Rivoluzione

Aperto da Kim Gordon, 19 Mag 2014, 11:51

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Kim Gordon

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Citazione di: Tarallo il 27 Mag 2014, 16:02
E' la stessa cosa che fischiarli invece di incoraggiarli. Sono capace a riconoscere unerrore tecnico, ma allo stadio incoraggio e non fischio. Perche'? Perche' sono della Lazio e li proteggo. Il giorno che non sono piu' della Lazio per me spariscono. Se becco Hernanes oggi facile che je sputo, e' dell'Inter.
(Esagero sia con i toni che col linguaggio perche' me rode il culo, oggi, ma i concetti quelli sono)

Ma lazio.net nn è lo stadio, dove la tua regola ha senso e che spingo.
Ma secondo me tu confondi il principio da cui nasce e che andrebbe preservato.
Il principio è a protezione del sostegno, durante la partita.
Ma fuor di quella situazione dire cio che si pensa o crede deve rimanere libero dal peccato.


Ma

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QUI SI DISCUTE, NON SI GETTANO LE BASI PER ALIMENTARE ANTIPATIE AD PERSONAM E FUTURI FLAMES A COLPI DELLE MAI TROPPO STIGMATIZZATE DINAMICHE DEL RINFACCIO OPINIONI.
SMETTETELA DI UTILIZZARE QUESTI METODI PERCHE' SIAMO OLTREMODO STANCHI DI CORRERE DIETRO LE INNUMEREVOLI TRINCEE SPARSE PER TUTTO IL FORUM.
ANCHE ORA, A CAMPIONATO CHIUSO.

RIPORTARE IN TONO POLEMICO OPINIONI O ATTEGGIAMENTI ESPRESSI DA QUALCUNO IN UN PASSATO PIU' O MENO RECENTE NON DA' ALCUN CONTRIBUTO COSTRUTTIVO ALLE DISCUSSIONI, MA ELEVA IL RISCHIO DI FLAMES, DI CHIUSURA TOPIC E DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI.

SIETE AVVISATI. PRIMO E ULTIMO AVVERTIMENTO.
DOPODICHE' SI PASSA ALLE VIE DI FATTO.

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Tarallo

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Citazione di: blow il 27 Mag 2014, 16:06
Non sono d'accordo.
O parliamo di calcio sempre oppure non vale il tuo ragionamento.
Ma che vuol dire se giocano con la Lazio so' fenomeni anche se pippe e dopo so' solo pippe?
O so' bravi o so' pippe, a prescindere, con tutto il bene che posso volere ai miei giocatori solo perchè vestono quella maglia celeste.

Dicevo, non ho detto questo (all'altro post di Sliver non rispondo, troppa distanza nella comprensione reciproca. Credo).

E' certo che se uno e' pippa e' pippa, parlavo delle manifestazioni di questa opinione. Ripeto, sono esistiti giocatori che hanno anche fatto bene, ma che a un certo punto non potevo piu' vedere con la maglia nostra. Te li elenco in ordine (spero) cronologico: Tare; Manfredini; Cribari; Kozak; Floccari. Potrei averne dimenticato qualcuno. A un certo punto della loro storia laziale facevano piu' danni che altro, e io volevo vederli partire.
Quindi per me si erano impippiti gia' alla Lazio.

Ma sul sostegno la cosa e' diversa. Io non li fischio, non li insulto, se sono in campo con noi. Magari mi metto le mani nei capelli disperato, poi le metto insieme e faccio un applauso di incoraggiamento. Ripeto ci sono state eccezioni (una e' Cavanda, che ormai a me non piace proprio piu' e forse in una occasione che e' pippa l'ho scritto). E uso il forum come qualunque posto pubblico fatto di laziali, incluso lo stadio. Non vedo perche' non dovrei.


