Avevo minacciato promesso che ci sarei ritornato, e voglio espandere il concetto.
La gran parte dei vdm ha una visione del ruolo del tifoso diversa da quello che esiste oggi.
Una visione pre-radio, pre-web, pre-MBApertutti.
Il tifoso, per i vdm, fa' solo due cose: 1) il tifoso e 2) l'allenatore. Questa sortita dal ruolo di puro sostenitore (che urla tifa e se incazza anche) era l'unica consentita. Io metterei questo qua, questo lo farei usci' perche' nun e' bono ecc ecc. Oggi diremmo 4-2-3-1, 4-3-3 sbrocco pe' te eccetera.
Secondo me questo e' il problema che fa sentir solo un tifoso vdm come Nanni.
Allo stadio ormai se sente de tutto, ma anche senza la contestazione ormai il tifoso si e' evoluto.
Esempio: io lavoro in un settore in cui si cerca di salvare vite. Tutte, indistintamente. Cure, diagnosi, qualunque cosa salvi una vita di un malato va fatta. Dice ma come, se tutti vivono per sempre come famo? Le risorse del pianeta? La sovrappopolazione?? Sti cazzi, dico io. Quello e' un altro mestiere. Lo faccia un altro.
I tifosi moderni (non vorrei ricitare le versione guymontagghiane) in questo esempio sono ricercatori, medici, infermieri, urbanisti, epidemiologi, sociologhi, ecologisti. Non se po', il mestiere e' uno.
Secondo me questa complessita' del tifoso odierno (dovuta anche a un aumento medio della sua cultura e intellgenza) si er' rivelata deleteria, anzi devastante per la figura del tifoso come la conoscevamo noi.
Andare allo stadio quandi diventa difficile, si e' circondati da gente che sa tutto, capisce tutto, indovina tutti gli acquisti e non ne sbaglia uno, fa marketing, management, communications, la rava e la fava (scusa italic) e se scorda de tifa'.