"avevo 7 anni quando vincemmo il primo scudetto, ma quella formazione che sembrava una filastrocca non la dimenticherò mai....Pulici, Petrelli, Martini....di soldi a casa ce ne erano pochi e Papà, che sicuramente ora sarà sulle tribune del cielo ad applaudirti ancora, mi cucì una bandiera ricavandola da alcune lenzuola e con le mani sapienti di chi la vita aveva vissuto tra mille difficoltà ritagliò poche lettere da cucirle sopra...S.S. LAZIO facendo la gioia di un pupo che con la sua bandiera passava le domeniche a sventolare sulla terrazza di casa.
io sono cresciuto con il tuo poster in camera e ogni maglietta che indossavo per giocare aveva il numero 9 che puntualmente dopo il primo lavaggio si arricciava, perchè i numeri mica erano quelli di adesso che si stampano, ma andavano cuciti a mano.
si, sono cresciuto a pane e pallone, e Giorgio era sempre nei miei pensieri o se volete nei miei sogni di bambino.
ho avuto la possibilità, solo una volta di conoscerlo, veramente e su di un campo di calcio, giocammo contro in un amichevole tra la mia formazione che militava in promozione e la sua che militava in prima categotria in abbruzzo, ricordo che fu la giornata più bella che potessi desiderare da giovane calciatore e quelle 4 parole scambiate nello spogliatoio mentre si cambiava le ho ancora scolpite nel cuore: le persone passano la Lazio rimane....
mi dispiace Gio' la Lazio rimane ma le persone come te non passano mai.
Ciao Gio',
sono passati due anni da quando te ne sei andato, ma a me sembra ancora ieri e come ieri che se ne è partita la primavera."