Citazione di: Warp il 11 Mar 2014, 12:49
Anche per Altai dissero che era una sorta di "seguito ideale" di Q, c'era pure il protagonista riesumato come beduino nel deserto :-) e devo dire che possiamo definirla una occasione mancata (poteva venire meglio sinceramente).
Io sono felice se scriveranno un altro capolavoro, tifo per loro sono sincero, ma hanno mancato gia varie prove e quindi ormai approccio alla materia con un sano scetticismo, proprio per evitare la cocente delusione dopo.
Citazione di: Zanzalf il 11 Mar 2014, 14:14
Beh Altai non era malaccio. Per tre quarti è un libro bello tosto. Poi si perde nel finale.
in attesa che "l'armata dei sonnambuli" entri nel vivo, volevo tornare su questa cosa di Altai.
A mio avviso, con la dovuta tara rispetto a Q (stiamo parlando di un romanzo di cui è più o meno la metà), per gran parte fila via molto bene, sia come scrittura che come trama.
Si perde un po' nel finale, hai ragione zanzi.
E secondo me si perde perchè hanno voluto forzare un pochino troppo l'allegoria politica, per quanto resti efficacissima.
Q era un romanzo sui disastri prodotti dai salti in avanti dell'avanguardia.
Dopo Genova e la fase di movimento che ne seguì i Wu Ming fecero mea culpa rispetto a questa accezione troppo "spontaneista" che poteva risultarne e Altai venì fuori un po' come un possibile riequilibrio dell'equazione.
Cioè come un ideale senza strategia politica (ossia senza avanguardia a mettersene a capo e lasciata alla guida di altri) produce altrettanti disastri per motivi opposti.
Questo voler riequilibrare l'equazione l'hanno pagato sul piano letterario, con un finale un po' debole.
Tuttavia a mio giudizio resta comunque un bel romanzo.