Keita Balde Diao (Topic ufficiale)

Aperto da Biancolazio, 19 Set 2013, 23:32

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Magnopèl

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250 mila euro netti all'anno. 1 mln di euro netto per 4 anni di contratto (dal 2013 al 2017)

gentlemen

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Citazione di: Magnopèl il 05 Feb 2014, 19:21
250 mila euro netti all'anno. 1 mln di euro netto per 4 anni di contratto (dal 2013 al 2017)
Le squadre che vogliono "coccolarsi" i giocatori giovani e forti, che crescono di anno in anno, creare un buon rapporto con lui ed il suo agente, adeguano (e quindi prolungano) il loro contratto di anno in anno, per cui a fine di quest'anno si riconosca il valore di questo giocatore, adeguandogli il contratto (magari passando a 45omila) ed allungandogli il contratto, così da evitare spiacevoli situazioni.

olympia

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Spero che Keita rimanga a lungo nella Lazio come spero che ci saranno sempre più giovani bravi come lui. Il mio sogno è una squadra composta da tutti giocatori di colore, per far tacere quelli che ci omologano come razzisti. Anche perchè il futuro è loro, come in tanti altri sport! Siamo sulla buona strada: Keita, Onazi, Konko, Cavanda, Kakuta, Ciani, Tounkara !  Peccato che non è arrivato Biabany, vorrei avere anche tanto Quadrado e Muriel, bravissimi!   :ssl

Tyler87

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Citazione di: gentlemen il 05 Feb 2014, 19:34
Le squadre che vogliono "coccolarsi" i giocatori giovani e forti, che crescono di anno in anno, creare un buon rapporto con lui ed il suo agente, adeguano (e quindi prolungano) il loro contratto di anno in anno, per cui a fine di quest'anno si riconosca il valore di questo giocatore, adeguandogli il contratto (magari passando a 45omila) ed allungandogli il contratto, così da evitare spiacevoli situazioni.
Su Keita e ultime suo staff finora la Lazio ha agito alla.perfezione. Ha prospettato e attuati un processo di crescita sul giovane, fatto firmare su un contratto importante prima che iniziasse il ritirò.
Il rinnovo è avvenuto su iniziativa della società e con il suo staff (dopo il.chiarimento Diakite)si è coltivata una buona collaborazione iniziata con Keita e proseguita in ordine con Tounkara,Oikonomidis,Seck e trasferimento di Rozzi al Real.
Per tutto ciò sono molto fiducioso per il rinnovo di Keita.

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surg

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Citazione di: Magnopèl il 05 Feb 2014, 19:21
250 mila euro netti all'anno. 1 mln di euro netto per 4 anni di contratto (dal 2013 al 2017)

Prende 250 mila euro o 1 milione?

Magnopèl

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250 mila all'anno per 4 anni = 1 mln ;))

Luca Signifer

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Citazione di: gentlemen il 05 Feb 2014, 19:34
Le squadre che vogliono "coccolarsi" i giocatori giovani e forti, che crescono di anno in anno, creare un buon rapporto con lui ed il suo agente, adeguano (e quindi prolungano) il loro contratto di anno in anno, per cui a fine di quest'anno si riconosca il valore di questo giocatore, adeguandogli il contratto (magari passando a 45omila) ed allungandogli il contratto, così da evitare spiacevoli situazioni.
è anche vero che Savini, intervistato ad inizio settimana, ha detto che non c'è assolutamente la necessità di aumentare l'ingaggio di Keita. Ha detto che è un ragazzo molto giovane e che il suo "stipendio" è più che sufficiente.
Come si dice? Non stuzzicar il can che dorme

rena89

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Credo che la tattica di Savini sia quella di aspettare la conferma importante.. così se ora Keita prende fai conto 5, ora meriterebbe magari 7 con prolungamento ma Savini sà che se aspetta tra un anno o due può chiedere molto più di 7

