Non conosco il contesto in cui Cana ha rilasciato l'intervista, ma da quello che ho letto non mi è piaciuta.
Non sono un contestatore. Ho delle critiche da fare, vorrei di più: sì. Ma la cosa più importante è che voglio bene alla Lazio e a chiunque ne faccia parte. Giocatori del passato, del presente e del futuro.
Detto questo, non mi piace che Cana dica che a molti di loro è venuto in mente di andarsene. Perché possiamo pure considerarci delle persone intelligenti, razionali e capaci (e magari lo siamo), però quando diventiamo tifosi siamo capaci di soffrire per il risultato di una partita, o per la cessione di un giocatore: eventi che magari tra qualche tempo guarderemo con indifferenza.
Il tifoso soffre, sta male veramente. Se mi tolgono Candreva o Keita, dico per dire, a me mi dispiace. Cana questo lo sa? Ci ha pensato?
Oppure si rivolge solo ai contestatori? Mettiamo che sia così. Si può non essere d'accordo con loro, nel merito delle critiche e/o nella forma di protesta; si può pensare che sia dannosa. Bene, ma non si può pensare che i contestatori siano in malafede (fino a prova contraria). Soffrono anche loro, sono tifosi.
È come se avesse detto: se non siete tifosi come diciamo noi, forse ce ne andiamo.