MI02 - E tra Neil Young e Bruce Springsteen?

Aperto da Zanzalf, 21 Mar 2014, 15:19

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E tra Neil Young e Bruce Springsteen?

Neil Young
9 (42.9%)
Bruce Springsteen
7 (33.3%)
So' du' cose diverse...
3 (14.3%)
Non sa, non risponde
2 (9.5%)

Totale votanti: 21

Le votazioni sono chiuse: 31 Mar 2014, 16:19

Zanzalf

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MI, ovvero "Melomani Informali".
Una serie di confronti volte a ravanare considerazioni artistiche tra esperti e agnostici.

Proseguiamo con due giganti del Rock. C'e' poco da dire, tonnellate di produzioni e dal vivo spaccano ancora. Un decennio sottotono per ciascuno (NY gli eighties, anche se Trans non era stammerda che si disse, e BS i nineties).

A qualcuno piacciono? Aneddoti? Spunti di discussione?


Sonni Boi

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Ho votato "so du cose diverse", ma se parliamo di influenza nelle generazioni di musicisti e di importanza nella storia del rock, a Neil Young si possono affiancare solo 3 o 4 cantautori, e il Boss non è certamente fra questi.

cosmo

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Tramps like us, baby we were born to run...

Ro

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Zanzalf

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me sa che "so' du' cose diverse" ve lo tolgo
gia' ne state abusando.

E' ovvio che i confronti sono *sempre* tra cose diverse
quell'opzione e' nel caso che percepiate il confronto come tipo tra Rossini e Billy Joel ...

porgascogne

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Citazione di: Zanzalf il 21 Mar 2014, 15:38
me sa che "so' du' cose diverse" ve lo tolgo
gia' ne state abusando

:rotfl2:
"O Della Morte dell'Autorevolezza"
:rotfl2:

Warp

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Questa è più difficile, sono 2 giganti.
Neil incarna i sogni e le utopie della generazione degli anni 60, secondo me molto più di Dylan, (che in realtà della realtà se n'è sempre fottuto), Bruce incarna il fallimento di quei sogni, la generazione che negli anni 70 ha pagato il prezzo dei fasti di quella precedente.

anche se poi andando ad ascoltare 2 capolavori come on the beach e darkness on the edge of town forse quegli incubi erano comuni

Sonni Boi

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Citazione di: Warp il 21 Mar 2014, 16:14
Questa è più difficile, sono 2 giganti.
Neil incarna i sogni e le utopie della generazione degli anni 60, secondo me molto più di Dylan, (che in realtà della realtà se n'è sempre fottuto), Bruce incarna il fallimento di quei sogni, la generazione che negli anni 70 ha pagato il prezzo dei fasti di quella precedente.

anche se poi andando ad ascoltare 2 capolavori come on the beach e darkness on the edge of town forse quegli incubi erano comuni

Non sono affatto d'accordo. Neil Young ha attraversato 40 anni di musica, sempre da protagonista, sempre come punto di riferimento, come stella polare per le nuove generazioni che di volta in volta si affacciavano sulla scena rock. E' andato ben oltre gli anni '60, anzi i suoi più grandi capolavori sono successivi. Pensa a Tonight's the Night, lì il fallimento è ben più marcato che in qualsiasi album di Bruce.

"It's better to burn out, than to fade away", la frase d'addio di Cobain, non a caso è un estratto da una canzone di Neil

Neil Young è ovunque, dalla fine degli anni '60 in poi. Non è una questione di gusti, Springsteen piace anche a me, ma proprio di impatto sulla scena musicale mondiale.

Qui è come paragonare Pelè a Roberto Baggio: il secondo lo puoi adorare quanto vuoi, ma il primo ha cambiato il modo di stare su un campo di calcio.

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Zanzalf

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Citazione di: Warp il 21 Mar 2014, 16:14
Questa è più difficile, sono 2 giganti.
Neil incarna i sogni e le utopie della generazione degli anni 60, secondo me molto più di Dylan, (che in realtà della realtà se n'è sempre fottuto), Bruce incarna il fallimento di quei sogni, la generazione che negli anni 70 ha pagato il prezzo dei fasti di quella precedente.

anche se poi andando ad ascoltare 2 capolavori come on the beach e darkness on the edge of town forse quegli incubi erano comuni

E quindi?
NOMMEFATETOGLIE anche "non sa, non risponde"!

