le parole del prefetto di Roma

Aperto da Adler Nest, 05 Mag 2014, 12:28

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JSV23

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Citazione di: RubinCarter il 08 Mag 2014, 17:20
1 turbativa d'asta
2 Aggiotaggio

Ometto calciopoli in quanto giustizia sportiva,non penale.

Basta?
E vabbe,  basta e avanza per togliere i panni di moralizzatore e chiudere la bocca.
Parla di criminalità ma lui non è esattamente Padre Pio.

RubinCarter

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Citazione di: JSV23 il 08 Mag 2014, 17:27
E vabbe,  basta e avanza per togliere i panni di moralizzatore e chiudere la bocca.
Parla di criminalità ma lui non è esattamente Padre Pio.

Si ma seguiamo i discorsi. Che non è Padre Pio lo so da me. Pensavo che mi ero perso qualcosa invece si ingigantisce o minimizza a seconda di dove tira il vento.

Avevo chiesto lumi e basta tant e che il topic non lo sto frequentando.

Fedina penale "piena zeppa".

RubinCarter

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* 48.162
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Citazione di: venezuelano il 08 Mag 2014, 17:27
Vedo che conosci molto bene il tuo presidente . Noto con piacere che sei preparato e siccome non e' la sezione adeguata per discuterne, mi fermo qui. Continua a sfogliare i record, sei rimasto alla copertina. In ogni caso il prefetto ha fatto un esempio paradossale.

Ripeto , ho chiesto lumi su un affermazione tua.
Nessun commento sulle parole del prefetto.

venezuelano

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* 3.430
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Citazione di: RubinCarter il 08 Mag 2014, 17:37
Ripeto , ho chiesto lumi su un affermazione tua.
Nessun commento sulle parole del prefetto.

Ti hanno gia' risposto.

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RubinCarter

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* 48.162
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Citazione di: venezuelano il 08 Mag 2014, 17:46
Ti hanno gia' risposto.

Si ho visto grazie.

Piena zeppa =turbativa e aggiotaggio.

Riedle80

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* 697
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Citazione di: RubinCarter il 08 Mag 2014, 17:55
Si ho visto grazie.

Piena zeppa =turbativa e aggiotaggio.

Per chi si erge a moralizzatore del Calcio la condanna della giustizia sportiva , rende quest'ultimo non credibile.
Neanche Berlusconi ha subito condanne per omicidio eh..

venezuelano

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* 3.430
Registrato
Citazione di: RubinCarter il 08 Mag 2014, 17:55
Si ho visto grazie.

Piena zeppa =turbativa e aggiotaggio.

Si', bravo. A me basta e avanza, ed e' rimasta "corta" grazie al preziosissimo strumento della prescrizione che fa  svanire il tutto con un tocco magico.

gaizkamendieta

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* 15.147
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Citazione di: Riedle80 il 08 Mag 2014, 17:57
Per chi si erge a moralizzatore del Calcio la condanna della giustizia sportiva , rende quest'ultimo non credibile.
Neanche Berlusconi ha subito condanne per omicidio eh..

Citazione di: RubinCarter il 08 Mag 2014, 17:55
Si ho visto grazie.

Piena zeppa =turbativa e aggiotaggio.

bellissimo.. sembra blob.. :)

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Riedle80

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* 697
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Ma le parole del Prefetto di Roma Pecoraro , quelle delle intercettazioni le avete mai lette?

RubinCarter

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* 48.162
Registrato
Citazione di: Riedle80 il 08 Mag 2014, 17:57
Per chi si erge a moralizzatore del Calcio la condanna della giustizia sportiva , rende quest'ultimo non credibile.


Come Mauri quindi.


Aquila Romana

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* 21.509
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Citazione di: RubinCarter il 08 Mag 2014, 18:06
Come Mauri quindi.

Si esatto, ma anche come Wilson e Giordano

RubinCarter

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* 48.162
Registrato
Citazione di: Aquila Romana il 08 Mag 2014, 18:13
Si esatto, ma anche come Wilson e Giordano


giustizia sportiva ?

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gentlemen

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* 14.512
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Non sapevo che per fare il Presidente della Lazio bisognava essere San Francesco.

bizio67

*
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* 19.175
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Citazione di: gentlemen il 08 Mag 2014, 18:26
Non sapevo che per fare il Presidente della Lazio bisognava essere San Francesco.
Il discorso non è questo...dovrebbe solo evitare di fare la morale agli altri, visto che anche lui...

