Citazione di: Cliath il 06 Mar 2014, 21:57
Grande Luciano e grazie, davvero. 
Il tuo video è fantastico e già in un solo minuto si 'sente' la gioia uscire da tutti i pori.
Purtroppo invece, non riesco a vedere quello di Bitencourt perché dà sempre errore.
Ma col brasiliano come ti trovi? Ora lo comprendi abbastanza?
E comunque, continua sempre a raccontarci, mi raccomando!
P.S. complimenti per il 'completino da battesimo' 
Ciao dottoressa Cliath

guarda: ti rimetto il video
e ti metto anche il link alla pagina se il video sopra non dovesse funzionare
http://www.youtube.com/watch?v=JNgFXocAELI............e guarda, giusto perchè sei tu (
e perchè questo mi da l'opportunità di dimostrare quanto sono - ahem - diventato bravo con il portoghese 
) ti posto la trascrizione dell'intervista che mi sono tirato giù per la gioia di tutti voi. Ripeto: brividi, brividi, brividi.....
Posso permettermi un consiglio? Leggitela mentre te la guardi, così cominci ad introdurti nelle sonorità brasiliane
Questa trascrizione non è perfettissima e alla lettera eh, anzi:
espero pra um torpedo da vc netters do brasil para me corregir.....
(parto da 2:25 dove parla Bianca, la speaker) eccovi la testimonianza di Rafael Bitencurt che vuole condividerla con noi, racconta Rafael, e allora?
R: Vi racconto con molto piacere del momento che cambiò la mia storia: io ero giocatore di calcio, in tutti i posti dove vado racconto la mia storia perché il mio patto con Dio è che in tutti i posti dove vado io racconti la mia storia, per cui può succedere che io mi ripeta ma lo faccio con piacere...Giocavo a calcio con una squadra di Rio de Janeiro di 2° divisione che si chiama Nova Iguaçù, che ora sta in prima divisione del campionato carioca. Avevo ricevuto un'offerta dal Fluminense, solo che io volevo giocare con il Flamengo (e qui si mette un po' a scherzare sulle rivalità calcistiche Flamengo-S.Paolo terminando con il dire che sua moglie è paulista). Feci un allenamento con il Fluminense in seguito al quale cominciai a sentirmi male, il campo si trovava un po' lontano da dove abitavo e subito dopo avvertii un forte mal di tesa e molta febbre, rientrando a casa mio padre si preoccupò molto e mi portò all'ospedale Fatima di Nova Iguaçù dove fui ricoverato per qualche ora. In questo tempo il mal di testa passò, la febbre scese e i medici mi mandarono via perché non avevo più nessun sintomo (siamo a 4:22). Tornando a casa mi misi a letto ma nelle primi ore notturne i dolori tornarono più forti di prima e apparvero bolle di sangue alle mani e ai piedi a causa della febbre molto alta
B: che spavento! Non sapevi cosa stava succedendo eh?
R: a questo punto che succede: io avevo 15 anni, mio padre mi sistemò nella loro camera e si mise a parlare con mia madre, io intanto stavo sempre peggio, vomitai e cercavo di chiamare mio padre ma non avevo voce, non riuscivo a parlare. Dopo un po' mia madre entrò nella stanza e mi vide in quella scena orribile: io facendo smorfie e con gli occhi spalancati cercando di gridare senza riuscirci. Mia madre era disperata e mi riportarono allo stesso ospedale dove mi avevano ricoverato il giorno prima e dove c'era la stessa equipe medica, dopo ore di test e analisi i medici dissero così a mio padre: "C'è stato un errore medico, Rafael ha la febbre di Dengue emorragica, lo stiamo trattenendo ma lui non risponde alle cure, è stato intubato, per due volte ha avuto forti crisi e siamo riusciti a riprenderlo per miracolo, non cammina, non parla, non sente, non risponde alle cure, solo un miracolo lo può salvare" (5:55).
A questo punto lui dice che la sua era una famiglia senza particolari conoscenza sulla forza di Dio e sulla sua potenza, una famiglia modesta, racconta del padre disperato che correva per la strada (R. dice: immagina tu come può sentirsi un padre con un figlio quindicenne che sognava di giocare a pallone e che il giorno prima si stava allenando......), del suo ricovero per due giorni in quella struttura ospedaliera che non era adeguata per potersi occupare di un caso così grave, che lui non reagisce a niente ed è ancora in vita perché intubato ma se staccano la macchina lui morirà sicuramente, che nonostante sia sottoposto a forti dosaggi di antibiotici l'infiammazione progredisce e le bolle di sangue stanno andando in putrefazione e rischiava di perdere mani e piedi. Prosegue parlando della situazione brasiliana nel campo dall'assistenza sanitaria, dall'esplosione dei casi di meningite nel paese (era il 1997), della incompetenza di alcune strutture sanitarie e del caos che regnava negli ambienti della sanità pubblica, della mancanza da parte della sua famiglia di una assicurazione