sostituendolo con Stocavolo. Abbiamo abdicato de facto alle chance di rincorsa. Una cosa umiliante come poche.
C'era un popolo coi forconi perché il 3 settembre ci siamo presentati ai nastri di partenza con un attacco ridicolo. Talmente ridicolo che prima della fine del mercato estivo io, come molti, pensavo "dai, non può essere, magari zompa Yilmaz eh, ma qualcuno arriva. Ti pare che ci presentiamo con Klose, Floccari e Perea?". E così è andata invece, annichilente. Arriva gennaio: esce Floccari, ed entra il Floccari portoghese che non può giocare in Europa League. Io manco lo sapevo, sto fatto dell'EL. Quando l'ho scoperto ho riso di una risata disperata ed isterica per 3 minuti. Una pagliacciata grottesca.
A un certo punto, totalmente a buffo, alle 19.25 abbiamo iniziato a trattare Biabiany. Ci serviva una punta e un difensore e secondo Reja un terzo portiere. Abbiamo iniziato a trattare un Biabiany qualsiasi, che non gioca in nessuno di questi ruoli, alle 19.25, così, senza motivo. Ah, e ovviamente ha detto "no grazie, preferisco rimanere al Parma".
A me, me viè un po' da piangere. E quando ho iniziato a tifare Lazio erano gli anni in cui vivacchiavamo con Calleri: ci fu un annata in cui pareggiavamo tutte le partite venendo raggiunti al '90. Arrivavamo decimi, al massimo noni. Il mio imprinting di Laziale quello è stato. Ero un bambino, e potevo diventare della Juve o del Milan, come tutti i bambini che magari non diventerebbero della roma per non fare un dispiacere a nessuno (e perché non vince un ca**o) e però trovando "triste" divenire della Lazio tifano per le strisciate.
Non mi ha mai sfiorato questo pensiero per la testa, manco per un secondo, mai.
Oggi sono un po' triste e sconfortato. E non c'entra nulla ma proprio nulla la posizione in classifica, il fatto che non siamo come la Juve o il Real. Zero.