Citazione di: fish_mark il 22 Feb 2014, 18:57
Ma caro rank (che ti saluto ed abbraccio)
nessuno sbaglia, perché non ci sono prescrizioni particolari per tifare.
C'è chi si accontenta, chi vorrebbe qualcosina di più, chi è proprio pretenzioso.
Ma i grandi numeri si fanno quando soddisfi tutti e tre queste grandi categorie di tifosi.
Tu appartieni allo zoccolo duro quelli che ci sono sempre, anche con 20 sotto zero con il Cesena in casa. Gli altri devono essere mobilitati.
domani ci sarà questa auto-mobilitazione. Per il futuro la palla tornerà alla società: questa o una futuribile.
Ricambio il saluto e l'abbraccio.
E' proprio così. Da dopodomani la palla torna alla società che però, per forza di cose, dovrà essere necessariamente quella futuribile, sempre che ce ne sia una una perché questa, cosi come è ora, è senza via di uscita.
E ovvio che se non c'è n'è una futuribile, l'unico risultato della manifestazione sarà un ulteriore appesantimento di un quadro già di per se pesantissimo, per responsabilità reciproche.
La manifestazione di domani certifichera' che si andrà nella direzione di un drastico irrigidimento delle posizioni perché la frattura diventerà insanabile, considerando la natura autoreferenziale dei protagonisti che portano avanti la contesa.
Se Lotito fosse stato in grado di recepire alcuni segnali e di conseguenza cambiare direzione nella gestione della Lazio, l'avrebbe già fatto.
Dall'altra parte, dopo una manifestazione del genere, in assenza di cambiamenti tangibili, non si potrà che proseguire nell'opera di demolizione già per il solo motivo di non rischiare di perdere la faccia.
Se non ci sarà la naturale conclusione auspicata, rimarrà soltanto un grande rimestamento di merda che alza ulteriore tanfo in un ambiente in cui respirare normalmente è già faticoso (è una metafora ovviamente).
Manifestazioni come quelle di domani, se non portano al cambiamento, avendone già preparato uno, fanno più danni che altro.
Da una parte Lotito sarà ulteriormente arroccato sulle sue posizioni, dall'altra parte è estremamente probabile che aumenterà il senso di frustrazione.
La deriva sarà quella di un ulteriore scollamento e dell'accelerazione di un progressivo atteggiamento di distacco, tanto che già qualcuno ipotizza che il passo successivo dovrà essere l'abbandono dello stadio ed il boicottaggio delle attività economiche legate alla gestione della Lazio.
L'esatto contrario di ciò che si dovrebbe fare intorno ad una squadra di calcio in condizioni normali.
Un vortice vero e proprio che rischia soprattutto di diventare un punto di non ritorno.
E' anche vero che a volte le prove di forza spingono i cambiamenti e Lotito mai come ora sarà messo di fronte alle sue responsabilità e forse una pizza in faccia del genere potrà, in qualche maniera, spingerlo per la prima volta a riflettere. Ne dubito, ma potrebbe anche essere.
Rimango però del parere che quello che sta succedendo non è realmente commisurato alla condizione generale delle Lazio attuale e quindi, per certi versi, il rischio reale che si corre e' di fare qualcosa che potrebbe far peggiorare le cose molto di più di quanto potesse essere veramente necessario.
Nel frattempo le sorti della Lazio, intesa come squadra e relative prestazioni sportive, rischiano di diventare sempre più un accessorio rispetto a queste questioni.
Come già postato qualche tempo fa in questa guerra senza senso, il rischio reale e più prevedibile è che il vincitore festeggerà la sua vittoria su di un cumulo di macerie. Li, e solo li, capiremo se ne è valsa la pena.