sanitaria e così via fino al minuto 8:00 dove inizia a parlare dell'intervento di Dio per provvedere ad alcune cose: nell'ospedale dove è ricoverato arriva una telefonata che annuncia che si è liberato un posto per Rafael in una struttura adeguata e che entro poco tempo sarebbe arrivata una ambulanza per il trasferimento. Lui, Rafael, non è mai riuscito a sapere chi fosse la persona che ha fatto questa telefonata e fa riferimento ad un angelo. In questa nuova struttura i medici si rendono subito conto di quanto grave sia la situazione al punto che (9:23) chiedono il permesso al padre di poter amputare le sue mani perché stavano andando in putrefazione. A 9:41 lui racconta che si ricordava di una sua zia cristiana (tia Maria, che lui chiamava
filigna) e delle sue preghiere, del fatto che i credenti pregassero e che Dio rispondeva. Il giorno 21 febbraio 1997 lui pregò così, nella stanza 21 al 6° piano dell'ospedale Clementino Fragafilho di Rio de Janeiro, "
eu dissi assim (10:12): Gesù, così come pregano i credenti io non voglio andare all'inferno, io voglio essere salvo (lo ripete due volte). Se il Signore mi farà questo io andrò per il mondo a testimoniare quello che Lui ha fatto nella mia vita. Ascolta Bianca: dopo 5 minuti io, che non mi muovevo, non parlavo, non facevo niente, mi alzai nel letto e alzai la mia mano, ero tutto intubato, mi tolsi tutto insieme alle flebo che avevo nelle braccia e iniziai a gridare SOLO IL SIGNORE E' DIO SOLO IL SIGNORE E' DIO SOLO IL SIGNORE E' DIO. I medici sentendo tutto questo entrarono nella mia stanza e si spaventarono 'Sdraiati, sdraiati, calmati' mi ripetevano ed io: 'No, non mi calmo, sono guarito' e loro 'Calmati perché così peggiori le cose, stai delirando, è la febbre' ed io ripetevo che volevo uscire, che il Signore era entrato nella mia stanza e mi aveva guarito. E' stata una esperienza tremenda – B. dice "soprannaturale" (11:05) – e soprannaturale che non mi interessava quello che loro (i medici) volessero dire, io volevo solo uscire da lì e gridare a tutto il mondo "Sono guarito! Dio ha fatto il miracolo!". I dottori non mi facevano uscire e chiamarono mio padre per dirgli: 'Vieni, corri quì perchè è successa una cosa'. Mio padre pensò che avessero staccato le macchine e che io fossi morto, arrivò e mi vide. I medici continuavano a chiedermi cosa fosse successo e io risposi 'E' stato Dio che ha fatto tutto'. Quando mio padre arrivò e mi vide parlare con i medici si mise a piangere e disse 'Figlio, che è successo?' e io 'Papà, io ho accettato Gesù, ho affidato la mia vita a Lui' e papà si inginocchiò e mi disse 'Figlio se tu hai accettato Gesù anche io lo faccio' e mia madre disse 'Figlio, quando tu ti battezzi io mi battezzerò con te' e il giorno 18 marzo del 1997 mia madre si battezzò insieme a me e lì cambiò tutta la mia vita".
A questo punto la speaker fa un po' di considerazioni e poi ancora Rafael (12:18) dice che "i medici non riuscivano a spiegarsi come sia potuto succedere tutto ciò. I medici non mi fecero uscire, lo capisco questo: dovevano trovare una spiegazione e per una settimana mi fecero controlli di tutti i tipi, in questa settimana io mi procurai una Bibbia e la divorai. Entravo in tutte le stanze e dicevo ai pazienti 'Io stavo lì nella stanza 21, Gesù cambiò la mia vita, io l'ho accettato e mi ha curato, se lo accetti anche tu potrai guarire', andavo di stanza in stanza a pregare il Vangelo. Dopo tre mesi frequentavo una scuola biblica, dopo altri cinque mesi Gesù mi fece scoprire il dono della musica (12:57)"
Gli ultimi minuti -
e questi, se possibile, sono ancora più forti di tutto quello che è stato detto fino ad ora, sono veramente da groppone in gola... - scorrono nella narrazione di episodi di guarigione di altre persone, episodi visti e vissuti da Rafael in prima persona (malati di cancro guarire, ciechi tornare a vedere, storpi riprendere a camminare, sordi che – 14:03 – si tolgono l'apparecchio uditivo me lo danno nella mano e balbettando mi dicono "Io sto sentendo tutto").
Come dice Bianca al termine dell'intervista:
Dio è meraviglioso, il nostro Dio è tremendo ed È ancora di più, GLORIA A DEUS!!!
P.S.
Citazione di: ralphmalph il 06 Mar 2014, 22:47
(poi quando torni se famo na chiacchierata sulla religione cattolica) 
Citazione di: fede75 il 06 Mar 2014, 23:41
..ah no sui culi?!?!

non vedo l'ora (non tanto de torna' quanto de famme 'na chiacchierata co' te)

P.S.2
Citazione di: Panzabianca il 07 Mar 2014, 11:39
Lucky (non manchi proprio di nulla)
Provo invidia.
Un abbraccio grande

P.s. ragno porta guadagno.
un abbraccione a te, prima o poi si faremo anche questa partita di scacchi su scacchisti