Citazione di: Sliver il 17 Apr 2014, 01:29
Perfetto. Sei un grande 
p.s. io, l'aquila degli Eagles, la disegno anche oggi.
Idem.
C'è chi fà i disegnini senza senso mentre parla al telefono, io se lascio andare la mano da sola sul foglio l'aquila degli Eagles spunta come per magia.
Io non avevo tessere, non partecipavo a riunioni, Via di Saint Bon nemmeno sapevo dove stava.
Ogni domenica però stavo lì.
Iniziai a "frequentarli" saltuariamente, quando facevo presto a racimolare gli spicci per il biglietto fuori dallo stadio.
Un giorno, era l'inizio del campionato 1982/83, Serie B, forse Lazio-Perugia, avevo 13 anni e mezzo, arrivai abbastanza presto con il mio amico Marco Santu, uno piccoletto, che sembrava più piccolo della sua età ma che, come tutti i piccoletti, aveva sempre l'ultima parola, non si faceva mettere sotto.
Era presto dicevamo e riuscimmo a metterci in prima fila, al centro, davanti al muretto.
La gente comincia ad arrivare e noi con gli occhi estasiati guardavamo Claudio che coordinava i preparativi di tutto il gruppo, da Vincenzo il "Patata" a Tonno.
Per noi ragazzini Claudio era come il Papa.
Un tipo dall'aspetto da impiegato, altezza media, capelli neri, vestiti normali.
Niente creste, zazzere o rasature stile marines, un taglio alla Big Jim, alla Di Bartolomei, per dare un'idea.
Nella concitazione dei preparativi si gira verso di noi, ci guarda un paio di volte e poi ci dice:
- E voi quanti anni c'avete?
- 15, rispondo io (e li potevo anche dimostrare).
- E tu? risponde lui rivolto a Marco.
- Pure io, risponde Marco col grugno da duro e una faccia tosta che se lo portava visto che per lineamenti ed altezza al massimo gliene potevi dare 12.
- Si vabbè, fa lui, voi qua davanti nun ce potete stà.
- E perchè? risponde subito Marco.
- Perchè se segnamo voi me volate de sotto e chi glielo raconta a tu padre che t'ho fatto sta qua?
Fa un cenno della mano e per noi è come un'eclissi.
Ci spunta davanti Tonno e no vediamo più il campo.
- Falli mette de la, fa Claudio mentre mi passa una mano sull testa e sorride.
Tonno non deve nemmeno parlare e ci fa spostare sempre in prima fila ma di lato, più defilati e riparati.
Da quel giorno non li ho più lasciati fino a quando ho visto altra gente "coordinare", altre facce, altri atteggiamenti... e me ne sono andato in Maestrelli.
Ero lì in Curva Maestrelli Fila 74 quel giorno, prepartita di Lazio-Brescia anno 1993, quando non ho più visto il loro striscione e al loro posto c'era una "macchia nera" con altra gente.
Non ci sono più andato da quelle parti.
Questi era gli Eagles... per me.