La presse italienne

Aperto da m.m., 04 Mag 2014, 13:23

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m.m.

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Il topic sulla sparatoria include tanti temi: gli incidenti, la cessione di sovranità da parte dello Stato a genny 'a carogna, la rappresentazione dell'Italia andata in mondovisione, ma il curioso trattamento da parte dei media degli episodi di violenza legati al calcio merita - a mio avviso - una riflessione a parte, pertinente con la sezione Calcio.

Su questo aspetto, indipendentemente dai giudizi, che competono alla magistratura, su quanto accaduto di penalmente rilevante, da osservatori della realtà circostante è lecito non aspettare oltre, fingendo di non vedere né sentire, e cominciare a tirare qualche riga e fare un po' di conti, perché mai nessun tribunale si occuperà di accertare e sanzionare la consueta ritrosia - tecnicamente: reticenza recidiva - con cui i giornalisti omettono, il più a lungo possibile, finché la notizia è in prima pagina e cattura l'occhio del lettore medio, di associare gli episodi di violenza ai tifosi della roma.

Personalmente, trovo i delinquenti con la sciarpa al collo tutti uguali e fosse per me, che non concepisco il tifo organizzato, sarebbero da un pezzo fuori degli stadi, se non nelle patrie galere.
Citazione di: m.m. il 14 Lug 2013, 22:30
Sicurezza: invece di pagare inutilmente settemila stewards, telecamere dappertutto, una sola sala controllo con 50 persone, una x monitor, in linea diretta con la questura e poche regole ma chiare. Chi sgarra è fuori. Per sempre.
Ma questo è un problema di gestione dell'ordine pubblico, e vorrei lasciarlo fuori dal discorso.

Ciò che mi premeva mettere in luce con la battuta sulla pistolettata goliardica, nel topic apposito, è lo strabico riflesso degli avvenimenti di cronaca sugli organi d'informazione.

Perché non ho dubbi che in tribunale le medesime azioni siano giudicate e sanzionate, grosso modo, nella medesima misura, ma comincio ad avere qualche certezza di troppo sul diverso trattamento mediatico di fattispecie analoghe.

Normalmente, infatti, la stampa si getta sulla notizia, fregandosene altamente della prudenza e dei diritti civili di coloro che sono coinvolti, pubblicando ogni voce, meglio se pruriginosa o colorita, che richiami l'attenzione del pubblico.

In tema, e pluribus unum: l'immediata attribuzione a tifosi della juve dell'assassinio di Gabriele Sandri, ma esiste una pletora di esempi recenti, o meno.

Vi è un solo caso in Italia in cui, al contrario, si assiste ad un vero e proprio depistaggio da parte dell'informazione: quando sono coinvolti - colpevoli o meno, qui non ci interessa - i tifosi dellà.

Ormai gli indizi della consapevolezza di tale condotta sono molto più che gravi, precisi e concordanti.

Lo schema applicato uniformemente dai media, non più solo locali ormai (cfr. Corriere, Gazzetta e Libero), è sempre lo stesso.

Quando accade un evento legato agli ultras, (1) immediatamente corrono ad attribuire, o ad esaltare, l'appartenenza del/dei responsabile/i ad altra squadra, preferibilmente la nostra (cfr. vicenda Campo de' Fiori), ma non solo.

L'effetto annuncio è fondamentale, perché imprime nel lettore medio(cre) un'idea indelebile, che solo il più attento potrà successivamente emendare con il dato corretto, figlio del successivo approfondimento.

Tutti gli altri si limiteranno alla lettura del lancio d'agenzia ed alle note colorite che lo accompagnano, per poi passare ad altro.

Il giornalista è anche consapevole che tale condotta, attributiva di condotte violente alla tifoseria sbagliata, resterà impuntita, poiché se da un lato non costituisce diffamazione ascrivere a qualcuno una squadra di calcio diversa da quella per cui fa il tifo, dall'altro ascrivere ad una tifoseria l'appartenenza di un delinquente non costituisce reato nei confronti del singolo appartenente alla tifoseria chiamata in ballo e, dunque, costituisce un reato non perseguibile, per la mancanza di una identificabile persona offesa che subisca un danno accertabile e liquidabile.