MagoMerlino

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Citazione di: cartesio il 27 Mag 2014, 14:28

Sbagliato.
C'è una variabile che la tua presunzione non ammette: non ne sappiamo abbastanza per giudicare.
Soprattutto, non ne sappiamo abbastanza per condannare, cosa che fa perdere il sonno ai tanti Savonarola da forum.
A prescindere che se fossi in te, lascerei perdere i riferimenti alla presuzione altrui, senza prima aver controllato in casa propria. Compresa la fastidiosa presenza di Savonarola.
Poi non è che con tutti i mezzi di comunicazione attivi h 24 sul calcio, esiste solo una unica fonte d'informazione, per cui se non siamo davanti ad un comunicato ufficiale, possiamo sostenere che non ne sappiamo abbastanza per giudicare.
Si fanno delle ipotesi, alcune sono basate su precisi comportamenti e modus operandi ripetuti costantemente nel tempo, per i quali è quantomeno verosimile poter esprimere un giudizio, anche se non esiste il carisma dell'ufficialità. 

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DajeLazioMia

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Citazione di: Panzabianca il 27 Mag 2014, 16:03
1) eh, sbaglio, si fa presto a dire sbaglio...
2) non hanno sbagliato solo il gatto e la volpe, abbiamo sbagliato tutti...
3) eh, bello sur divano eh...? viecce tu
4) ma ti sei mai chiesto quante ore a notte dorme Tare? Poveretto...
5) ahò ma Lotito e psicologicamente debole, sta a dieta...

Ecco, se hai scritto la frase precedente, potresti aver scritto queste...
Ed io te contesto  :p
Nel senso che era un po' come "non ci sono più le mezze stagioni"?
Sì, hai ragione.
Ma seriamente la penso così.
Sabatini è stato una pippa per 3 anni spendendo 50 mio a sessione e rimanendo fuori dall'El e prendendo una coppanfaccia. Quest'anno ha fatto molto bene, ma non per questo diventa bravo in assoluto.
Noi per 3 anni in base al nostro potenziale abbiamo fatto bene (quarti/quinti/ settimi con CI/ sempre in EL pure fino ai quarti, solo la Juve è andata meglio in EL), quest'anno siamo stai delle pippe. Non per questo siamo pippe in assoluto.

robylele

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Citazione di: AquilaLidense il 27 Mag 2014, 14:40
mi sorge un dubbio: ma se il Presidente è bravo, se il DS è tra i migliori, se Felipe Anderson è il giocatore con maggior talento e visto che la lazio ha ricavi per 116 milioni (oltretutto con il bilancio in regola), mi spiegate perchè siamo arrivati noni in classifica?

il presidente sbaglia e c'indovina come tutti. Il DS non so se é tra i migliori, credo di no, però c'é chi lavora con un budget diverso.
FA é tutto da scoprire, finora é stato ininfluente.
I 105, e non 116, di fatturato, credo che scendano di nuovo sotto i 100 a fine anno.

Siamo arrivati noni ma con 3 trofei in 5 anni, cosa impensabile per 996 club su 1.000 in Italia. E arrivati con un rapporto tifosi-dirigenza lacerato e con i media pronti ad esaltare tikitake, zeman e Bojan vari, oltre che presidenti del bel tempo che fu.

non é facile, sai?   ;)



Conte Tacchia

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Citazione di: robylele il 27 Mag 2014, 17:15
il presidente sbaglia e c'indovina come tutti. Il DS non so se é tra i migliori, credo di no, però c'é chi lavora con un budget diverso.
FA é tutto da scoprire, finora é stato ininfluente.
I 105, e non 116, di fatturato, credo che scendano di nuovo sotto i 100 a fine anno.

Siamo arrivati noni ma con 3 trofei in 5 anni, cosa impensabile per 996 club su 1.000 in Italia. E arrivati con un rapporto tifosi-dirigenza lacerato e con i media pronti ad esaltare tikitake, zeman e Bojan vari, oltre che presidenti del bel tempo che fu.

non é facile, sai?   ;)
Giustissimo.

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Sliver

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Prima della Rivoluzione c'è l'austerità, che innanzitutto è l'interiorizzazione del senso di colpa del debito (2004).
L'incasso di Hernanes (come il fu mancato esborso per Honda e altri campioni sfuggiti per il destino cinico e baro) è finito nella voce "pareggio di bilancio", utile a garantire il 3% del rapporto deficit-Pil. Ma si tratta di una "privatizzazione" anomala, perché sei mesi prima si poteva vendere a 30 milioni, come ha detto il ministro delle finanze Tare.