Palo

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* 15.956
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Citazione di: maumarta il 08 Mag 2014, 17:13
Fuori da Roma. dal mondo Lazio, questa contestazione è difficile da capire perchè lì la prima cosa che arriva e il risultato.
Su risultati degli ultimi anni Lotito è poco attaccabile, forse questo è il primo anno che buca completamente degli ultimi quattro e comunque ben sopra la media pre Cragnotti.

Tempo fa scrissi alla Domenica Sportiva dopo lo squallido redaziona fatto nel post Lazio-Sassuolo.

Lo hanno letto e mi hanno risposto per certificarlo anche se forse è solo una goccia nel mare.

Mai avrei pensato che potesse essere utile per "parlare" tra Laziali...


Buongiorno e buon lavoro a tutti voi,

Vi scrivo con la speranza e la malcelata convinzione di potervi aiutare a capire quello che, a detta vostra ed in particolare del signor Civoli, "da Milano risulta assurdo e incomprensibile".

Faccio riferimento alla vostra interpretazione data alla contestazione di domenica sera contro il presidente Lotito.

Si è parlato di ottimi risultati, di coppe vinte (in faccia e non), di società sana ed il tutto è talmente alla luce del sole che sarebbe inutile aggiungere altro.

A parlarne però siete stati VOI e il VOSTRO interlocutore.

Nello specifico, chi vi scrive ha 45 anni e quindi ha vissuto la sua "prima" Lazialità scarrozzando allegramente tra Serie B, scommesse, fallimenti (veri, senza Lodo Petrucci o affini) lambiti di un soffio, penalizzazioni, spareggi per la Serie C, morti assurde ed altre chicche che avrebbero fatto scappare buona parte dei tifosi sani di mente di mezza Italia.

Se chiudiamo in una teca dorata la parentesi cragnottiana questo decennio lotitiano è, numericamente, di gran lunga uno dei migliori dei nostri 114 anni.

Nonostante tutto, dopo dieci anni, questo quarantacinquenne è esausto, offeso, arrabbiato e, soprattutto, disorientato.

Succede nella vita, purtroppo, che cose e persone cambino con gli anni.

Succede a volte, e per fortuna non l'ho vissuto, che una persona si ritrovi dopo tanti anni ad interrogarsi, a sforzare la memoria per ricordarsi il perché,  un motivo, anche solo uno, per cui ha condiviso la sua esistenza con un'altra persona.

Magari la osserva e non la riconosce, non per l'aspetto fisico ma perché non è più la persona che aveva conosciuto.

Quello che la vita mi ha concesso di non vivere nel rapporto con mia moglie lo sto vivendo con la mia passione da bambino mai cresciuto, con la MIA Lazio.

La guardo, la cerco e proprio quando mi sembra di "vederla" non la riconosco.

Vedo qualcos'altro, magari anche migliore, in certi aspetti, di quando ci eravamo conosciuti ma comunque qualcos'altro.

A Milano non lo potete sapere perché in tenera età un ragazzino decide di essere della Lazio a Roma.

Essere della Lazio, come primo passo, significa decidere cosa non siamo.

Sia chiaro che Laziale o romanista non significa bello o brutto.

Mai moglie e mio figlio sono romanisti e sono la cosa più bella che i miei occhi abbiano mai visto.

Ma io a 5/6 anni ho scelto di non fare la scelta "comoda".

Perché a Roma è comodo "fare" il romanista a partire dal nome della squadra, dalla fanfara sempre in pompa, dall'assioma (tutto loro) "siamo di più, siamo più forti".

Il Laziale a Roma nasce prima ma vive in una angoletto, contento del  SUO angoletto.

Se lo cura, se lo arreda ed è geloso della sua "diversità".

Non ha mai avuto la pretesa di prendersi tutto, nemmeno quando c'era solo lui.

Altri hanno la pretesa di rappresentare "abusivamente" qualcosa, NOI NO!

Noi da sempre SIAMO non diciamo di essere, noi SIAMO NATI, non ci hanno costruito ad hoc, come una pro loco.

In tutto questo negli ultimi anni si inserisce un omino, paffuto (pure troppo), arrogante, presuntuoso, greve, con una prosopopea inferiore solo al suo ego ed una discreta cultura classica sbandierata, fastidiosamente, come un vessillo, un po' come la beneficenza del pupone.

Lo fa in un momento tragico e lo fa bene, in un momento in cui ci voleva la sua ottusità per andare avanti in una strada scomoda ma indispensabile.

Il Laziale vede tutto questo e non ci riconosce niente di suo, ma lo sopporta, per necessità, per interesse superiore, perché quello che fa è l'unica cosa da fare, non importa come.

Ma gli anni passano ed aumentano i passaggi pubblici che fanno conoscere meglio il personaggio, soprattutto i passaggi televisivi.