Un paio di esempi recenti:
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1127668/Mega-rissa-tra-ultra-della-Lazio--e-i-tifosi-del-Tottenham--Uno-e-grave-con-l-aorta-lesionata.html
http://www.romatoday.it/cronaca/scontri-ultras-lazio-tifosi-tottenham-feriti.html

Al contrario, quando l'appartenenza è chiaramente romoletta (2) omettono scientemente, il più a lungo possibile, di riferire al pubblico la squadra (e dunque, spesso, il movente) del reo.

Ora, senza entrare nel merito dell'accaduto, la vicenda di ieri è icasticamente rappresentativa di tale schema.

L'episodio accade diverse ore prima della partita.
La polizia raccoglie immediatamente le deposizioni dei presenti, individua il luogo, i bossoli e il presunto responsabile con una gamba rotta viene immediatamente assoggettato a fermo.

Il pedigree del presunto responsabile non ammette equivoci ed è noto sia alle forze dell'ordine che ai media, che ne hanno immortalato le gesta nel derby 2004.
Si tratta di capopopolo daa sudde ed abituale frequentatore dei calciatori della roma.

Tuttavia, nella concitazione degli eventi e pur con 45 minuti di ritardo della partita da riempire di chiacchiere, un singolare pudore attanaglia tutti gli organi d'informazione, che parlano di regolamento di conti camorristico, di tifosi della viola e, perfino, di scontri a fuoco con la celere, ledendo i diritti di tutti i tirati in ballo.

Fino a quando, a notte inoltrata, allorché il grande pubblico è andato a letto e, mentre dorme, fissa la memoria della giornata sul nastro, non è più possibile nascondere la notizia ecco, allora, come le principali testate trattano la faccenda stamattina.

http://www.gazzetta.it/
http://www.iltempo.it/
http://www.corriere.it/index.shtml?refresh_ce
http://www.corrieredellosport.it/index.shtml
http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

Nel lasciare a voi ogni valutazione, riporto anche la prima pagina e l'approfondimento (!) dello stesso quotidiano che aveva, erroneamente ed immediatamente, attribuito ai laziali il raid di Campo de' Fiori.
http://www.liberoquotidiano.it/index.html
http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/11605508/Coppa-Italia--finale-Napoli-Fiorentina.html

Trovate le differenze e, se desiderate un ulteriore confronto, cercate in rete le prime pagine dei quotidiani che raccontano delle vicende degli ultras laziali.

L'attributo laziale viene appioppato immediatamente e senza alcuna remora anche quando i fatti asseritamente delittuosi sono commessi in ambito extra-calcistico, nella vita privata.

Qualche esempio.
http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/10/25/news/droga_arrestato_diabolik_capo_ultras_della_lazio-69401257/
http://video.ilmessaggero.it/roma2013/traffico_di_droga_in_manette_diabolik_capo_tifoseria_lazio-13788.shtml
http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/ricercato_39_diabolik_39_storico_capoultr_agrave_della_lazio_traffico_di_droga._quot_giro_d_39_affari_da_5_milioni_di_euro_quot/notizie/330606.shtml
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/giuliano-simonetti-ultras-lazio-gambizzato-mistero-movente-agguato-1798689/
http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/passeggero_atac_autobus_investito_motorino_gambizzato/notizie/531213.shtml
http://www.iltempo.it/cronache/2013/12/17/droga-omicidi-e-slot-trema-la-curva-nord-1.1199699

E arriviamo al perché.

Far apparire una tifoseria cattiva - o, al contrario, una buona - condiziona la reputazione di cui gli eventi della squadra, durante i quali quella tifoseria si concentra in un luogo, godranno presso il grande e, per lo più, disattento pubblico.

Così venderà più biglietti ed avrà più simpatizzanti la squadra la cui tifoseria appare nell'immaginario collettivo un simpatico bobolo ed i cui eventi vengono descritti come grandi ed appassionate feste popolari, al più goliardicamente puntute, mentre ne venderà meno ed avrà meno simpatizzanti la società i cui tifosi vengono dipinti come nazisti, spacciatori ed accoltellatori ed i cui eventi a pagamento siano descritti come cupi e pericolosi.

Dunque, chiedo a voi, libertà di informazione o libertà da questa informazione?

purple zack

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il vero problema è quando i comunicatori laziali, ma anche molti degli stessi tifosi che frequentano sto forum, cadono negli stessi tranelli.

DajeLazioMia

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Dal CDS di oggi (versione on line)....

