Sono stato a lungo incerto prima di scrivere su un forum pubblico i fatti miei privati. Chi mi conosce sa che non è che mi apra eccessivamente, e in questi anni su questo sito ho sempre mantenuto un certo riserbo, condito da pochi messaggi e quasi mai qui su Friends, come a definire un certo distacco da Lazionet come comunità (chi mi conosce e conosce la mia storia può anche immaginare il perché).
Quando ho raccontato i momenti topici della mia disavventura, ho deciso di farlo senza paraventi. Sincero, anche perché protetto da un complice anonimato. Che ho da perdere. Forse troppo sincero, rileggendomi credo che un qualunque essere umano senziente abbia pensato: questo è un coglionazzo. Ad usare un eufemismo. Mostrando il culo, come saggiamente riportava Ulissechina, prendi un raffreddore. E perdi anche la stima della tua principessa. Il cavalier servente andava bene nelle favole.
Vi ho letto tutti, riga per riga, e sono rimasto colpito come non credevo. Da parte, sia di quelli che conosco di persona ma anche di quelli che non conosco, ho percepito un affetto sincero. Nessuna solidarietà di maniera. Ho visto Nanni mettersi alla tastiera, Porga mandarmi messaggi, Tarallo in conversazioni fiume, altri ragazzi inviare messaggi privati che mi hanno commosso. E tutti, nessuno escluso, hanno contribuito a farmi sentire meglio. Mai mi sono sentito appieno membro di questa comunità. Da orso cavernicolo quale sono, ho sempre preferito brillare per assenza, anche alle varie feste in cui Anto70 mi ha portato praticamente a calci in culo. Perché io sono uno steppenwolf, non mi mischio. E poi, a lei non piacete.
Azz è vero. Ma che scrivi su quel sito di tifosi, una massa di trogloditi analfabeti (non è che avesse tutti i torti, comunque). Perdi tempo dietro a questa gente. E io ho aggiunto alle mie perle (del cosiddetto rosario del deficiente) anche questa. Non ho perso tempo dietro a questa gente.
E ora questa gente perde tempo dietro a me.
Non so se la mia storia avrà mai una possibilità di ricominciare. Siamo su pianeti diversi, lei vuole altro, ormai. Ma non è solo lei. Anche io sto riscoprendo tutta una serie di cose... non cose, persone, ché io sempre alle persone ho tenuto, e mai alle cose (da cui la scarpa e la ciavatta). Persone belle, persone che non credevo, persone che ho colpevolmente accantonato e che non lo meritavano. E che - imparasse totti l'italiano - non metterò più da parte. Non per ripicca per la mia lei (ex-lei) o - chissà - nei confronti di una futura lei, ma perché non è giusto.
Sono contento. Non esageriamo. Vivo sempre in apnea, cerco di seguire il Nanni-pensiero, mi trovo occupato il più possibile, tra l'altro devo, per me e i miei figli, non posso seguire quello di gesulio perché (forse per fortuna) non ho un compagno di bevute e bere da solo è la cosa più triste del mondo, seconda forse al cinema da solo.
Ma vi ringrazio tutti. E tutte. In particolar modo le fanciulle (che da questo istante adoro tutte e che vorrei ringraziare personalmente, una per una), per le quali pare che il mio comportamento non sia stato da imbecille patetico come mi autodefinisco ogni istante, ma che abbiano compreso come dietro ad ogni gesto ci fosse solo ed esclusivamente l'amore. E in questo tripudio di melassa vado a prendermi una piadina al negozietto sotto casa. Da solo, però è bona na cifra.
Guy
PS ringrazio il Signore per aver creato i Buzzcocks e i Radio Birdman, mie vecchie ancore di salvezza, e soprattutto i Rammstein, colonna sonora di questi giorni strani.