Andrebbe però avviata una vera spending review, a partire dagli sprechi di alcuni dipendenti con stipendi poco giustificabili (tipo Cana o Pereirinha) o investimenti al momento poco produttivi (Perea, Anderson) o permute che non si sono valorizzate (Vinicius), portando un danno d'immagine all'azienda-Paese (Lazio).
Il Def (documento di economia e finanza) di fine stagione, al momento, prevede piccoli aggiustamenti strutturali (Diordievic), operazioni a saldo zero (qualche primavera) e, all'orizzonte, il rischio di dismissione di qualche gioiello di famiglia (Lulic, Marchetti, Candreva).

Ma i cittadini devono stare sereni, consapevoli che i sacrifici vanno fatti perché hanno vissuto "al di sopra delle loro possibilità", conquistando due coppe italia e una supercoppa (ma che siamo matti!). Ma gli anni del debito pubblico e degli sprechi sono finiti (Cragnotti), occorre rivoluzionare prima di tutto le aspettative, ridurre i consumi e tirare la cinghia.

Ma la partita resta aperta, tra rigoristi fedeli alla Bce di Lotito, populisti che vorrebbero tagliare la testa e neo-keynesiani che vorrebbero una politica di investimenti e di crescita adeguata alle possibilità della compagine, utilizzando quelle risorse che vengono tenute dormienti (ricavi tv, vendite dei giocatori, il mistero dello sponsor, ecc.), valorizzando le competenze, le passioni, le attitudini dei cittadini-tifosi, tutelando il "lavoro vivo" dai processi di precarizzazione e di impoverimento della passione sportiva. Perché, dicono quest'ultimi, se si continua così, si salva il bilancio, si favorisce la rendita (le mitiche correlate) ma si uccide il Paese.

Le recenti elezioni del 12 maggio, che hanno visto una straordinaria partecipazione, hanno riaperto la speranza, facendo vedere alla troika che la popolazione è pronta per una grande nuova stagione, contro l'austerità e le politiche di colpevolizzazione collettiva. La sfida cammina sulle gambe biancocelesti.

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pantarei

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'na decrescita felice insomma......

Kim Gordon

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Citazione di: Sliver il 28 Mag 2014, 10:22
Prima della Rivoluzione c'è l'austerità, che innanzitutto è l'interiorizzazione del senso di colpa del debito (2004).
L'incasso di Hernanes (come il fu mancato esborso per Honda e altri campioni sfuggiti per il destino cinico e baro) è finito nella voce "pareggio di bilancio", utile a garantire il 3% del rapporto deficit-Pil. Ma si tratta di una "privatizzazione" anomala, perché sei mesi prima si poteva vendere a 30 milioni, come ha detto il ministro delle finanze Tare.

Andrebbe però avviata una vera spending review, a partire dagli sprechi di alcuni dipendenti con stipendi poco giustificabili (tipo Cana o Pereirinha) o investimenti al momento poco produttivi (Perea, Anderson) o permute che non si sono valorizzate (Vinicius), portando un danno d'immagine all'azienda-Paese (Lazio).
Il Def (documento di economia e finanza) di fine stagione, al momento, prevede piccoli aggiustamenti strutturali (Diordievic), operazioni a saldo zero (qualche primavera) e, all'orizzonte, il rischio di dismissione di qualche gioiello di famiglia (Lulic, Marchetti, Candreva).

Ma i cittadini devono stare sereni, consapevoli che i sacrifici vanno fatti perché hanno vissuto "al di sopra delle loro possibilità", conquistando due coppe italia e una supercoppa (ma che siamo matti!). Ma gli anni del debito pubblico e degli sprechi sono finiti (Cragnotti), occorre rivoluzionare prima di tutto le aspettative, ridurre i consumi e tirare la cinghia.

Ma la partita resta aperta, tra rigoristi fedeli alla Bce di Lotito, populisti che vorrebbero tagliare la testa e neo-keynesiani che vorrebbero una politica di investimenti e di crescita adeguata alle possibilità della compagine, utilizzando quelle risorse che vengono tenute dormienti (ricavi tv, vendite dei giocatori, il mistero dello sponsor, ecc.), valorizzando le competenze, le passioni, le attitudini dei cittadini-tifosi, tutelando il "lavoro vivo" dai processi di precarizzazione e di impoverimento della passione sportiva. Perché, dicono quest'ultimi, se si continua così, si salva il bilancio, si favorisce la rendita (le mitiche correlate) ma si uccide il Paese.

