Il topic sulla sparatoria include tanti temi: gli incidenti, la cessione di sovranità da parte dello Stato a genny 'a carogna, la rappresentazione dell'Italia andata in mondovisione, ma il curioso trattamento da parte dei media degli episodi di violenza legati al calcio merita - a mio avviso - una riflessione a parte, pertinente con la sezione Calcio.
Su questo aspetto, indipendentemente dai giudizi, che competono alla magistratura, su quanto accaduto di penalmente rilevante, da osservatori della realtà circostante è lecito non aspettare oltre, fingendo di non vedere né sentire, e cominciare a tirare qualche riga e fare un po' di conti, perché mai nessun tribunale si occuperà di accertare e sanzionare la consueta ritrosia - tecnicamente: reticenza recidiva - con cui i giornalisti omettono, il più a lungo possibile, finché la notizia è in prima pagina e cattura l'occhio del lettore medio, di associare gli episodi di violenza ai tifosi della roma.
Personalmente, trovo i delinquenti con la sciarpa al collo tutti uguali e fosse per me, che non concepisco il tifo organizzato, sarebbero da un pezzo fuori degli stadi, se non nelle patrie galere.
Citazione di: m.m. il 14 Lug 2013, 22:30
Sicurezza: invece di pagare inutilmente settemila stewards, telecamere dappertutto, una sola sala controllo con 50 persone, una x monitor, in linea diretta con la questura e poche regole ma chiare. Chi sgarra è fuori. Per sempre.
Ma questo è un problema di gestione dell'ordine pubblico, e vorrei lasciarlo fuori dal discorso.
Ciò che mi premeva mettere in luce con la battuta sulla pistolettata goliardica, nel topic apposito, è lo strabico riflesso degli avvenimenti di cronaca sugli organi d'informazione.
Perché non ho dubbi che in tribunale le medesime azioni siano giudicate e sanzionate, grosso modo, nella medesima misura, ma comincio ad avere qualche certezza di troppo sul diverso trattamento mediatico di fattispecie analoghe.
Normalmente, infatti, la stampa si getta sulla notizia, fregandosene altamente della prudenza e dei diritti civili di coloro che sono coinvolti, pubblicando ogni voce, meglio se pruriginosa o colorita, che richiami l'attenzione del pubblico.
In tema, e pluribus unum: l'immediata attribuzione a tifosi della juve dell'assassinio di Gabriele Sandri, ma esiste una pletora di esempi recenti, o meno.
Vi è un solo caso in Italia in cui, al contrario, si assiste ad un vero e proprio depistaggio da parte dell'informazione: quando sono coinvolti - colpevoli o meno, qui non ci interessa - i tifosi dellà.
Ormai gli indizi della consapevolezza di tale condotta sono molto più che gravi, precisi e concordanti.
Lo schema applicato uniformemente dai media, non più solo locali ormai (cfr. Corriere, Gazzetta e Libero), è sempre lo stesso.
Quando accade un evento legato agli ultras, (1) immediatamente corrono ad attribuire, o ad esaltare, l'appartenenza del/dei responsabile/i ad altra squadra, preferibilmente la nostra (cfr. vicenda Campo de' Fiori), ma non solo.
L'effetto annuncio è fondamentale, perché imprime nel lettore medio(cre) un'idea indelebile, che solo il più attento potrà successivamente emendare con il dato corretto, figlio del successivo approfondimento.
Tutti gli altri si limiteranno alla lettura del lancio d'agenzia ed alle note colorite che lo accompagnano, per poi passare ad altro.
Il giornalista è anche consapevole che tale condotta, attributiva di condotte violente alla tifoseria sbagliata, resterà impuntita, poiché se da un lato non costituisce diffamazione ascrivere a qualcuno una squadra di calcio diversa da quella per cui fa il tifo, dall'altro ascrivere ad una tifoseria l'appartenenza di un delinquente non costituisce reato nei confronti del singolo appartenente alla tifoseria chiamata in ballo e, dunque, costituisce un reato non perseguibile, per la mancanza di una identificabile persona offesa che subisca un danno accertabile e liquidabile.