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white-blu

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Meranetto

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Ho parlato con il suo club e mi hanno fatto sapere che Keita ha scelto la Spagna - dichiara Giresse, ct del Senegal -  È nato in questo Paese quindi è anche normale che lui abbia deciso di giocare per la Spagna"


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Cialtron_Heston

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Citazione di: daniela il 06 Feb 2014, 18:22
qualche concetto mi è sfuggito :D

Nato in Spagna da genitori senegalesi, a 9 anni entra naaaa cantera.
Era talmente bravo che Samuel eto'o disse qualcosa che non ho capito.
Dopo lo scherzo del ghiaccio, fu ceduto ad una squadretta dove in una stagione segnò 47  goals.
Il barca non gli rinnovò il contratto e mezza Europa gli fece la punta( tipo aquilalidense co Azzurra).
Ma le piu più decise furono Lazio e real Madrid.
Furono pagati 30 mila euro alla squadretta e 270 mila al barca.

Daniela

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Citazione di: Cialtron_Heston il 06 Feb 2014, 18:40
Nato in Spagna da genitori senegalesi, a 9 anni entra naaaa cantera.
Era talmente bravo che Samuel eto'o disse qualcosa che non ho capito.
Dopo lo scherzo del ghiaccio, fu ceduto ad una squadretta dove in una stagione segnò 47  goals.
Il barca non gli rinnovò il contratto e mezza Europa gli fece la punta( tipo aquilalidense co Azzurra).
Ma le piu più decise furono Lazio e real Madrid.
Furono pagati 30 mila euro alla squadretta e 270 mila al barca.

grazie ;)

romolo

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Citazione di: gentlemen il 05 Feb 2014, 19:34
Le squadre che vogliono "coccolarsi" i giocatori giovani e forti, che crescono di anno in anno, creare un buon rapporto con lui ed il suo agente, adeguano (e quindi prolungano) il loro contratto di anno in anno, per cui a fine di quest'anno si riconosca il valore di questo giocatore, adeguandogli il contratto (magari passando a 45omila) ed allungandogli il contratto, così da evitare spiacevoli situazioni.
secondo me resterà  3/4 anni, poi il propietario della Lazio vorrà monetizzare o il giocatore vorrà andare a guadagnare e/o vincere qualcosa di più importante.

volerevolare

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Citazione di: romolo il 07 Feb 2014, 06:45
secondo me resterà  3/4 anni, poi il propietario della Lazio vorrà monetizzare o il giocatore vorrà andare a guadagnare e/o vincere qualcosa di più importante.

Magari vince da noi

Ro

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http://www.lalaziosiamonoi.it/in-evidenza/esclusiva-pizzul-in-poche-mosse-reja-ha-ricostruito-la-lazio-keita-europa-league-fatta-per-lui-41413

ESCLUSIVA - Pizzul: "In poche mosse Reja ha ricostruito la Lazio. Keita? Europa League fatta per lui"

