Mah, io non mi sento umiliata ed offesa, ma piuttosto, come ormai da parecchi anni a questa parte, avvilita. Perché non mi convince questa gestione delle risorse della Lazio, perché non vedo ambizione e voglia di crescere (si vide quando andammo in CL che per noi la dimensione desiderata dalla presidenza era una di più basso profilo), perché vedo molti laziali sempre più lontani (laziali veri, eh?), perché a volte mi sono trovata a non andare nemmeno allo stadio dove sono abbonata, perché i tifosi sono divisi come mai prima, tanto che con alcuni per me non c'è più alcuna possibilità di dialogo (beh, essere chiamata romanista o ricevere insegnamenti di lazialità e di tifo quando mio nonno sta su WikiLazio e dentro la Lazio ci sono cresciuta mi sembra davvero assurdo).
E' una Lazio che ha ridotto tutti o quasi al conticino da ragioniere, per cui c'è chi è contento addirittura della vendita di un grande campione. Magari anche se di quei milioni non viene reinvestito manco un euro o viene reinvestito in 10 scommesse per lo più destinate al fallimento.
E' una Lazio che mi fa sentire vecchissima, più vecchia di quello che sono davvero (vdm

) perché penso che morirò prima che possa vincere di nuovo un grande trofeo, lo scudetto o una coppa europea.
Io, oggi, mi sono svegliata con dentro la tristezza di sapere che non vedrò più le giocate del Profeta e con un grande magone dentro.
Ma io mi sarei stupita del contrario e questo è solo un altro per me prevedibile tassello.
Forza Lazio, sempre e per sempre, ovunque e comunque.