Warp

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si sono in parte d'accordo con te anche se il buon neil di cag.atone ne ha fatte a iosa pure lui (ma su una carriera molto più lunga)

La differenza che mette in pari la bilancia secondo me è il fatto che Springsteen nella "quadrilogia d'oro" Darkness-The River-Nebraska-Born in the USA ha riscritto un immaginario collettvo generazionale, ha incarnato il classicismo americano, la letteratura.
Quegli album possono stare accanto ad un libro di Faulkner e McCarthy e tra uno di De Lillo e Roth.
Ascoltare Nebraska è un calvario lynchiano dentro le paranoie e gli incubi americani.
La poetica del Lost Hero raccontata in quegli album non ha eguali nella musica americana. Neil ad un certo punto è andato per le sue tangenti non sempre messe a fuoco.

Poi sono d'accordo che Neil non è catalogabile negli anni 60 (non a caso ho citato on the beach)
In un feroce gioco della torre voto Bruce

Tarallo

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Cosi', istintivamente, entrambi mi suscitano pensieri suicidi.

vaz

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Nello Giovane.

Bruce Springsteen, che rispetto profondamente come Artista e stimo ancora di più come performer live, non mi è mai piaciuto. Potete insultarmi.  :beer:

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Zanzalf

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Citazione di: Tarallo il 21 Mar 2014, 17:50
Cosi', istintivamente, entrambi mi suscitano pensieri suicidi.

Maronn' santa Tara'!
E che te piace a te?

Tarallo

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Citazione di: Zanzalf il 21 Mar 2014, 18:03
Maronn' santa Tara'!
E che te piace a te?

Lo Stabat Mater di Pergolesi :lol:


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Zanzalf

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cosmo

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Citazione di: Warp il 21 Mar 2014, 16:36
si sono in parte d'accordo con te anche se il buon neil di cag.atone ne ha fatte a iosa pure lui (ma su una carriera molto più lunga)

La differenza che mette in pari la bilancia secondo me è il fatto che Springsteen nella "quadrilogia d'oro" Darkness-The River-Nebraska-Born in the USA ha riscritto un immaginario collettvo generazionale, ha incarnato il classicismo americano, la letteratura.
Quegli album possono stare accanto ad un libro di Faulkner e McCarthy e tra uno di De Lillo e Roth.
Ascoltare Nebraska è un calvario lynchiano dentro le paranoie e gli incubi americani.
La poetica del Lost Hero raccontata in quegli album non ha eguali nella musica americana. Neil ad un certo punto è andato per le sue tangenti non sempre messe a fuoco.

Poi sono d'accordo che Neil non è catalogabile negli anni 60 (non a caso ho citato on the beach)
In un feroce gioco della torre voto Bruce

