Il senso del topic non voleva essere parlare di lotito sempre e comunque da molteplici angoli d'osservazione, ma di noi tifosi Laziali in quanto tali.
Ieri la Curva (la Curva, non altri) ha dato una prova di egemonia lampante. Una prova che al di là delle sue modalità di esternazione, discutibili o meno (per me la maggiorparte discutibili, ma è una questione imho quindi non attinente), ha portato un credito illimitato nello stack degli Ultras, ma anche grandissime responsabilità.
Lo scopo del topic, come molti hanno capito, è quello di capire su che mano puntare forte nel più o meno immediato futuro e su quale foldare.
Spendersi per battaglie di retroguardia, o velleitarie, come può essere quella per la detronizzazione senza condizioni di Lotito, vorrebbe dire perdere fin dal principio, e non credo lo voglia nessuno.
Cominciare a capire come far sì che tutto ciò non vada perduto nel limbo della progressiva dismissione della passione e del distacco da parte dei tifosi rispetto alle vicende del campo dovrebbe essere uno dei primi punti all'ordine del giorno ad esempio. L'autocelebrazione va bene se dura il tempo necessario e non di più.
Poi , che lo si voglia oppure no, al centro va rimessa la Lazio. E questo va capito subito, prima che sia troppo tardi.
Ma soprattutto io comincerei a cercare sponde sempre più importanti all'interno del variegato panorama dell'opinione Laziale. Anche a costo di concedere qualcosa, ma l'idea di un documento programmatico che possa ottenere un riconoscimemto anche solo formale ma autenticamente trasversale da parte della base più o meno organizzata dell'ampio spettro del tifo Laziale vorrebbe dire fare bingo dopo il poker di assi.
Naturalmente tutte queste dinamiche andrebbero pensate, elaborate e messe in pratica senza dare la sensazione che calino dall'alto e imposte senza condizioni.
L'idea di questo topic è ragionare su proposte del genere, come già sta accadendo in altra discussione sul forum. E anche parlare delle impressioni riguardo alle prossime iniziative della CN.
Senza perdere di vista che l'obiettivo non può trasformarsi in sterile battaglia di retroguardia né di assalti al cielo al momento improponibili.