Citazione di: Panzabianca il 14 Feb 2014, 12:28
nun te vorrei ricità la citazione proiettiana di fish ma è anche questo. Ka, deve esserlo!
Io mi ritrovo nei miei 14 anni e i miei 14 anni si ritrovano negli attuali 44 perché c'è sempre la LAZIO, sempre sempre.
Ti riporto un pezzo di Nick hornby di febbre a 90... argomento: lo scudetto e la vittoria vista da un tifoso di una squadra che non vince scudetti da decenni... quanto è lontano da quell'esempio fishano tanto romanista.
"Da quando guardo il calcio, e sono ventitré stagioni, solo sette squadre hanno vinto il Campionato
di Prima divisione: il Leeds United, l'Everton, l'Arsenal, il Derby County, il Nottingham Forest,
l'Aston Villa e, per ben undici volte, il Liver-pool. Durante i miei primi cinque anni vinsero cinque
squadre diverse, e così lo scudetto mi parve essere qualcosa che di tanto in tanto ti arrivava, anche
se magari si faceva un po' aspettare; ma dopo che gli anni Settanta iniziarono e finirono, e poi
gli anni Ottanta, cominciò a farsi strada in me l'idea che l'Ar-senal potesse non vincere più uno
scudetto durante tutta la mia vita.
Non è così tragico come sembra. I tifosi degli Wolves che nel
1959 festeggiarono il loro terzo scudetto in sei anni non avrebbero potuto prevedere che la loro
squadra avrebbe passato buona parte dei trent'anni successivi in Seconda e Terza divisione; i
supporter del Manchester City che avevano pressappoco quarantacinque anni quando i Blues
vinsero per l'ultima volta il Campionato nel 1968, adesso cominciano ad essere intorno alla
settantina.Come per gran parte dei tifosi, la stragrande maggioranza delle partite che ho visto sono state
partite di Campionato. E dato che l'Arsenal perde quasi sempre qualunque interesse al titolo della
Prima divisione da dopo Natale, senza d'altronde correre alcun rischio di retrocedere, mi sentirei di
affermare che circa la metà di queste partite sono state pressoché insignificanti, se non altro nel
senso in cui i giornalisti sportivi parlano di partite insignificanti. Niente unghie e nocche
smangiucchiate e facce isteriche; niente orecchie dolenti perché sei rimasto attaccato alla radiolina
per sentire cosa sta facendo il Liverpool; in verità, non sei preda né di disperanti angosce né di
raptus estatici con occhi fuori dalle orbite per il risultato. Qualunque sia il significato che si trae da
incontri come questi, è più quello che gli attribuisci tu che non quello che deriva dalla classifica di
Prima divisione.
E dopo magari dieci anni così, il Campionato diventa qualcosa in cui credi o non credi, come Dio.
Ammetti che sia possibile, naturalmente, e cerchi di rispettare le opinioni di coloro che sono riusciti
a rimanere fedeli. Io, tra il 1975 circa e il 1989, non credevo. All'inizio di ogni stagione speravo; e
un paio di volte - a metà della stagione 86/87, per esempio, quando restammo in vetta alla classifica
per otto o nove settimane -fui quasi sul punto di uscire dalla mia caverna di agnostico. Ma nel
profondo del cuore sapevo che non sarebbe mai successo, proprio come sapevo che non sarebbero
riusciti a trovare una cura contro la morte prima che io diventassi vecchio, come invece credevo da
bambino."