Se Tohir spende svariate centinaia di milioni per rilevare l'inter e cominciare a coprire la voragine di buffi che si ritrova, oltre a fare un po' di mercato, vuol dire che la convenienza ce l'ha vista. Convenienza che va al di là della visibilità internazionale, convenienza che probabilmente vuol dire stadio con annessi e connessi, l'indotto potente dei rapporti industriali cui ha accesso un presidente di un grande club italiano che va ogni anno in Europa, e non ultimo le simpatiche e vorticose stecche del calciomercato (ovviamente parlo delle partite a biliardo coi procuratori

).
Togliamo una fetta di rapporti industriali Inter vs Lazio, aggiungiamo i soldi che mister X NON dovrebbe spendere per ripianare i debiti, ed ecco che chi volesse prendersi la Lazio si troverebbe davanti un quadro di investimenti e ritorni perlomeno simile a quello che ha motivato l'indonesiano.
Là fuori ci sono asiatici, russi, arabi, et alia, che a Lotito i 120 milioni glieli danno con una mano e con l'altra gli pinzano il guancione dicendogli, "vai ciccio" (cit.)
Poi se a questi può interessare la Lazio è da vedere.
I Politici locali da una parte dovrebbero spubblicare le balle lotitiane sulla Tiberina, dicendo la verità, e cioè che lì né ora né mai, dall'altra dare piena disponibilità, come stanno facendo con le merde, per trovare un accordo sostenibile per la costruzione di stadio e indotto. Tanto per cominciare.
Poi vediamo.
Se non Lotito viene messo nelle condizioni pesanti di vendere, e non si presenta nessuno di serio, allora ci rassegneremo al famigerato "modello udinese".