Un paio di esempi recenti:
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1127668/Mega-rissa-tra-ultra-della-Lazio--e-i-tifosi-del-Tottenham--Uno-e-grave-con-l-aorta-lesionata.htmlhttp://www.romatoday.it/cronaca/scontri-ultras-lazio-tifosi-tottenham-feriti.htmlAl contrario, quando l'appartenenza è chiaramente romoletta (2) omettono scientemente, il più a lungo possibile, di riferire al pubblico la squadra (e dunque, spesso, il movente) del reo.
Ora, senza entrare nel merito dell'accaduto, la vicenda di ieri è icasticamente rappresentativa di tale schema.
L'episodio accade diverse ore prima della partita.
La polizia raccoglie immediatamente le deposizioni dei presenti, individua il luogo, i bossoli e il presunto responsabile con una gamba rotta viene immediatamente assoggettato a fermo.
Il pedigree del presunto responsabile non ammette equivoci ed è noto sia alle forze dell'ordine che ai media, che ne hanno immortalato le gesta nel derby 2004.
Si tratta di capopopolo daa sudde ed abituale frequentatore dei calciatori della roma.
Tuttavia, nella concitazione degli eventi e pur con 45 minuti di ritardo della partita da riempire di chiacchiere, un singolare pudore attanaglia tutti gli organi d'informazione, che parlano di regolamento di conti camorristico, di tifosi della viola e, perfino, di scontri a fuoco con la celere, ledendo i diritti di tutti i tirati in ballo.
Fino a quando, a notte inoltrata, allorché il grande pubblico è andato a letto e, mentre dorme, fissa la memoria della giornata sul nastro, non è più possibile nascondere la notizia ecco, allora, come le principali testate trattano la faccenda stamattina.
http://www.gazzetta.it/http://www.iltempo.it/http://www.corriere.it/index.shtml?refresh_cehttp://www.corrieredellosport.it/index.shtmlhttp://www.repubblica.it/index.html?refresh_ceNel lasciare a voi ogni valutazione, riporto anche la prima pagina e l'approfondimento (!) dello stesso quotidiano che aveva, erroneamente ed immediatamente, attribuito ai laziali il raid di Campo de' Fiori.
http://www.liberoquotidiano.it/index.html http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/11605508/Coppa-Italia--finale-Napoli-Fiorentina.htmlTrovate le differenze e, se desiderate un ulteriore confronto, cercate in rete le prime pagine dei quotidiani che raccontano delle vicende degli ultras laziali.
L'attributo laziale viene appioppato immediatamente e senza alcuna remora anche quando i fatti asseritamente delittuosi sono commessi in ambito extra-calcistico, nella vita privata.
Qualche esempio.
http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/10/25/news/droga_arrestato_diabolik_capo_ultras_della_lazio-69401257/http://video.ilmessaggero.it/roma2013/traffico_di_droga_in_manette_diabolik_capo_tifoseria_lazio-13788.shtmlhttp://www.leggo.it/NEWS/ROMA/ricercato_39_diabolik_39_storico_capoultr_agrave_della_lazio_traffico_di_droga._quot_giro_d_39_affari_da_5_milioni_di_euro_quot/notizie/330606.shtmlhttp://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/giuliano-simonetti-ultras-lazio-gambizzato-mistero-movente-agguato-1798689/http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/passeggero_atac_autobus_investito_motorino_gambizzato/notizie/531213.shtmlhttp://www.iltempo.it/cronache/2013/12/17/droga-omicidi-e-slot-trema-la-curva-nord-1.1199699E arriviamo al perché.
Far apparire una tifoseria cattiva - o, al contrario, una buona - condiziona la reputazione di cui gli eventi della squadra, durante i quali quella tifoseria si concentra in un luogo, godranno presso il grande e, per lo più, disattento pubblico.
Così venderà più biglietti ed avrà più simpatizzanti la squadra la cui tifoseria appare nell'immaginario collettivo un simpatico bobolo ed i cui eventi vengono descritti come grandi ed appassionate feste popolari, al più goliardicamente puntute, mentre ne venderà meno ed avrà meno simpatizzanti la società i cui tifosi vengono dipinti come nazisti, spacciatori ed accoltellatori ed i cui eventi a pagamento siano descritti come cupi e pericolosi.
Dunque, chiedo a voi, libertà di informazione o libertà da questa informazione?