Mi figlio aveva 4 anni e mezzo.
Stava a giocare in giardino ignaro che io avevo dovuto aspettare 10 anni prima di vincere uno scudetto e che molti questo lusso l'hanno dovuto aspettare molto di più.
Io andavo avanti e indietro davanti alla televisione (più tardi mia moglie dirà che così mi aveva visto solamente il giorno in cui era nato mio figlio).
Poi, alle 18.04, sono caduto in ginocchio, solo, a ricordare tutto, tutto quello che avevo passato da quando ho ricordi ad allora.
Le trasferte da solo, le sconfitte, la B, il gol di Nesta e la coppa Italia, la morte del maestro e quella di re cecconi, i gol di chinaglia e di giordano, le scommesse, le cessioni, cragnotti.
Tutto in un secondo.
Una sorta di big ben perchè alzandomi e uscendo in giardino ho cacciato un urlo che di umano aveva poco.
Pensate: in quella casa, la mia prima casa, dove ho avuto 2 figli, dove ho passato i miei primi 10 anni a Parma, l'unica nostalgia che ho è di quel francobollo di giardino nel quale mi sono inginocchiato a piangere con un cucciolo di 4 anni stretto al petto.