«GESTO DI UN SINGOLO» - Lo ha detto il questore di Roma Massimo Mazza, spiegando che è stato solo accordato al capitano del Napoli di informare i tifosi, su richiesta di questi, sulle condizioni di salute del ferito. Gli spari di ieri prima della finale di Coppa Italia sono stati "il gesto di un singolo, non c'entra la tifoseria della Roma". Lo ha detto il questore di Roma, Massimo Mazza, sottolineando che "né i tifosi della Roma né quelli della Lazio si sono mai materializzati sulla scena".

Prontamente si segnano i distinguo, al contrario di altri articoli postati da m.m.
Che senso ha parlare anche dei tifosi della Lazio? A me sembra tutto un grandioso schifo, pianificato scientemente.

AutumnLeaves

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Citazione di: DajeLazioMia il 04 Mag 2014, 13:34
Dal CDS di oggi (versione on line)....

«GESTO DI UN SINGOLO» - Lo ha detto il questore di Roma Massimo Mazza, spiegando che è stato solo accordato al capitano del Napoli di informare i tifosi, su richiesta di questi, sulle condizioni di salute del ferito. Gli spari di ieri prima della finale di Coppa Italia sono stati "il gesto di un singolo, non c'entra la tifoseria della Roma". Lo ha detto il questore di Roma, Massimo Mazza, sottolineando che "né i tifosi della Roma né quelli della Lazio si sono mai materializzati sulla scena".

Prontamente si segnano i distinguo, al contrario di altri articoli postati da m.m.
Che senso ha parlare anche dei tifosi della Lazio? A me sembra tutto un grandioso schifo, pianificato scientemente.
In pratica quello di Gastone era il fantasma formaggino.

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happyeagle

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Citazione di: happyeagle il 04 Mag 2014, 13:35
L'omertà e la connivenza dei mezzi d'informazione nei confronti dei romanisti è qualcosa che renderebbe Goebbels molto fiero,
la loggia P1927 è attiva h24 per minimizzare alterare e falsare le notizie quando ci sono di mezzo loro,
ci vuole qualcosa di veramente eclatante per far emergere pezzi di verità.

A quello che ho scritto sul topic in "argomenti" ci aggiungo anche che quello che fanno è premeditato e programmato, mi fanno schifo tutti a partire dai direttori dei giornali.

m.m.

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Stessa dichiarazione del questore qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/04/spari-a-roma-tifoso-giallorosso-arrestato-per-tentato-omicidio-e-daniele-gastone-de-santis/972575/

Ma si aggiungono delle non meglio identificate "amicizie importanti anche nella curva della Lazio".

Così, tanto per schizzare con un po' di merda domenicale anche noi.

mdfn

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Novantadue minuti di applausi.

A margine, la convinzione che la Lazio è per pochi. E io sono contento così, anzi ne sono orgoglioso. Mi si dia pure del nazista (che è un po' come rispondere alla tua domanda: scelgo la libertà dall'informazione e dai giudizi altrui).

AquilaLidense

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Bravo m.m.
Il più bel post dell anno

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Maremma Laziale

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PabloHoney

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Questo e' un vecchio discorso, che riciccia fuori ogni qualvolta accade un qualcosa che da voce a questo tipo di teorema, il problema grave, gravissimo secondo me, e' l'atteggiamento partigiano e calcolatore, sfacciatamente ipocrita da parte della stampa in generale (giornali radio e televisioni, non fa molta differenza), poco fa al tg (non ricordo se TG2) hanno parlato del tifoso accusato della sparatoria definendolo come "Falso Ultra'"

Ecco questo e' un esempio lampante di quello che dici, come e' vero l'effetto prima notizia, indelebile nella mente dell'ascoltatore medio, ma e' anche vero che stiamo precedendo i riscontri, e di quello che e' successo non sappiamo ancora abbastanza... aspetterei per giudicare l'episodio, diverso invece e' il giudizio che si puo' dare su tutto quello che si muove ogni qual volta la criminalita' comune o organizzata si mescola col tifo, mi sembra che la cosa sia sempre piu' chiara e non solo a noi Laziali

Il tutto unito alla palese mancanza da parte di chi dovrebbe semplicemente far rispettare la legge, direi che completa l'opera

Noi da parte nostra (lo dico da Laziale) dovremmo sempre tenere gli occhi aperti su quello che succede cercando pero' di avere un atteggiamento lucido, due cose sbagliate non ne fanno una giusta, non ha mai funzionato cosi