Passa anche a "casa vostra" con il perenne corollario di battute, risatine, gomitate sottobanco e sguaiato divertimento di fronte a tanta ridicola pienezza di sé.

Scene che costringono noi Laziali a combattere con i nostri consanguinei romanisti che vorrebbero godersi lo spettacolo mentre tu cerchi di dare un contentino al tuo amor proprio cambiando canale.

Ecco, appunto, cambiare canale.

Dopo dieci anni sarebbe ora.

Come fate a Milano a non capire che ogni vostra risata, ogni vostra spallata al vicino all'ennesima sparata, ogni vostro invito allo sfondone sullo stile "americà facce Tarzan", ognuna di queste ed altre cose ha contribuito all'esplosione di bile di domenica scorsa?

Probabilmente per voi il Laziale deve essere così, subalterno, folcloristico, da tirare fuori quando fa comodo per colorire la serata.

Uno sparring partner per la roma insomma.

Voi da Milano nemmeno ve lo immaginate cosa sia Roma, figuriamoci la Lazio.

Voi non ci arrivate proprio a capire che dopo dieci anni il fastidio è diventata umiliazione e l'umiliazione rabbia.

Da Milano dovreste ringraziare i Laziali che sfogano la loro rabbia con una rimpatriata invece di tirare i motorini dalle tribune.

Certo qualcuno ha anche esagerato nei toni perché la morte non si augura a nessuno, soprattutto se si parla di pallone.

Però in un contraddittorio in cui si vuol veramente capire cosa succede non si può nemmeno rimanere in silenzio quando si sente affermare che c'erano "solo 16mila paganti".

I cartoncini li dobbiamo contare uno ad uno?

Quindi concludo spiegandovi per l'ennesima volta che al Laziale adesso non importa dei risultati, ma vorrei che fosse chiaro che questo livello di esasperazione è nato da chi ha trattato la Lazio come un feudo personale, come la collezione di francobolli del nonno da regalare a figli e nipoti.

Il SIGNOR Moratti quando ha capito di non poter garantire un livello di eccellenza alla SUA Inter si è tirato indietro, per amore.

Il Lotito quando ha capito di non poter arrivare a competere ad alto livello ha detto chiaramente che lo scudetto non è roba da Lazio, della serie "o con me o con nessuno".

Questa esasperazione è stata assecondata e coltivata anche da Milano, Torino e Firenze ad ogni atteggiamento perculeggiante ed fastidiosamente ironico nei confronti della macchietta che, purtroppo, rappresenta i nostri 114 anni.

Lo scherzo è bello quando dura poco... e 10 anni sono troppi. 

Vi saluto e vi ringrazio se siete arrivati a leggere fino a questo punto.
 

Il tuo post ed il contenuto della tua bella missiva ai sigg. RAI sono passati inosservati e, presi come erano dalla interessantissima discussione sul sesso degli angeli cioè, no, sulla verginità di Cicciolina ... cioè, no, sulla moralità di Lotito e sull'immacolatezza della sua fedina penale, gli altri netters non li devono aver letti.

Intanto complimenti per come hai saputo esprimere con intelligenza molte cose che anche io provo. E, poi, toglimi una curiosità, magari in PVT (visto che è più importante capire se due reati penali valgono 5 o 10 punti al tiro al piccione ...) fammi sapere COSA ti hanno risposto. Un abbraccio!

gentlemen

*
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* 14.512
Registrato
Citazione di: bizio67 il 08 Mag 2014, 18:28
Il discorso non è questo...dovrebbe solo evitare di fare la morale agli altri, visto che anche lui...
Non fa la morale, parla della questione "tifosi" ed ambiente calcio in genere.
Oggi è tutto un casino, complice una sovraesposizione, ai limiti del bombardamento, mediatica del calcio, si può essere d'accordo o no, ma oggi ci sono effettivamente tifosi e comunicatori che pretendono di partecipare alle decisioni della dirigenza.

gentlemen

*
Lazionetter
* 14.512
Registrato
Citazione di: maumarta il 08 Mag 2014, 17:13
Fuori da Roma. dal mondo Lazio, questa contestazione è difficile da capire perchè lì la prima cosa che arriva e il risultato.
Su risultati degli ultimi anni Lotito è poco attaccabile, forse questo è il primo anno che buca completamente degli ultimi quattro e comunque ben sopra la media pre Cragnotti.

Tempo fa scrissi alla Domenica Sportiva dopo lo squallido redaziona fatto nel post Lazio-Sassuolo.

Lo hanno letto e mi hanno risposto per certificarlo anche se forse è solo una goccia nel mare.

