Prostituzione intellettuale. Vecchi tromboni e arnesi da baretto sotto casa che, per qualche motivo, parlano di calcio, con una competenza e una proprietà di linguaggio solo lievemente superiore a quella dell'Uomo Qualunque.
Squadra di regime che vince, è squadra cinica, caparbia, capace di sfruttare tutti i mezzi a disposizione. Giocatore di squadra di regime che segna è un rapace, capace di avventarsi su tutti i palloni e di realizzare da posizione difficile.
La Lazio, invece, è fortunata e i giocatori che segnano sono degli imbelli capitati per caso.
Dissento, as usual, sulle conclusioni di alcuni di voi.
Io non godo. Io esigo giustizia ed esigo che la Lazio sia riverita col giusto merito.
Se fossi un bambino di 8 anni senza parenti laziali, sarei imbevuto di queste cavolate, ci crederei, e tiferei un'altra squadra.
Uno dei motivi che fanno sì che la roma sia "tifata" (quando si vince) da un numero abnorme di persone è la leggenducola di "grande del calcio" che ogni giorno i "prostituti intellettuali" di cui sopra proponano in giro.
Aggiungo, per evitare il fraintendimento, che no, non diventeremmo "come i romanisti" manco dopo un asporto di cervello.
E no, prima che qualche furbone scriva una panzana del genere, non voglio che si crei una propaganda simile per la Lazio.
Voglio solo il GIUSTO TRIBUTO, il giusto merito, lo spazio che meritiamo, gli elogi che si beccano le squadre prime in classifica, o quelle che, in ogni caso, stupiscono, e veleggiano più in alto delle rosee previsioni.