Le recenti elezioni del 12 maggio, che hanno visto una straordinaria partecipazione, hanno riaperto la speranza, facendo vedere alla troika che la popolazione è pronta per una grande nuova stagione, contro l'austerità e le politiche di colpevolizzazione collettiva. La sfida cammina sulle gambe biancocelesti.

:lol:

vai avanti te a introiettà, che a me me viè da ride.

cmq, che dire. una bella fotografia dell'italia.

infatti, le mie posizioni, non sono rappresentate.  :=))

blow

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 :clap:
applausi sliver.
;)

Aquila Romana

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Citazione di: Sliver il 28 Mag 2014, 10:22
Prima della Rivoluzione c'è l'austerità, che innanzitutto è l'interiorizzazione del senso di colpa del debito (2004).
L'incasso di Hernanes (come il fu mancato esborso per Honda e altri campioni sfuggiti per il destino cinico e baro) è finito nella voce "pareggio di bilancio", utile a garantire il 3% del rapporto deficit-Pil. Ma si tratta di una "privatizzazione" anomala, perché sei mesi prima si poteva vendere a 30 milioni, come ha detto il ministro delle finanze Tare.

Andrebbe però avviata una vera spending review, a partire dagli sprechi di alcuni dipendenti con stipendi poco giustificabili (tipo Cana o Pereirinha) o investimenti al momento poco produttivi (Perea, Anderson) o permute che non si sono valorizzate (Vinicius), portando un danno d'immagine all'azienda-Paese (Lazio).
Il Def (documento di economia e finanza) di fine stagione, al momento, prevede piccoli aggiustamenti strutturali (Diordievic), operazioni a saldo zero (qualche primavera) e, all'orizzonte, il rischio di dismissione di qualche gioiello di famiglia (Lulic, Marchetti, Candreva).

Ma i cittadini devono stare sereni, consapevoli che i sacrifici vanno fatti perché hanno vissuto "al di sopra delle loro possibilità", conquistando due coppe italia e una supercoppa (ma che siamo matti!). Ma gli anni del debito pubblico e degli sprechi sono finiti (Cragnotti), occorre rivoluzionare prima di tutto le aspettative, ridurre i consumi e tirare la cinghia.

Ma la partita resta aperta, tra rigoristi fedeli alla Bce di Lotito, populisti che vorrebbero tagliare la testa e neo-keynesiani che vorrebbero una politica di investimenti e di crescita adeguata alle possibilità della compagine, utilizzando quelle risorse che vengono tenute dormienti (ricavi tv, vendite dei giocatori, il mistero dello sponsor, ecc.), valorizzando le competenze, le passioni, le attitudini dei cittadini-tifosi, tutelando il "lavoro vivo" dai processi di precarizzazione e di impoverimento della passione sportiva. Perché, dicono quest'ultimi, se si continua così, si salva il bilancio, si favorisce la rendita (le mitiche correlate) ma si uccide il Paese.

Le recenti elezioni del 12 maggio, che hanno visto una straordinaria partecipazione, hanno riaperto la speranza, facendo vedere alla troika che la popolazione è pronta per una grande nuova stagione, contro l'austerità e le politiche di colpevolizzazione collettiva. La sfida cammina sulle gambe biancocelesti.

:clap:

Manca solo il passaggio sul presidente (del consiglio) delegittimato dall'ultima tornata elettorale..

:DD

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Ro

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Citazione di: Sliver il 28 Mag 2014, 10:22
Prima della Rivoluzione c'è l'austerità, che innanzitutto è l'interiorizzazione del senso di colpa del debito (2004).
L'incasso di Hernanes (come il fu mancato esborso per Honda e altri campioni sfuggiti per il destino cinico e baro) è finito nella voce "pareggio di bilancio", utile a garantire il 3% del rapporto deficit-Pil. Ma si tratta di una "privatizzazione" anomala, perché sei mesi prima si poteva vendere a 30 milioni, come ha detto il ministro delle finanze Tare.