AldoNicoli

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girovagando nell'etere mi ero soffermato un attimo all'approfondimento di sky sport con il magnifico apporto del pinguino carezza il quale, parlando dello sparatore goliardico, ha riferito che non c'entra niente con la riomma, e con fare da so tutto io ha detto che erano anni che ormai allo stadio non si faceva vedere ... (sarà vero?)
ripeto qui l'annosa questione se a parti inverse ci sarebbe stato lo stesso trattamento oppure, nel caso, una intera tifoseria, ultras e non, sarebbe stata messa all'indice, no così, tanto per intenderci.
Allora se la rispopsta al quesito è affermativa possiamo tranquillamente affermare che tutta la cornice è marcia, che media, politica, entri sportivi (vero megalò?) e investigatori (cfr. serra e le puncicate goliardiche del questore) tendono sempre a minimizzare quando ci sono di mezzo tifosi dell'abominio, e il post di m.m. ne è la ennesima riprova. Aspetto che mi (e ci) dimostriate il contrario, mi metto seduto e aspetto ...  :puke:

m.m.

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Falso ultrà che aveva abbandonato la curva?

Si vede che aveva ruggini personali coi napoletani.

Entro stasera mi aspetto la pubblicazione contestuale dell'abiura del sospetto ai colori piscioruggine e la sua tessera d'iscrizione al sodalizio.

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m.m.

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Mancava la perla dell'Ansa sulla "scheggia impazzita".

Si chiamano 'A Carogna, Diabolik, quando va bene Sandokan: e i nomi sembrano già dire tutto, sulla propensione etica dei personaggi in questione. Sono i padroni delle curve, quelle figure con le quali trattare (o, nella migliore delle ipotesi, fare i conti) quando la tensione negli stadi sale, com'è avvenuto ieri sera all'Olimpico per la finale di Coppa Italia. Leader riconosciuti dai tifosi più duri, gli ultrà: ma anche piccoli imprenditori di quel suk senza confini che è ormai diventata la curva. Eppure, secondo Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, leader storico della curva Nord dell'Olimpico (quella laziale), la definizione di 'Irriducibilì è diventato nel tempo «sinonimo di stile, novità e coerenza».

'Diabolik', attualmente in prigione per traffico di stupefacenti, in una lettera indirizzata agli ultrà laziali, recentemente lamentava un cambio generazionale e la conseguente «mancanza di guida» per i più giovani
. Così come le società di calcio curano i propri vivai, ci deve essere anche un settore giovanile nella tifoseria organizzata visto che, grazie anche ai numerosi Daspo inflitti negli ultimi anni, le gerarchie del tifo nelle curve sono spesso mutate, senza per questo modificare la sostanza delle cose. La mappa degli ultrà italiani è variopinta e spesso politicamente scorretta. Si calcola siano circa 41 mila i tifosi, divisi fra quasi 400 gruppi organizzati: una cinquantina di estrema destra, una quindicina di estrema sinistra e una decina 'mistì, secondo una recente stima dell'Ucigos, l'Ufficio centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali. Più della fede calcistica, in talune circostanze, prevale l'appartenenza politica: ma dovunque ci sono figure di riferimento, i capi.

A Genova (sponda Genoa, dove il leader è Fabrizio Fileni, l'uomo che, attaccato alla rete, ordinò ai giocatori rossoblù di consegnare ai tifosi le maglie in una giornata infausta per la sua squadra, ma anche per tutto il calcio) si trova il '5 Rossò, nella Torino granata gli 'Stendardì, il Weiss Schwarz Brigaden è di stanza a Cesena. A Livorno Che Guevara è il simbolo di una tifoseria la cui fede politica non ha segreti. Da sud a nord, il tifo organizzato ha quasi sempre dettato legge, senza scendere mai a compromessi. La criminalità organizzata trova terreno fertile e s'insinua fra le curve, ma non solo. È di pochi giorni fa la notizia che Salvatore Lo Russo, capo dell'omonimo clan di camorra a Napoli, conosciuto anche con il soprannome dei 'capitonì e arrestato a Nizza, era stato fotografato più volte mentre assisteva alle partite da bordocampo, nel San Paolo. Allo stadio di Palermo, una volta, venne esposto uno striscione contro il 41 bis, il regime di carcere duro per i boss. Sempre a Palermo, negli anni '80, la gestione del tifo era affidato a un centro di coordinamento presieduto Anna Maria Tornabene, che tutti chiamavano la 'Signorinà. Ma aveva pugno di ferro. Dopo di lei sono saliti alla ribalta Brigate rosanero, Vecchia guardia e Warriors. A Catania, dalle Falange d'assalto rossoazzurre capeggiate dal 'leggendariò Ciccio Famoso, si è passati agli Irriducibili della curva sud. Luca Lucci è il portavoce della curva sud del Milan, ma non mancano i nostalgici dei Commandos tigre. Giancarlo Capelli, detto il Barone, è uno dei leader storici della tifoseria rossonera.

