la vedo tosta.
le cacate si stanno pian piano riprendendo e pur non possedendo la grande dote dello scorso anno, quella che tutti attribuiscono a noi quest'anno, cominciano sempre più pericolosamente a sembrare la squadra che, fino al benedetto 25 aprile, a momenti ammazzava il campionato.
non ci sarà totti e per ranieri, alle prese coi continui diktat der pupone, sia pubblici che interni allo spogliatoio, forse è la condizione migliore per preparare una partita speciale, una partita che, se fosse per lui, ormai è pacifico, il capitano potrebbe vedere soltanto dalla tribuna.
la roma vista contro il lecce in fase di possesso non ha molte soluzioni, ma quelle che ha sono sempre pericolose: si è molto parlato di vucinic che, soprattutto quando i vomiti manovrano sulla destra, si colloca coi talloni sopra la linea bianca del fallo laterale di sinistra, allo scopo di ricevere i cambi di gioco con molto spazio di vantaggio sul diretto marcatore.
il lecce per tutta la partita contro le pustole infette si è difeso con la linea a 4, rinunciando alla retrocessione sulla linea difensiva dell'opposto di centrocampo.
questo non permette al difensore laterale di staccarsi troppo dal difensore centrale più vicino, specie se l'azione è sul lato opposto. così, molto spesso, quando vucinic veniva servito, di solito con lanci molto tesi e a palla veloce, il terzino destro si ritrovava in quella fastidiosissima terra di nessuno in cui il montenegrino di solito va a nozze.
il laterale, come detto non può staccarsi troppo dal centrale perché favorirebbe le imbustate centrali a favore di sborriello, abilissimo a farsi trovare libero negli spazi tra le maglie della linea avversaria.
molte volte contro il lecce l'azione giallorossa ha optato per una improvvisa verticalizzazione alla ledesma soprattutto da parte di de rossi, indirizzata verso il centropus giallorosso, e proprio quando costui riusciva a sfruttare bene il movimento dell'esterno di difesa verso vucinic.
la Lazio, per quanto visto finora, in condizioni normali, e cioè con la partita sullo 0-0, difficilmente porta il centrocampista di fascia opposto direttamente sulla linea dei 4 difensori. questo sia per attitudine, sia per un discorso di modulo, la Lazio il c.campista di fascia propriamente detto non ce l'ha.
ciò renderà la lettura di questo fondamentale giallorosso molto difficile: Lichtsteiner ha subìto lo stesso tipo di approccio da parte del Palermo. molto spesso domenica scorsa, agendo da destra, assistevamo a cambi di gioco repentini a favore di balzaretti, il quale riceceva palla senza marcatura ravvicinata ed era libero di ragionare e agire. per nostra fortuna era balzaretti, e la Lazio da quella parte non ha avuto troppi patemi. domenica però ci sarà vucinic...
la bravura della Lazio quindi dovrà essere quella di limitare al massimo il piano B della roma, che prevede la verticalizzazione su sborriello. schermare bene gli spazi centrali attraverso un grosso filtro e una grande concentrazione in quella zona, potrà permettere a Licht di accorciare fin da subito verso il montemerdino, senza grossi rischi di vedere i pericolosi tagli centrali verso il num 22 in maglia smerdata.
io opterei per un centrocampo programmaticamente più folto, a 3 in linea più Hernanes a intasare ancor di più gli spazi o a pressare alle spalle dei portatori avversari.
se si riuscisse a intervenire in tal senso, neutralizzando di fatto l'alternativa romanista al cambio di gioco su vucinic, e magari andando subito in rete alla prima o seconda occasione a disposizione, costringerebbe l'accattone sulla panchina degli stercorari a scelte diverse, a scelte che potrebbero minare le ancora deboli certezze ed equilibri delle carogne putrefatte, sulla via della convalescenza dopo il pessimo inizio di stagione.