Andrebbe però avviata una vera spending review, a partire dagli sprechi di alcuni dipendenti con stipendi poco giustificabili (tipo Cana o Pereirinha) o investimenti al momento poco produttivi (Perea, Anderson) o permute che non si sono valorizzate (Vinicius), portando un danno d'immagine all'azienda-Paese (Lazio).
Il Def (documento di economia e finanza) di fine stagione, al momento, prevede piccoli aggiustamenti strutturali (Diordievic), operazioni a saldo zero (qualche primavera) e, all'orizzonte, il rischio di dismissione di qualche gioiello di famiglia (Lulic, Marchetti, Candreva).

Ma i cittadini devono stare sereni, consapevoli che i sacrifici vanno fatti perché hanno vissuto "al di sopra delle loro possibilità", conquistando due coppe italia e una supercoppa (ma che siamo matti!). Ma gli anni del debito pubblico e degli sprechi sono finiti (Cragnotti), occorre rivoluzionare prima di tutto le aspettative, ridurre i consumi e tirare la cinghia.

Ma la partita resta aperta, tra rigoristi fedeli alla Bce di Lotito, populisti che vorrebbero tagliare la testa e neo-keynesiani che vorrebbero una politica di investimenti e di crescita adeguata alle possibilità della compagine, utilizzando quelle risorse che vengono tenute dormienti (ricavi tv, vendite dei giocatori, il mistero dello sponsor, ecc.), valorizzando le competenze, le passioni, le attitudini dei cittadini-tifosi, tutelando il "lavoro vivo" dai processi di precarizzazione e di impoverimento della passione sportiva. Perché, dicono quest'ultimi, se si continua così, si salva il bilancio, si favorisce la rendita (le mitiche correlate) ma si uccide il Paese.

Le recenti elezioni del 12 maggio, che hanno visto una straordinaria partecipazione, hanno riaperto la speranza, facendo vedere alla troika che la popolazione è pronta per una grande nuova stagione, contro l'austerità e le politiche di colpevolizzazione collettiva. La sfida cammina sulle gambe biancocelesti.

Geniale  :since

AVANTI LAZIO

Zanzalf

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Citazione di: Sliver il 28 Mag 2014, 10:22
Prima della Rivoluzione c'è l'austerità, che innanzitutto è l'interiorizzazione del senso di colpa del debito (2004).
L'incasso di Hernanes (come il fu mancato esborso per Honda e altri campioni sfuggiti per il destino cinico e baro) è finito nella voce "pareggio di bilancio", utile a garantire il 3% del rapporto deficit-Pil. Ma si tratta di una "privatizzazione" anomala, perché sei mesi prima si poteva vendere a 30 milioni, come ha detto il ministro delle finanze Tare.

Andrebbe però avviata una vera spending review, a partire dagli sprechi di alcuni dipendenti con stipendi poco giustificabili (tipo Cana o Pereirinha) o investimenti al momento poco produttivi (Perea, Anderson) o permute che non si sono valorizzate (Vinicius), portando un danno d'immagine all'azienda-Paese (Lazio).
Il Def (documento di economia e finanza) di fine stagione, al momento, prevede piccoli aggiustamenti strutturali (Diordievic), operazioni a saldo zero (qualche primavera) e, all'orizzonte, il rischio di dismissione di qualche gioiello di famiglia (Lulic, Marchetti, Candreva).

Ma i cittadini devono stare sereni, consapevoli che i sacrifici vanno fatti perché hanno vissuto "al di sopra delle loro possibilità", conquistando due coppe italia e una supercoppa (ma che siamo matti!). Ma gli anni del debito pubblico e degli sprechi sono finiti (Cragnotti), occorre rivoluzionare prima di tutto le aspettative, ridurre i consumi e tirare la cinghia.