Sandokan, invece, è considerato il protagonista dello scioglimento dei vari gruppi organizzati, con la conseguente fusione in un unico sodalizio chiamato 'Curva sud Milanò. A Torino, i Drughi (citazione dal film Arancia meccanica) e i Tradizione hanno monopolizzato la curva sud, subentrando ai Fighters e agli Antichi valori. Recente la polemica con Mariella Scirea, moglie di Gaetano, che aveva condannato i cori razzisti partiti proprio dalla curva che porta il nome dell'ex bandiera bianconera. A Roma, in curva sud, gli As Ultras spodestarono gli storici Cucs; sulla curva opposta, il tifo organizzato da tempo ormai ha dichiarato guerra al presidente laziale Lotito, con gli Irriducibili subentrati nell'era Cragnotti prima ai Viking, poi agli Eagles. Tutti con un capo, alle cui logiche rispondono i tifosi: molto di più che agli interessi della propria squadra.
(ansa)

Asciutto ed equilibrato.

Warp

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Io trovo allucinante che non si parli di altro da 24 ore in questo paese.
Rende l'idea di come è ridotto il giornalismo italiano a inventarsi notizie e ingigantire fatti abbastanza irrilevanti.
Ovviamente la questione viene calvalcata dai soliti noti a fini di propaganda politica.

alla fine della storia l'unica vittima di tutta questa comica è il buon Gennarone che a parte una maglietta un poallacatzo si è visto crocifisso, per non si sa cosa.

solito paese di pagliacci

Ranxerox

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Citazione di: m.m. il 04 Mag 2014, 17:19
Mancava la perla dell'Ansa sulla "scheggia impazzita".

Si chiamano 'A Carogna, Diabolik, quando va bene Sandokan: e i nomi sembrano già dire tutto, sulla propensione etica dei personaggi in questione. Sono i padroni delle curve, quelle figure con le quali trattare (o, nella migliore delle ipotesi, fare i conti) quando la tensione negli stadi sale, com'è avvenuto ieri sera all'Olimpico per la finale di Coppa Italia. Leader riconosciuti dai tifosi più duri, gli ultrà: ma anche piccoli imprenditori di quel suk senza confini che è ormai diventata la curva. Eppure, secondo Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, leader storico della curva Nord dell'Olimpico (quella laziale), la definizione di 'Irriducibilì è diventato nel tempo «sinonimo di stile, novità e coerenza».

'Diabolik', attualmente in prigione per traffico di stupefacenti, in una lettera indirizzata agli ultrà laziali, recentemente lamentava un cambio generazionale e la conseguente «mancanza di guida» per i più giovani
. Così come le società di calcio curano i propri vivai, ci deve essere anche un settore giovanile nella tifoseria organizzata visto che, grazie anche ai numerosi Daspo inflitti negli ultimi anni, le gerarchie del tifo nelle curve sono spesso mutate, senza per questo modificare la sostanza delle cose. La mappa degli ultrà italiani è variopinta e spesso politicamente scorretta. Si calcola siano circa 41 mila i tifosi, divisi fra quasi 400 gruppi organizzati: una cinquantina di estrema destra, una quindicina di estrema sinistra e una decina 'mistì, secondo una recente stima dell'Ucigos, l'Ufficio centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali. Più della fede calcistica, in talune circostanze, prevale l'appartenenza politica: ma dovunque ci sono figure di riferimento, i capi.