Mai avrei pensato che potesse essere utile per "parlare" tra Laziali...


Buongiorno e buon lavoro a tutti voi,

Vi scrivo con la speranza e la malcelata convinzione di potervi aiutare a capire quello che, a detta vostra ed in particolare del signor Civoli, "da Milano risulta assurdo e incomprensibile".

Faccio riferimento alla vostra interpretazione data alla contestazione di domenica sera contro il presidente Lotito.

Si è parlato di ottimi risultati, di coppe vinte (in faccia e non), di società sana ed il tutto è talmente alla luce del sole che sarebbe inutile aggiungere altro.

A parlarne però siete stati VOI e il VOSTRO interlocutore.

Nello specifico, chi vi scrive ha 45 anni e quindi ha vissuto la sua "prima" Lazialità scarrozzando allegramente tra Serie B, scommesse, fallimenti (veri, senza Lodo Petrucci o affini) lambiti di un soffio, penalizzazioni, spareggi per la Serie C, morti assurde ed altre chicche che avrebbero fatto scappare buona parte dei tifosi sani di mente di mezza Italia.

Se chiudiamo in una teca dorata la parentesi cragnottiana questo decennio lotitiano è, numericamente, di gran lunga uno dei migliori dei nostri 114 anni.

Nonostante tutto, dopo dieci anni, questo quarantacinquenne è esausto, offeso, arrabbiato e, soprattutto, disorientato.

Succede nella vita, purtroppo, che cose e persone cambino con gli anni.

Succede a volte, e per fortuna non l'ho vissuto, che una persona si ritrovi dopo tanti anni ad interrogarsi, a sforzare la memoria per ricordarsi il perché,  un motivo, anche solo uno, per cui ha condiviso la sua esistenza con un'altra persona.

Magari la osserva e non la riconosce, non per l'aspetto fisico ma perché non è più la persona che aveva conosciuto.

Quello che la vita mi ha concesso di non vivere nel rapporto con mia moglie lo sto vivendo con la mia passione da bambino mai cresciuto, con la MIA Lazio.

La guardo, la cerco e proprio quando mi sembra di "vederla" non la riconosco.

Vedo qualcos'altro, magari anche migliore, in certi aspetti, di quando ci eravamo conosciuti ma comunque qualcos'altro.

A Milano non lo potete sapere perché in tenera età un ragazzino decide di essere della Lazio a Roma.

Essere della Lazio, come primo passo, significa decidere cosa non siamo.

Sia chiaro che Laziale o romanista non significa bello o brutto.

Mai moglie e mio figlio sono romanisti e sono la cosa più bella che i miei occhi abbiano mai visto.

Ma io a 5/6 anni ho scelto di non fare la scelta "comoda".

Perché a Roma è comodo "fare" il romanista a partire dal nome della squadra, dalla fanfara sempre in pompa, dall'assioma (tutto loro) "siamo di più, siamo più forti".

Il Laziale a Roma nasce prima ma vive in una angoletto, contento del  SUO angoletto.

Se lo cura, se lo arreda ed è geloso della sua "diversità".

Non ha mai avuto la pretesa di prendersi tutto, nemmeno quando c'era solo lui.

Altri hanno la pretesa di rappresentare "abusivamente" qualcosa, NOI NO!

Noi da sempre SIAMO non diciamo di essere, noi SIAMO NATI, non ci hanno costruito ad hoc, come una pro loco.

In tutto questo negli ultimi anni si inserisce un omino, paffuto (pure troppo), arrogante, presuntuoso, greve, con una prosopopea inferiore solo al suo ego ed una discreta cultura classica sbandierata, fastidiosamente, come un vessillo, un po' come la beneficenza del pupone.

Lo fa in un momento tragico e lo fa bene, in un momento in cui ci voleva la sua ottusità per andare avanti in una strada scomoda ma indispensabile.

Il Laziale vede tutto questo e non ci riconosce niente di suo, ma lo sopporta, per necessità, per interesse superiore, perché quello che fa è l'unica cosa da fare, non importa come.

Ma gli anni passano ed aumentano i passaggi pubblici che fanno conoscere meglio il personaggio, soprattutto i passaggi televisivi.

Passa anche a "casa vostra" con il perenne corollario di battute, risatine, gomitate sottobanco e sguaiato divertimento di fronte a tanta ridicola pienezza di sé.

Scene che costringono noi Laziali a combattere con i nostri consanguinei romanisti che vorrebbero godersi lo spettacolo mentre tu cerchi di dare un contentino al tuo amor proprio cambiando canale.

