Abituato a studiare il calcio per Sinisa Mihajlovic, il tattico Emilio De Leo conosce bene Filip Djordjevic. Ci ha lavorato per un anno e mezzo, durante l'esperienza da commissario tecnico dellaSerbia da parte dell'attuale allenatore della Sampdoria: "L'ho visto maturare, la prima volta lo convocammo quasi al buio, quando da poco aveva lasciato la seconda divisione francese. Ci convinse subito, gli bastarono tre minuti.Avevamo un'amichevole, in Svizzera, contro il Cile. In attacco in quel periodo avevamo Scepovic, Djuricic, Mitrovic, ma nessuno di questi ci convinceva al 100%. Djordjevic l'avevamo convocato su indicazione di Sakic, il nostro collaboratore, che era andato anche in Francia a vederlo giocare e ci aveva portato relazioni positive", ha raccontato ai microfoni de "La Gazzetta dello Sport" De Leo, che poi ha proseguito: "Così lo buttammo dentro dopo l'intervallo. E lui, dopo tre minuti del secondo tempo, fece subito gol. Io e Mihajlovic ci guardammo e commentammo: "Questo qui ha fatto tanta gavetta, eppure è uno a cui non devi spiegare come si fa gol".Sì, la Lazio ha fatto un ottimo colpo. Poi bisognerà vedere come il giocatore si ambienterà al tatticismo del calcio italiano. Ma in linea di massima mi sento di dire che in Serie A uno come Djordjevic ci sta alla grande".
La descrizione del collaboratore di Mihajlovic continua con l'analisi tattica: "Ha un grande fiuto. È un centravanti, non di quelli statici. Non ha un fisico troppo possente, sa muoversi bene e ama giocare il pallone con i compagni. Il suo pezzo forte è il colpo di testa: non è dovuto alla sua stazza, ma al tempismo. Le palle alte sono tutte sue. Con Sinisa lo vedevamo in allenamento e ci stupivamo: lo mettevi contro Ivanovic, un totem dei palloni aerei, eppure la prendeva sempre Filip".
Pregi anche a livello caratteriale per Djordjevic: "Fuori dal campo non lo senti mai parlare. Dentro è difficile che sbagli partita, intendo dal punto di vista dell'atteggiamento: quasi impossibile che scenda in campo poco concentrato. È un mancino che sa fare mediamente bene un po' tutto, nei fondamentali non gli manca niente. Noi lo impiegavamo da punta centrale in un 4-2-3-1. Ma, a mio avviso, gli farebbe bene giocare con un attaccante rapido vicino", ha concluso De Leo.
ALCIOMERCATO LAZIO DJORDJEVIC – Annunciato ufficialmente ieri quale nuovo allenatore della Sampdoria, Sinisa Mihajlovic debutterà proprio contro una delle sue ex squadre, la Lazio. In attesa di provare a fare uno "sgarbo" al team biancoceleste, l'ex commissario tecnico della Serbia potrebbe fare un regalo a Claudio Lotito: stando a quanto riportato dal "Corriere della Sera", Mihajlovic avrebbe consigliato a Filip Djordjevicil trasferimento alla Lazio.
SPONSOR SPECIALE - Pare, infatti, che l'attaccante del Nantes abbia chiesto al suo ex allenatore una dritta su come muoversi, visto che la Lazio è sulle sue tracce. E Mihajlovic avrebbe consigliato di trasferirsi a Roma, motivo per il quale starebbe accelerando sulla questione passaporto: se raggiungerà lo status di comunitario entro gennaio, allora passerà alla Lazio.
Filip Djordjevic, serbo di Belgrado dove è nato il 28 settembre 1987, è uno di quegli attaccanti che fino alla soglia dei 25 anni rimangono nel quasi anonimato. Dalla Stella Rossa, la squadra dove è cresciuto, ai francesi del Nantes, dove è arrivato a gennaio 2008 a parte una parentesi nel Rad Belgrado, fino al 2012 esibisce a gare alterne le sue virtù di attaccante. E sono più le partite-no che quelle sì.
Il Nantes è nella Ligue 2 francese, la serie B. E Filip nelle prime 5 stagioni (quattro e mezzo, per la verità, essendo arrivato a gennaio 2008) segna 34 gol. Non sono niente, ma sono pochi: cimentandosi appunto nella serie B.
Gli occhi dei club europei sono distanti da lui che fatica a compiere il salto di qualità pur avendo mezzi fisici e tecnici –dicono- di prim'ordine. Sa fare la prima punta, ma anche fare ottime cose fuori dall'area di rigore.
Poi, eccolo emergere all'improvviso nella stagione 2012-13: con 23 reti in 34 gare, contribuisce in maniera decisiva alla promozione del Nantes in Ligue 1, per lui arriva la convocazione in Nazionale dove Mihajlovic lo fa esordire il 14 novembre 2012, amichevole Serbia-Cile 4-1 e segna anche il primo dei suoi 3 gol (8 presenze).
E' il salto di qualità che gli consente di brillare anche quest'anno nel campionato francese, 10 gol fino a questo momento, e di entrare nell'orbita del mercato che conta. Così si permette di rinunciare al rinnovo del contratto che gli propone il Nantes (sarà libero al 30 giugno 2014) e di cercare la miglior collocazione. La Lazio lo insegue, l'Inter –da quel che risulta- lo avrà già a gennaio.
ROMA - Da ieri è ufficiale: Sinisa Mihajlovic è il prossimo avversario della Lazio. Eppure il suo era il primo nome nella «short list» di allenatori presa in esame dalla società in caso di esonero di Petkovic. La poteva allenare, ad un certo punto ci aveva addirittura sperato, «se ci fosse l'occasione tornerei di corsa», aveva detto un paio di settimane fa. E invece farà come Delio Rossi l'anno scorso: debutterà sulla panchina della Sampdoria proprio contro quei tifosi che in 6 anni biancocelesti (dal 1998 al 2004) si sono spellati le mani ad ogni punizione-gol (per un totale di 33 reti in 193 presenze) e ad ogni trofeo portato a casa (uno scudetto, due Supercoppe italiane, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea).
Il fatto è che anche per Sinisa casa è Roma, ci abita da anni e da anni è un laziale dichiarato, anche se la sua carriera da allenatore si è sviluppata tra Bologna, Catania, Firenze e Belgrado, come c.t. della Serbia. Infatti i tifosi ci avevano fatto la bocca, un po' per il valore del tecnico, ma soprattutto per il carisma dell'uomo, speravano in un'iniezione di dna laziale. Invece, nel dna, si ritroveranno un po' più di Serbia, un regalo che Mihajlovic sta tentando di fare ai «suoi» tifosi biancocelesti: la punta del Nantes e della nazionale serba Filip Djordjevic. Che sotto la gestione di Sinisa ha fatto il suo esordio internazionale (con gol contro il Cile, il 14 novembre 2012) e che all'ex c.t. ha chiesto una dritta su come muoversi visto che la Lazio è sulle sue tracce.
«Mi trovo bene al Nantes, ma non so cosa accadrà in futuro...», ha detto ieri Djordjevic che sta accelerando sulla questione passaporto: se raggiungerà lo status di comunitario entro gennaio, allora raggiungerà anche la Lazio.