Come si fa a definire semplice "sudditanza psicologica", l'atteggiamento di chi deve competere contro una squadra che è palesemente e apertamente sorretta dal mondo
della finanza(la più grande banca italiana), della comunicazione( Sanipoli, Caressa, Delfino etc..),politica(Andreotti, D'Alema, Gasparri...) e persino della magistratura( il "ramo romano" della farsa-calciopoli gestito dal prode Palamara).
Oggi il derby di Roma non è più quello di una volta, in cui si confrontavano due acerrime nemiche che si contendevano la supremazia su una realtà locale( sebbene la capitale sia la più grande tra le realtà locali).
Oggi ahimè il Derby di Roma vede la sfida tra una società espressione del territorio, gestita da un bravo e capace imprenditore romano , che tra oggettive situazioni di difficoltà( debito con l'erario, scontro con una frangia ostile e rumorosa di tifosi-imprenditori, farsa calciopoli) e altre di indubbia positività( aver ereditato, oltre ai debiti, anche una squadra che per un decennio ha dominato in Italia ed in Europa, creandosi un nome consciuto e rispettato) è riuscito oltre a dare stabilità anche a vincere qualcosa di tangibile e qualificarsi una volta in Champions league , ed un'altra che è diventata per meriti propri e per un preciso disegno politico/giudiziario oramai una formidabile potenza commerciale e mediatica che sta allargando il suo mercato anche in Europa(Unicredit sponsor della Champions).
Oggi, per quanto sia dura ammetterlo il derby tra Lazio e Roma, presenta, con le dovute differenze, un divario a livello "politico" simile a quello che c'è a Torino tra Juventus e Torino, che prevarica anche le distanze "calcistiche" mai come quest'anno assai contenute.
Ora, laziali, spetta a voi decidere:
possiamo fare come al solito i superiori, gli esperti di calcio, gli sportivi e cominciare a demolire "Reja che ha cambiato la squadra", "Zarate che non pija più 'na palla", "Mauri che ha ricominciato a annà a ballà", "i laziali che se 'a pijeno co 'll arbitro che sò come i romanisti" oppure compattarci contro l'arroganza del potere e fare fronte comune contro il disegno di omologazione culturale che ci vogliano far ingoiare da 83 anni, magari spalleggiati da una società che dia un ulteriore impulso alla fase di rilancio intrapresa dallo scorso Gennaio.
A voi la scelta.
Nel frattempo un caloroso e fragoroso A.s. roma mer.a a tutti.