Non è solo vietato dalla legge italiana come pratica ipobarica, ma può essere addirittura dannoso per la salute. L'uso dell'Altitrainer 200, la macchina sequestrata al termine della decima tappa del Giro d'Italia alla Davitamon Lotto, la formazione dello sprinter australiano plurivincitore nella corsa rosa Robbie McEwen, è proibito in quanto concretizza una vera e propria pratica vietata che altera le prestazioni sportive. Lo dicono, in una dettagliata relazione che "SportPrto" è riuscito a procurarsi, i due esperti incaricati dal pm Pecori di dare un parere definitivo sull'effetto "dopante" o meno dell'attrezzo. I professori Dario D'Ottavio (ex membro della Cvd, la commissione di vigilanza sul doping) e Benedetto Ronci (illustre ematologo clinico dell'Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma), tra l'altro collaboratori storici di "SportPro", hanno approfondito l'argomento, fino a questo momento poco indagato sotto questi aspetti. Il meccanismo di funzionamento della macchina è semplice: si espone l'atleta ad una condizione fisica particolare, cioè ad una diminuita concentrazione dell'ossigeno ottenuta attraverso l'abbassamento della sua normale pressione parziale (si respira una miscela ipossica, attraverso una mascherina) e il fisico reagisce come se si trovasse in altura, stimolando, cioè la produzione endogena di globuli rossi che arricchiscono il sangue contribuendo ad un maggior trasporto di ossigeno ai muscoli. Di qui l'effetto dopante. Il verdetto dei periti taglia la testa alle tante polemiche successive al sequestro. L'uso dell'apparecchio, infatti, in alcune nazioni europee è consentito e in altre l'Altitrainer 200 è addirittura commercializzato. Nell'ondivago regolamento della Wada, cioè sul fronte sportivo, la macchina non è nominata, ma può essere tranquillamente compresa fra le pratiche proibite, come recita il punto B dell'articolo M1, che vieta "tutte le pratiche che aumentino artificialmente il trasporto e la disponibilità dell'ossigeno". In ogni caso per i periti non ci sono dubbi: l'Altitrainer 200 è vietato, perché "aumenta artificialmente la massa eritrocitaria" e, allo stato attuale delle conoscenze, non sono esclusi rischi per la salute di chi lo adopera, non essendoci prove della sua innocuità.
ANCHE IL CIO STA PENSANDO DI PROIBIRE LE PRATICHE IPOBARICHE E IPOSSICHE Il parere dei periti si lega molto bene a quello che è l'orientamento di pensiero anche dei massimi dirigenti sportivi mondiali, che stanno pensando di rivedere l'intera normativa che riguarda le pratiche ipobariche e ipossiche. La tenda ipobarica che simula il soggiorno in altura (usata da molti campioni come il calciatore David Becham e il sette volte vincitore del Tour, Lance Armstrong, durante la "Grande Boucle" del 2002) e di cui nel passato recente si sono occupate le cronache non è proibita in molte nazioni (fa eccezione la Norvegia, dove è vietata, come riferisce Andy Miah nel libro "Genetically modified Athletes"). Ma i dubbi che tali pratiche rientrino nella definizione generale di doping, in quanto contribuiscono ad aumentare la prestazione, si trascinano da tempo. Recentemente proprio la massima autorità sportiva, il presidente del Cio (il comitato olimpico internazionale), Jacques Rogge, ha lasciato intendere che l'idea di considerare legale l'uso di questi attrezzi ipobarici e/o ipossici, debba essere riconsiderata. "Non mi piace l'idea che gli atleti debbano far uso di queste camere ipobariche; questa non è la mia idea di sport, è un artificio che io non amo". Sulla stessa lunghezza d'onda Larry Bowers, direttore della Wada, l'agenzia antidoping mondiale: "La mia idea è che fintanto che una pratica risulta artificiale, debba essere considerata inaccettabile per lo sport. Dal momento che non tutti posso avervi accesso, essa diventa non etica".