Ecco, appunto, cambiare canale.

Dopo dieci anni sarebbe ora.

Come fate a Milano a non capire che ogni vostra risata, ogni vostra spallata al vicino all'ennesima sparata, ogni vostro invito allo sfondone sullo stile "americà facce Tarzan", ognuna di queste ed altre cose ha contribuito all'esplosione di bile di domenica scorsa?

Probabilmente per voi il Laziale deve essere così, subalterno, folcloristico, da tirare fuori quando fa comodo per colorire la serata.

Uno sparring partner per la roma insomma.

Voi da Milano nemmeno ve lo immaginate cosa sia Roma, figuriamoci la Lazio.

Voi non ci arrivate proprio a capire che dopo dieci anni il fastidio è diventata umiliazione e l'umiliazione rabbia.

Da Milano dovreste ringraziare i Laziali che sfogano la loro rabbia con una rimpatriata invece di tirare i motorini dalle tribune.

Certo qualcuno ha anche esagerato nei toni perché la morte non si augura a nessuno, soprattutto se si parla di pallone.

Però in un contraddittorio in cui si vuol veramente capire cosa succede non si può nemmeno rimanere in silenzio quando si sente affermare che c'erano "solo 16mila paganti".

I cartoncini li dobbiamo contare uno ad uno?

Quindi concludo spiegandovi per l'ennesima volta che al Laziale adesso non importa dei risultati, ma vorrei che fosse chiaro che questo livello di esasperazione è nato da chi ha trattato la Lazio come un feudo personale, come la collezione di francobolli del nonno da regalare a figli e nipoti.

Il SIGNOR Moratti quando ha capito di non poter garantire un livello di eccellenza alla SUA Inter si è tirato indietro, per amore.

Il Lotito quando ha capito di non poter arrivare a competere ad alto livello ha detto chiaramente che lo scudetto non è roba da Lazio, della serie "o con me o con nessuno".

Questa esasperazione è stata assecondata e coltivata anche da Milano, Torino e Firenze ad ogni atteggiamento perculeggiante ed fastidiosamente ironico nei confronti della macchietta che, purtroppo, rappresenta i nostri 114 anni.

Lo scherzo è bello quando dura poco... e 10 anni sono troppi. 

Vi saluto e vi ringrazio se siete arrivati a leggere fino a questo punto.
 

Intervento, o meglio lettera fatta alla rai, molto profondo, ma che io non condivido, non certo sul merito, ma sul fatto, caro Maumarta, che il mondo cambia, gli anni passano, lo stile, in certi casi ahimè, cambiano...chi non accetta i tempi diversi, le mode diverse è malinconico, e lo sono anche io.
Ad esempio oggi si dice che c'è troppa violenza nelle rivalità del calcio, rispetto a prima quando c'erano gli sfottò: falsissimo, del passato spesso, e capita anche per le altre cose della vita, noi ricordiamo quello che ci rimane impresso, le cose belle, o magari bruttissime, ma non di certo tutto....prima la violenza era addirittura superiore, gli ultras erano di più e più incazzati, da Ascoli a Verona......
Lotito è forse un personaggio molto particolare, un cafone forse, un pessimo comunicatore, ma, a detta di molti dirigenti di società e federali, è un manager ed un dirigente molto ma molto apprezzato.
Ha tantissimi limiti, come tutti, ma la Lazio è cresciuta, sta crescendo, si sta consolidando, ma soffre, come tutta Italia ed Europa, il fatto di trovarsi, come tutti, in una situazione di depressione economica, che, tranne che per sceicchi e mecenati russi, impone una gestione oculata, basata soprattutto sull'equilibrio economico.
Non ti piace Lotito ?
Neanche a me, passerà....è finito l'impero romano. finirà anche la sua presidenza, nel frattempo io mi godo la Lazio.

laziAle82

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Con gente che rivorrebbe il Cragna poi, uno che invece la fedina penale ce l'ha immacolata.

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JSV23

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Citazione di: laziAle82 il 08 Mag 2014, 19:19
Con gente che rivorrebbe il Cragna poi, uno che invece la fedina penale ce l'ha immacolata.
Ma Cragnotti non si ergeva a moralizzatore.
Lotito si, il punto è questo.

gentlemen

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Citazione di: JSV23 il 08 Mag 2014, 19:37
Ma Cragnotti non si ergeva a moralizzatore.
Lotito si, il punto è questo.
Allora ti dimentichi le sue lunghe interviste e dichiarazioni, quando dichiarava di voler cambiare in toto il mondo del calcio, che era un mondo vecchio, che i tifosi erano dei clienti.......ahhh la memoria corta.....

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