Il DASPO, non da oggi, presenta molte criticità a livello giuridico, criticità che sono state più volte esposte, ma che non hanno mai trovato una risposta compiuta da parte delle autorità.
Uno degli aspetti più controversi del DASPO riguarda il fatto che tale provvedimento, estremamente restrittivo delle libertà personali (non si tratta, infatti, del semplice divieto di assistere alle partite, in quanto se accompagnato come spesso avviene dall' obbligo di firma ti impedisce, di fatto, di andare al mare o al ristorante ogni qual volta la tua squadra scende in campo) non viene comminato da un giudice bensì dal Questore, a fronte di una denuncia da parte delle forze dell' ordine. In poche parole, chi ti condanna è colui che ti ha denunciato. Ora, io non sono un giurista, ma per quel che ne so un simile procedimento è estraneo al comune agire di uno stato di diritto.
Questa circostanza, che ad alcuni può sembrare un semplice aspetto "formale" della vicenda, ha fatto sì che molto spesso venissero comminati DASPO per aver commesso dei reati che poi la magistratura ha giudicato infondati. Siccome un DASPO viene comminato istantaneamente dalle autorità nel momento in cui vi è una denuncia, mentre per il verdetto della magistratura bisognerà aspettare nella migliore delle ipotesi 4/5 anni, non sono rari i casi di persone che hanno scontato anni di DASPO per poi vedersi assolti in sede di processo penale. Il che mi sembra un vero e proprio abominio dal punto di vista giuridico.
Quasi certamente è quello che accadrà anche con Gennaro De Tommaso, il quale con tutta probabilità non troverà nessun giudice che tra 4/5 anni lo condannerà per istigazione alla violenza, ma nel frattempo si sarà fatto i suoi bei 5 anni di DASPO, con buona pace dello stato di diritto e della Costituzione.