Provare a guardare dall'alto ciò che è avvenuto nell'ultimo periodo e ieri sera, quasi in maniera distaccata (operazione difficilissima, quasi improba) potrebbe consentire di aiutare tutti a superare questa fase di stallo che fa male a chiunque.
Non è un balletto e nemmeno una partita di scacchi.
Parto dal presupposto, e lo chiedo a tutti, di passare oltre le proprie posizioni, convinzioni e pregiudizi.
Ieri sera si è assistito a qualcosa di magico, un immenso atto d'amore che ha unito ultras, tifosi, appassionati, in un unico abbraccio fondendoli insieme in una sola immagine: la LAZIO.
Ieri, però, si è segnato un altro strappo nei confronti della Lazio d'oggi con l'ennesima guerra di posizone che ormai diventa sterile, inutile e dannosa.
Da un lato la mancata presenza della Lazio attuale presente solamente con Ledesma, Radu e Keita faceva stridere ancora di più il solco netto tracciato.
Inutile cercare di sapere se è una ripicca piccola del presidente oppure il sentirsi in ogni caso osteggiato e quindi causa di malumori.
Dall'altro i tifosi che appena si è intravisto Lotito sullo schermo ad abbracciare Delio Rossi lo hanno subissato di fischi.
Fischi ad un presidente che in quel momento ci aveva portato un titolo.
Ecco il punto.
Lotito è un uomo solo, prigioniero da un lato dell'amarezza di sentirsi sottovalutato e stimato per quello che ha fatto, pensa di aver fatto, presume di aver fatto.
Lotito è convinto di aver fatto molto, il possibile: l'atteggiamento è quello di colui che si aspetta se non amore, almeno riconoscenza e invece riceve insulti, ostinati e continui.
I tifosi pensano che non abbia fatto, che potesse fare di più che non vorrà o potrà fare di più, che la Lazio è condannata a rimanere nel limbo.
Entrambe le parti disattendono il motto della società.
CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT.
Ed invece bisogna ripartire dalle piccole cose, dalle gioie e dall'entusiasmo domenicale facendo tesoro dell'immenso patrimonio visto ieri.
Piccoli messaggi: l'Academy, il chiedere ai tifosi un nome, il ricordo della Lazio del 74 attraverso la maglia,, Olympia, la Primavera da un lato, dall'altro, proprio per l'amore del popolo Laziale, concedere una tregua alla contestazione ad personam, abbassare i toni, evitare solo e soltanto la critica e l'offesa, rendersi conto che in mancanza di alternative serie, dobbiamo far sì che l'attuale proprietà migliori nei punti deboli.
La campagna acquisti ci dirà quali sono le potenzialità e disponibilità economiche di Lotito.
A lui e Tare il compito di allestire una squadra all'altezza o di fare il massimo possibile perchè lo sia, a noi fornire energia positiva perchè il loop depressivo nel quale ci siamo inviluppati e che ci fa vedere tutto grigio, sia interrotto.
CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT.
e buona Lazio a tutti.