Che l'enciclopedica storia del calcio sia composta anche da volti, voci e personaggi non strettamente legati al rettangolo verde, che non sia, cioè, scritta esclusivamente con i tacchetti ai piedi, è sensazione che diviene realtà quando si parla con Bruno Pizzul. Chi non ha nelle orecchie la sua voce inconfondibile, il suo garbato e forbito modo di raccontare calcio, di entrare nelle case degli Italiani e portarli in giro nel mondo, il più delle volte con l'azzurro sul cuore, fossero Mondiali, Europei o semplici amichevoli. Chi di noi non ritrovava nei suoi neologismi (l'inossidabile "gigioneggiare a centrocampo" su tutti) un rassicurante e familiare senso di appartenenza, di cittadinanza, quasi, al mondo del calcio, sempre troppo pieno di presunti innovatori e tecnici da "tubo catodico". Pizzul, con i suoi cinque Campionati del Mondo (l'esordio in Messico nel 1986 a commento della tredicesima edizione dei Campionati del Mondo) e i quattro Campionati Europei, oltre che un simbolo alla professionalità dell'essere giornalista, ha rappresentato, per molte generazioni, l'ultima voce che sentivi prima di uscire per i caroselli in strada o spegnere, su tutte le furie, il televisore. Bruno Pizzul da Udine, ha raccontato il calcio in questo Paese, di questo Paese, nel bene e nel male. Fu dalla sua voce che l'Italia apprese contorni e proporzioni di una strage incomprensibile e terrificante, come è stata quella di Bruxelles, stadio Heysel, settore Z, 29 Maggio 1985, quando la follia, perché di altro non si trattò, di assassini tolse dal mondo trentanove innocenti. Dalla tragedia vera alla gioia pura: per i laziali, sono indimenticabili le sue parole "...e poi c'è il tiro, strepitoso, da parte di Nedved, e la Lazio è in vantaggio!" con Fabio Capello, all'epoca commentatore tecnico, che al suo fianco gli dà sulla voce gridando "Goool!". Chi può dimenticare: 19 Maggio dell'ultimo anno del ventesimo secolo, Birmingham, Villa Park, Lazio-Mallorca, due a uno: l'ultima Coppa delle Coppe parte per Roma. La redazione de Lalaziosiamonoi.it lo ha raggiunto telefonicamente: la Lazio e il suo futuro, i giovani, l'Europa che incombe. Ecco cosa ci ha risposto.

Pizzul, partiamo dalla cronaca. La cura Reja, friulano come lei, ha portato, a detta di tutti, la tranquillità che prima mancava. Al netto del fatto che solo con quella non si fanno punti, a cos'altro "imputare" la rinascita della Lazio?

"Valutando dal di fuori - cosa non sempre facile - la situazione della Lazio, credo di poter dire che la gestione Reja, che già conosceva l'ambiente e i suoi protagonisti, fondi le sue attuali fortune su poche, saggie, mosse. Su tutte, il recupero di giocatori chiave, veri punti fermi della "nuova" Lazio. Dias, Ledesma, lo stesso Gonzalez danno alla squadra una fisionomia concreta, ben definita. Petkovic, invece, dava l'impressione di avventurarsi in moduli che poi era pronto a smentire, anche in corso d'opera. Va da sé che, così facendo, si generasse confusione tra i giocatori e anche tra gli stessi tifosi. Reja è sinonimo di pragmatismo: da persona seria e da allenatore preparato qual è, riesce ad affrontare l'avversario a seconda della pericolosità di quest'ultimo: sa adattarsi al modulo che incontra, se la squadra che ha di fronte risulta più forte, sa esprimere il proprio gioco, imponendo la partita, se ha modo e maniera di poterlo fare. Agire così risulterà magari poco 'garibaldino', ma porta acqua al suo mulino e punti alla Lazio".

Archiviato il derby e i suoi contenuti, ora la Lazio è attesa nel focoso ambiente di Catania, con l'undici di Maran, pronto a giocarsi la retorica "ultima spiaggia". Che partita vedremo: sarà appunto, un arrembaggio rossoazzurro col coltello fra i denti, oppure , classifica alla mano, un match influenzato dai diversi valori delle due rose?

"Sarà senza dubbio una partita molto delicata. Il Catania ha una classifica disperante. Paga una stagione nata molto male, costellata da parecchi infortuni e dalla scarsa vena di alcuni dei suoi probabili protagonisti, fino a giungere ai dissesti provocati dal "via-vai" in panchina tra Maran e De Canio. Con il tecnico trentino gioca un buon calcio, ha ottenuto anche dei risultati, sono al terzo pareggio consecutivo, due dei quali ottenuti a Milano (con l'Inter, ndr) e a Parma. Il guaio, però, che ora il punticino qua e là non basta più. E domenica si troveranno di fronte una Lazio esperta e, secondo me, molto concentrata, che proverà, come dicevamo prima, ad opporre la sua maggiore qualità, imporre il suo ritmo, e guadagnare punti preziosi".

