Per giudicare l'operato in una squadra di calcio, in quello che praticamente è una istituzione sociale, non ci si può limitare ai soli freddi risultati del campo.
Per esempio, Cragnotti viene e verrà ricordato come il più grande presidente della storia ma se dopo il crack della Cirio ci fosse stato, inesorabile, il crack della SS Lazio Spa il giudizio oggi sarebbe lo stesso?
I dieci anni più scintillanti della nostra storia sarebbero stati l canto del cigno biancoceleste.
Ne sarebbe valsa la pena? (domanda retorica)
Parto da qui perchè è qui che entra in scena LUI, il sultano di Formello, Lotito I.
Entra in scena alla grande, e piedi uniti come era necessario fare e come forse solo LUI avrebbe potuto.
Ottuso e chiuso al mondo com'è è andato avanti per quello che LUI giudicava la via giusta, l'unica via.
E la sua ottusità ha "formalmente" salvato la nostra storia, il nostro "9 gennaio 1900".
Spese ridotte all'osso, salary cap, organigramma verticale (LUI-Tare-allenatore. PUNTO).
Il campo poi lo premia e non poco.
Dal coma profondo iniziale si passa alla Lazio di Delio Rossi, determinante in quello che è stato l'unico momento di crescita programmata in questi anni.
Crescita dalla squadretta dei gemelli Filippini fino alla Coppa Italia del 2009.
Poi i nodi arrivano al pettine.
L'uomo, ma anche l'imprenditore, Lotito questo passaggio ce lo aveva nelle corde.
L'organigramma scarno, il muro contro muro pure sul caffè della foresteria, "Edileuropa Srl" sulle maglie, tutti elementi che non sfigurano in un quedro che ha il suo apice in una Coppa Italia conquistata in una stagione in cui arrivi decimo.
Da lì in poi però devi fare qualcosa in più se vuoi essere qualcosa in più, se VUOI appunto.
Lotito uomo e manager sa benissimo che, da solo, LUI non potrà mai gestire una squadra da scudetto.
Non è solo un discorso economico ma soprattuto di competenze, di "organigramma" appunto.
Lo sa e lo dice, chiaramente, più o meno: per la Lazio lo scudetto sarebbe un danno, meglio evitarlo.
Per la Lazio, sia chiaro, non per LUI, perchè LUI non è mai inadeguato, perchè LUI è il Fonzie del calcio italiano, LUI non sbaglia mai...
Quindi, da vero innamorato dei colori, pur di non vedere la Lazio fare un ulteriore salto di qualità in altre mani la impacchetta per le innocenti mani del figlio così comìè, formato famiglia.
E qui finisce il capitolo legato alal crescita tecnica, ai risultati, da 7, abbondante, uno dei migliori presidenti della nostra storia da questo punto di vista.
Qui, però, inizia un altro capitolo, il più doloroso.
La negazione, l'edulcorazione, lo svilimento del prima.
La Lazio a.L. (avanti Lotito) è qualcosa di pagano, infedele, reietto, da ricordare solo quando molto lontana nel tempo al punto da non avere testimoni in carne ed ossa da mettere davanti ad una telecamera (vedi Piola, l'Aquila dell'Impero, il 9 gennaio).
Tutto ciò che è ancora vivente, tangibile, nella Lazio d.L. (dopo Lotito) è "esterno", infiltrato, truffaldino e comunque legato alla SUA azione di recupero dei valori moralizzatori ed educativi dello sport, al netto di pistole nella cintura, aggiotaggi, squalifiche, commissioni fantasma ed impicci vari.
E la LAZIO?
La Lazio, quella eterea, quella eterna, quella che passa veramente di padre in figlio, quella che sboccia se annaffiata con l'amore e soffoca nell'egocentrismo, quella che è sbocciata d'improvviso, da sola, il 12 maggio 2014, in modo così fragoroso e sorprendente che IL MONDO ancora oggi parla di Lazio raccontando quella sera al posto di tutto un campionato.
La LAZIO, appunto, quella della LAZIALITA' soffoca e rantola, lentamente, ai SUOI piedi, per il SUO amor proprio, per i SUOI terreni sulla Tiberina, per i SUOI promozionali in TV, per far giocare SUO figlio un giorno.
Ad essere padroni di una Spa non ci vuole niente, bastano i soldi.
Per rappresentare un'idea, un pensiero e un sentimento comune a migliaia di persone puoi anche non avere il conto in banca ma devi avere due palle ed un cuore grande come il mondo.
E non lo decidi tu di essere il punto di riferimento di un popolo, non lo puoi imporre.
Puoi solo avere l'intelligenza e l'umiltà per capire che non sei in grado di essere tu e SOLO TU quel faro.
Se non hai le palle e l'UMILTA' per capirlo il popolo, soffre, agonizza ma non muore, si incaxxa ogni ogni giorno di più, fino alla rivolta.
Ed essendo un popolo fatto d'amore che vive d'amore si rivolta con un "12 maggio 2014", cantando, ballando e piangendo, facendo vedere la DIFFERENZA tra l'ESSERE LAZIALI e FARE I LAZIALI.
Ecco, per questa agonia, per il "lodo Lotito", il voto è 2... me so pure allargato.
La media è 4,5.
Ampiamente insufficiente.
E come potete calcolare non riuscirebbe ad essre suffieciente nemmeno con un 9 al capitolo risultati.
Perchè l'amore e il senso di appartenenza non lo chiudi in una bacheca...