A Genova (sponda Genoa, dove il leader è Fabrizio Fileni, l'uomo che, attaccato alla rete, ordinò ai giocatori rossoblù di consegnare ai tifosi le maglie in una giornata infausta per la sua squadra, ma anche per tutto il calcio) si trova il '5 Rossò, nella Torino granata gli 'Stendardì, il Weiss Schwarz Brigaden è di stanza a Cesena. A Livorno Che Guevara è il simbolo di una tifoseria la cui fede politica non ha segreti. Da sud a nord, il tifo organizzato ha quasi sempre dettato legge, senza scendere mai a compromessi. La criminalità organizzata trova terreno fertile e s'insinua fra le curve, ma non solo. È di pochi giorni fa la notizia che Salvatore Lo Russo, capo dell'omonimo clan di camorra a Napoli, conosciuto anche con il soprannome dei 'capitonì e arrestato a Nizza, era stato fotografato più volte mentre assisteva alle partite da bordocampo, nel San Paolo. Allo stadio di Palermo, una volta, venne esposto uno striscione contro il 41 bis, il regime di carcere duro per i boss. Sempre a Palermo, negli anni '80, la gestione del tifo era affidato a un centro di coordinamento presieduto Anna Maria Tornabene, che tutti chiamavano la 'Signorinà. Ma aveva pugno di ferro. Dopo di lei sono saliti alla ribalta Brigate rosanero, Vecchia guardia e Warriors. A Catania, dalle Falange d'assalto rossoazzurre capeggiate dal 'leggendariò Ciccio Famoso, si è passati agli Irriducibili della curva sud. Luca Lucci è il portavoce della curva sud del Milan, ma non mancano i nostalgici dei Commandos tigre. Giancarlo Capelli, detto il Barone, è uno dei leader storici della tifoseria rossonera.

Sandokan, invece, è considerato il protagonista dello scioglimento dei vari gruppi organizzati, con la conseguente fusione in un unico sodalizio chiamato 'Curva sud Milanò. A Torino, i Drughi (citazione dal film Arancia meccanica) e i Tradizione hanno monopolizzato la curva sud, subentrando ai Fighters e agli Antichi valori. Recente la polemica con Mariella Scirea, moglie di Gaetano, che aveva condannato i cori razzisti partiti proprio dalla curva che porta il nome dell'ex bandiera bianconera. A Roma, in curva sud, gli As Ultras spodestarono gli storici Cucs; sulla curva opposta, il tifo organizzato da tempo ormai ha dichiarato guerra al presidente laziale Lotito, con gli Irriducibili subentrati nell'era Cragnotti prima ai Viking, poi agli Eagles. Tutti con un capo, alle cui logiche rispondono i tifosi: molto di più che agli interessi della propria squadra.
(ansa)

Asciutto ed equilibrato.

Parola d'ordine minimizzare la notizia ed insabbiare.

MadBob79

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Citazione di: Ranxerox il 04 Mag 2014, 21:28
Parola d'ordine minimizzare la notizia ed insabbiare.

e, aggiungo, buttà un po' de merda su chi per una volta non c'entra un caxxo.

Ranxerox

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Citazione di: MadBob79 il 04 Mag 2014, 21:38
e, aggiungo, buttà un po' de merda su chi per una volta non c'entra un caxxo.

Concordo, serve a confondere le acque. A questi Goebbels je fa una pippa a due mani.

fiord

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Citazione di: m.m. il 04 Mag 2014, 13:23

Dunque, chiedo a voi, libertà di informazione o libertà da questa informazione?

libertà da questa informazione.

e qui stiamo parlando solo di calcio, figuriamoci come vengono manipolate le notizie per interessi ancora più importanti.


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Tarallo

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m.m ha mille ragioni, e non gli si puo' obiettare il fatto che con questa storia l'essere della roma o della lazio non ha alcuna importanza perche' dietro al fatto Ciro c'e' dell'altro.
Lui non parla del fatto, parla di come viene riportato dalla stampa.

E la sua analisi e' tragicamente impeccabile.
Non dimentichiamo che siamo su un Forum della Lazio, a cui deve stare a cuore la vita della Lazio e i suoi successi. Questa stampa ha un solo scopo, lasciare che esista una sola squadra a Roma, come da progetto del 1927.

Merde rifardite che devono schiattare.

fiord

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Lazionetter
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Adesso sulla homepage del corriere della sera e di repubblica, già non c'è più traccia dell'ultrà della roma che ha sparato 4 colpi di pistola ed ha quasi ucciso un tifoso napoletano.

Su De Santis, detto Gastone, non c'è più nulla.


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