Probabilmente doveva succedere, prima o poi. In effetti segnali in tal senso si erano avuti sin da febbraio, ma io, inguaribile ottimista, li avevo sempre interpretati come eventi negativi di un contesto comunque positivo. Fatto sta che ieri, dopo un colloquio non propriamente sereno con il mio capo e le HR, sono stato "spintaneamente" costretto a dare le dimissioni. Tutto tranquillo dal punto di vista della negoziazione (il package ottenuto, inclusivo di servizio di outplacement, è il ragionevole massimo al quale potevo aspirare), ma fatto sta che devo dare addio ad un posto di lavoro nel quale avevo fortemente creduto.
L'arrivo del nuovo CEO ha trasformato radicalmente la strategia IT della mia azienda, da un nearshoring ragionevole, ad una rapida (nonché violenta) esternalizzazione. Il problema è tutto qui. Non è di performance (sono stato per due anni consecutivi la persona che ha avuto i maggiori riconoscimenti, economici e non), né di strategia (personalmente l'outsourcing non lo condivido, ma non è stata neanche richiesta la mia opinione né sono stato coinvolto nel progetto), è politico, nel senso di area di potere da conquistare all'interno dell'azienda. Non appena è cambiata la nazionalità del capo (da Svizzero e Tedesco) questa è stata la direzione. Io, che non guarirò mai dalla mia ingenuità (ed è in senso negativo che interpreto questa parola) ho pensato a fare il mio mestiere (che poi è quello dell'executive manager) in termini di cosa sarebbe meglio per l'azienda, e non cosa sarebbe stato meglio per il nuovo capo. nella presentazione del Business Plan pluriennale avevo sottolineato come l'outsourcing, opzione percorribile e con i suoi punti di forza, comunque, non fosse raccomandabile per alcune ragioni che io, al moment, ritenevo valide. Fossi stato furbo, avrei evitato l'argomento o sarei rimasto più neutro. Del resto, il crucco non si è neanche degnato di rispondermi. l'unica cosa che ha detto è che comunque lui non avrebbe mai avuto una "hidden agenda" (io da buon italiano ho interpretato questo come la PRESENZA di una hidden agenda molto forte, non so se gli Svizzeri gli hanno creduto. Pare di si, visto che i miei colleghi stanno "dimettendosi" con arie più stupite della mia.
Bene: ufficialmente, dal 1 di luglio sono senza lavoro. Sensazione strana, in quanto la depressione di "non essere utile" è al momento il sentimento principale, seguito a ruota dalla preoccupazione economica (fortunatamente esiste un cuscinetto). La rabbia la sto contenendo, riuscendoci anche abbastanza bene. Voglio focalizzarmi sulla ricerca di lavoro in questi due mesi. Insomma, se conoscete qualcuno che necessita di un executive manager nel campo IT, ditemelo...
Ma vorrei anche parlare di momenti del genere, e condividere con voi questi momenti. Scrivo soprattutto per questo, non per avere solidarietà o segnalazioni.