Ma la partita resta aperta, tra rigoristi fedeli alla Bce di Lotito, populisti che vorrebbero tagliare la testa e neo-keynesiani che vorrebbero una politica di investimenti e di crescita adeguata alle possibilità della compagine, utilizzando quelle risorse che vengono tenute dormienti (ricavi tv, vendite dei giocatori, il mistero dello sponsor, ecc.), valorizzando le competenze, le passioni, le attitudini dei cittadini-tifosi, tutelando il "lavoro vivo" dai processi di precarizzazione e di impoverimento della passione sportiva. Perché, dicono quest'ultimi, se si continua così, si salva il bilancio, si favorisce la rendita (le mitiche correlate) ma si uccide il Paese.

Le recenti elezioni del 12 maggio, che hanno visto una straordinaria partecipazione, hanno riaperto la speranza, facendo vedere alla troika che la popolazione è pronta per una grande nuova stagione, contro l'austerità e le politiche di colpevolizzazione collettiva. La sfida cammina sulle gambe biancocelesti.

Silver, vedo che sei della scuola Kim Gordon e Fat Danny: quelli che confondono il terreno delle lotte sociali con la Lazio.

E immancabilmente avete la stessa cifra nel confronto sociale: siete sempre dalla parte opposta a dove c'e' una camionetta. E a volte vi trovate in compagnia equivoca.

Zanzalf

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Citazione di: Zanzalf il 28 Mag 2014, 10:53
Silver, vedo che sei della scuola Kim Gordon e Fat Danny: quelli che confondono il terreno delle lotte sociali con la Lazio.

E immancabilmente avete la stessa cifra nel confronto sociale: siete sempre dalla parte opposta a dove c'e' una camionetta. E a volte vi trovate in compagnia equivoca.

Il commento suona acido, mancano i complimenti per la, comunque, bella ricostruzione
:beer:

Kim Gordon

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Citazione di: Zanzalf il 28 Mag 2014, 11:01
Il commento suona acido, mancano i complimenti per la, comunque, bella ricostruzione
:beer:

cmq, mi sembra che anche tu confondi le lotte sociali con la Lazio visto che non fai ne l'una ne le altre.


fish_mark

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Citazione di: Zanzalf il 28 Mag 2014, 10:53
Silver, vedo che sei della scuola Kim Gordon e Fat Danny: quelli che confondono il terreno delle lotte sociali con la Lazio.

E immancabilmente avete la stessa cifra nel confronto sociale: siete sempre dalla parte opposta a dove c'e' una camionetta. E a volte vi trovate in compagnia equivoca.

Ma la Lazio può essere, anzi è, terreno di lotte sociali, visto che si occupa del "diritto al sogno" che interessa le masse, più o meno letterate ed emancipate.
Che altro sarebbe semmai?
E poi stare dall'altra parte della camionetta è segno di libertà di azione e di pensiero, anche con le compagnie equivoche.

Sliver

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Citazione di: Zanzalf il 28 Mag 2014, 10:53
Silver, vedo che sei della scuola Kim Gordon e Fat Danny: quelli che confondono il terreno delle lotte sociali con la Lazio.

E immancabilmente avete la stessa cifra nel confronto sociale: siete sempre dalla parte opposta a dove c'e' una camionetta. E a volte vi trovate in compagnia equivoca.

Senza le "lotte sociali" del luglio 1987, del maggio 2000 e del marzo 2005, saremmo scesi prima in serie C, non avremmo vinto uno scudetto e non avremmo salvato la Lazio.
Senza l'iniziativa (soggettiva e visionaria) di alcuni tifosi qui dentro non sarebbe nata Lazio.net, in un periodo in cui essere della Lazio veniva associato al cambio della guardia di Predappio.
Poi, ognuno è libero di interpretare il suo essere tifoso come crede.
Ma come dicono Assalti frontali, ognuno la sua parte
("dall'altra, di guardia, i carabinieri nei secoli a chi fedeli?"  ;))

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cartesio

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Citazione di: Sliver il 28 Mag 2014, 10:22
Prima della Rivoluzione c'è l'austerità, che innanzitutto è l'interiorizzazione del senso di colpa del debito (2004).
....
La sfida cammina sulle gambe biancocelesti.


:clap: :clap: :clap:


Non condivido tutto, ma è scritto benissimo.    :)

robylele

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Citazione di: cartesio il 28 Mag 2014, 11:38

:clap: :clap: :clap:


Non condivido tutto, ma è scritto benissimo.    :)

quoto. Sliver comunque grande penna.


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