Apro questo topic per due motivi.
Il primo che mi riguarda molto da vicino, avendo una figlia nata da poco e il secondo perché , secondo me, in questi giorni grigi, l'unica ancora di salvezza e' la nostra storia.
Alzi la mano chi qui dentro non trovato "rifugio" nel topic aperto da fish_mark sugli aneddoti raccontati dal grande Mario.
Statisticamente sono le vittorie e i grandi giocatori che avvicinano i bambini ad una squadra di calcio, ma nel nostro caso fatta eccezione per il meraviglioso decennio dobbiamo "lavorare " su altro, su quello che ci distingue dagli altri, su quello che molti non hanno. La storia.
Nel mio caso , in anni di retrocessioni, calcioscommesse e spareggi,furono i racconti di mio padre su quella banda di matti del '74 a far nascere un piccolo appetito, che poi divenne quella fame che mi portó a fare sega a scuola per andare a vedere gli allenamenti a Tor di Quinto, a fare le prime trasferte di nascosto dai miei, a rinunciare a qualche storia d'amore perché non c'era una domenica senza Lazio, etc, etc.
Vengo al dunque.
Il fratello di mia moglie, quindici anni, Laziale, l'altra domenica ha preferito vedere El Clásico piuttosto che Lazio Milan. Il padre, Laziale, ha mollato.
Ecco, vi prego, non mollate.
Prendetevi un po'di tempo con i vostri figli o nipoti per raccontare le storie che solo noi possiamo raccontare, da Seghettini che quel giorno si presentó con quella sfera di cuoio, alle 3 partite in un giorno della banda di Ancherani, da Lazio Verona con i giocatori che rimasero in campo alla fine del primo tempo, alle follie di Gazza.
Fate diventare quel piccolo appetito una fame lancinante che li accompagnerá per tutta la vita.
E fatelo senza la tracotanza che usano quagli altri, ma con la poesia e l'eleganza che solo i Laziali hanno.
ps.: E se potete portateli il 12 maggio allo stadio a respirare un po' di storia della S.S.Lazio.