Quoto. Aggiungerei "Born To Run" e così diventa pentalogia. Poi però c'è da dire una cosa su altri album ma ci arriverò.
Non conosco Neil Young così bene come conosco Bruce, ma oltre a quello che dice Warp aggiungerei che Springsteen ha avuto, anzi ha, il merito e il demerito di aver trasfigurato in chiave rock e reso nazional popolari i suoi tormenti, unendo le due anime fondanti e dicotomiche della letteratura americana: il pragmatismo e l'idealismo, giocando sui topoi classici: la strada, la fuga, la libertà, la notte etc.
Questo suo immenso racconto non si accontenta di cantarlo e suonarlo da studio ma lo rinnova ogni volta che sale su un palco, creando una liturgia basata sulla generosità e sul senso di colpa del ricco che sente il dovere di donarsi al meno ricco con l'unica cosa che sa fare.
Questa reinvenzione (che spesso nei musicisti segue la direzione della sperimentazione in studio) prevede anche la ricerca di punti di contatto con le canzoni provenienti da altre dimensioni inaspettate.
Un esempio: Nel recente tour australiano, a Brisbane, Bruce apre il concerto con "staying alive" dei Bee Gees.
Oltre all'omaggio, diciamo denotativo, a una band australiana, questo tributo a una canzone simbolo della disco music ha due ragioni connotative.
La prima è che la disco music segnò alla fine degli anni '70 la riconquista del corpo e della strada, svincolandosi dalle pippe mentali (che a me piacciono comunque) cantautoriali e andava a colmare un desiderio di rivalsa sul territorio che forse il rock o le sue derivazioni non sempre in quel momento coglievano.
La seconda è che, se leggete il testo di Staying Alive e i personaggi che vi sono raccontati, beh, sono parenti, amici di quartiere e di emarginazione che Bruce già raccontava nei due dischi precedenti alla pentalogia, ossia il disco d'esordio Greeting from asbury Park e soprattutto nel sontuoso (imho) "The Wild, the innocent & the E street Shuffle" (che i fortunati di Brisbane hanno potuto godere nella sua interezza e nell'ordine dell'album) che mette sul piatto, anzi in strada, una serie di reietti e reiette in testi che sono delle sceneggiature noir con prostitute, gangster sfigati, e descrivono uno scenario con una suggestione (sia testi che musica) che forse Bruce non ha più ripetuto con lo stesso romanticismo. In Darkness c'è solo crudezza e crudeltà ad esempio e così in Nebraska.
Ecco, magari poi proseguiremo il discorso. (Ma mi piacerebbe sapere l'opinione di Warp sul disco "the Wild etc"), però Bruce pur non nascondendo i suddetti tormenti non ha mai rinunciato a rivendicare anche il suo orgoglio pop. In The River trovi sia la title track che una canzone cazzeggiona come Sherry Darling, ma di esempio ne potrei fare a decine.
E ha trasportato tutto questo nella promiscuità con cui affronta la dimensione live. Insomma, per dirla in sintesi: lui ci crede ancora, pur con mille difetti e passaggi a vuoto. Magari dei dischi recenti anomali ne parliamo un'altra volta, ma Wrecking Ball per me è un album anzi un concept album eccezionale!
Stay Hard Stay Hungry Stay Alive!

Tarallo

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Citazione di: Zanzalf il 21 Mar 2014, 18:08
Che invece e' tutto 'n friccico  :roll:
Ergo la faccina.
Però pensa che a me mi solleva lo spirito.
EOT


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Warp

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Citazione di: cosmo il 21 Mar 2014, 18:09

condivido pienamente

sui primi 3 dischi ci sarebbe da fare discorsi diversi però per andare alla ciccia direl che il primo è troppo acerbo, le tematiche risentono ancora di certi dylanismi fuori fase per me.
Il secondo vira su un rock a tinte black, molto bello (ci sono 2/3 pezzi bellissimi), tra l'altro era il disco di springsteen preferito da mio padre  :) ma è uno springsteen che cerca ancora se stesso e un pò allineato alle sonorità dell'epoca, santana, dylan, il soul.
Born to run è l'album dello stacco, l'album in cui il nostro trova la vena e mette a fuoco la macchina, anche se restano certe derive black, ma la ruota ormai gira, è Depressione, caos, dubbi post born to run.

Poi arriva il Capolavoro assoluto Darkness che fa scendere la mannaia sul passato e sul rock americano tutto e iniziano gli anni 80 2 anni prima del calendario.

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V.

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hanno anche successi diversi, anzi i successi di classifica pendono più su Springsteen per tanti motivi.
a me piace, la sento mia, l'elettricità di young, la scorsa estate a roma ha fatto un gran concerto.

Warp

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Citazione di: V. il 21 Mar 2014, 22:22
hanno anche successi diversi, anzi i successi di classifica pendono più su Springsteen per tanti motivi.
a me piace, la sento mia, l'elettricità di young, la scorsa estate a roma ha fatto un gran concerto.

il successo springsteen lo ha avuto da born in the usa in poi. Prima era popolare ma non certo una rockstar.
Magari i più anziani di me ricorderanno il culto carbonaro di Springsteen in italia celebrato dal Mucchio Selvaggio di Bianchini e Stefàni.

Per converso Neil gia dai B.Springfield e ancora di più con CSN & Y ha conosciuto subito il successo iniziale, poi abiurato causa la lunaticità del nostro, qualche frequentazione sbagliata con aghi e sostanze tossiche e un accanimento spietato del destino su di lui..

Chi ha visto il film The Last Waltz di Scorsese ha ben davanti agli occhi il neil young del 1978 che pare più vecchio del neil young di 20 anni dopo

Ma poi alla fine i 2 hanno un legame inaspettato perchè il signor Nils Lofgren credo ancora compagno di strada di Bruce da almeno 20 anni ha cominciato la carriera di chitarrista proprio con Neil Young

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