Lei fu il telecronista del primo successo europeo della Lazio, quella Coppa delle Coppe, contesta e strappata agli spagnoli del Mallorca nel 1999. Era la Lazio stellare di Cragnotti, delle finali europee, degli scudetti vinti o sfiorati per poco. Ora, invece, la Lazio vende i suoi pezzi migliori, livellando verso il basso sia la qualità del suo parco giocatori, sia il proprio appeal interno ed internazionale. Si potrà mai vincere con il gruppo "coeso e compatto" di lotitiana memoria oppure, senza speranza, questo è il calcio degli sceicchi e dei facoltosi?

"Guardi, il discorso è assai complesso e articolato. Va detto che non bastano gli auspici e i desideri financo personali: non si diventa grandi, in quest'epoca, con le sole qualità, vere o presunte, di un gruppo. Con l'incessante mercificazione del calcio, i giocatori si spostano dove ci sono più soldi, con i bilanci che vengono sistemati, a volte, anche forzatamente. Non nascondo come sia accattivante l'idea di costruire successi fondandosi sul proprio vivaio, o con ragazzi individuati anche in altri campionati. Sfortunatamente, però, non è garanzia di primeggiare sui diretti concorrenti. Va detto che, nella fattispecie della squadra biancoceleste, il peso del passato, l'inevitabile "specchiarsi" in un'epoca di successi, anche internazionali, non fa che aumentare la recriminazione e il senso di inadeguatezza del presente. Nella particolare realtà di Roma, poi, c'è l'ingombrante presenza dell'altra squadra: con la Roma così forte, il malumore non può che lievitare".

Infine, a breve, ritorna l'Europa League che per la Lazio significa il doppio confronto contro i bulgari del Ludogorets: che giudizio ci dà di questo impegno e, più in generale, delle prospettive europee dei biancazzurri?

"Cominciamo col dire che l'impegno principale è sempre il prossimo, dunque, i due scontri contro i bulgari devono catturare l'attenzione della truppa di Reja. Non credo che possano esserci particolari problemi, ma bisogna aver rispetto di tutti e mantenere sempre alta la concentrazione. Ora l'Europa League entra nella sua fase più intrigante con la Juventus che, secondo me, vorrà recitare la parte della protagonista. La motivazione che può dare una finale giocata, non solo nella tua città, ma addirittura nel tuo stadio, non ha eguali. Oltre alla squadra di Conte, mi interessa molto vedere la Fiorentina di Montella, anche lei titolata ad un ruolo importante. Reja ha l'occasione di far trovare spazio e minutaggio anche a chi in campionato gioca meno, ma secondo il mio parere è proprio in questa competizione che va lanciato, senza indugi, un "puledrino" niente male come il giovane Keita. Ha tutto per essere un protagonista della manifestazione".

AVANTI LAZIO

Biancolazio

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Con questi valori in campo non far giocare Balde dal 1 minuto e' un delitto calcistico

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legionale73

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Citazione di: Biancolazio il 16 Feb 2014, 17:26
Con questi valori in campo non far giocare Balde dal 1 minuto e' un delitto calcistico
oppure lo tiene LONTANO da occhi indiscreti????
non sò voi ma come ripeto.... ogni calciomercato tocca pregare la buona Madonna!!!!! :o :(

gaizkamendieta

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Citazione di: Lqsignifer il 05 Feb 2014, 20:37
è anche vero che Savini, intervistato ad inizio settimana, ha detto che non c'è assolutamente la necessità di aumentare l'ingaggio di Keita. Ha detto che è un ragazzo molto giovane e che il suo "stipendio" è più che sufficiente.
Come si dice? Non stuzzicar il can che dorme
secondo invece è il contrario... un agente che ti dice "non c'è assolutamente la necessità di aumentare l'ingaggio di Keita" a me puzza parecchio...guarda un po'  ;)

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