La fuga dei talenti l'ha inaugurata Hernanes a gennaio, ora in tanti si danno da fare per lasciare la Lazio seguendo il messaggio del «Profeta». Tra i risoluti a partire ci sono Radu e Lulic, venti di cessione che hanno finito per coinvolgere anche l'ultimo arrivato, Lucas Biglia, mentre Marchetti è chiuso in pensatoio per risolvere il dubbio: restare o andare via? Ma il gruppetto dei potenziali partenti è sicuramente capitanato da Antonio Candreva: ormai sono tre i club che hanno fatto uscire allo scoperto il proprio interesse e questo al netto della ratifica del riscatto dall'Udinese.
E nel plotoncino potrebbe rientrare addirittura Simone Inzaghi, tecnico della Primavera e candidato forte alla successione di Reja sulla panchina della prima squadra, che negli ultimi giorni è finito nel mirino del Brescia e di altre «top» di serie B. Per lui la Lazio è la priorità, ma la voglia di una panchina tra i professionisti può fare la differenza. Non sceglierlo subito potrebbe portare a perderlo, insomma.
È che oltre agli obiettivi sfumati nella passata stagione, a quelli per i quali la Lazio non potrà concorrere nella prossima e alla scarsa chiarezza sui programmi, sulla voglia di emigrare dei laziali pesa tantissimo l'attuale immobilismo della società. Che, dopo aver «congelato» Reja e aver avviato l'interminabile serie di sondaggi (da Allegri a Zenga passando per Colantuono, Donadoni, Mihajlovic e Pioli), entro il fine settimana comunicherà la decisione in merito alla panchina. Ritmi lenti, forse troppo in relazione alla velocità con cui si muove il calcio. Il rischio è che l'effetto-fuga si propaghi. Così gli altri club ci provano approfittando del cono d'ombra che dà sempre più incertezza sull'immediato della Lazio. Un esempio? «Candreva mi piace moltissimo, però non credo che Lotito se lo lascerà sfuggire – le parole del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, raccolte al Foro Italico nella festa per i 100 anni del Coni – Con lui è difficile fare trattative quindi non si può intavolare nulla. Io rispetto la sua posizione, se ritiene di doverlo tenere... lo tenesse. Se invece lui pensa di poterlo sganciare, ce lo farà sapere con una strizzatina d'occhio e noi saremo pronti. A meno che, nel frattempo, l'occhiolino a furia di non strizzarsi diventi un po' da pesce "fracico", e quindi forse avremo già un altro al posto di Candreva».
Sul trequartista, quindi, c'è ufficialmente anche il Napoli. Lotito però ha smentito di aver parlato di Candreva ieri col suo collega partenopeo: «Abbiamo discusso di altro. Il nuovo allenatore? Lo conoscerete entro questa settimana», ha detto il patron laziale. Su Candreva, com'è noto, c'è pure la Juventus, con la quale i rapporti sono allacciati da tempo e che può vantare una sorta di prelazione dopo che ha ceduto sulla questione relativa agli incassi della Supercoppa (Agnelli ha rinunciato a 1,8 milioni).
E c'è pure il Psg, club verso il quale si è registrata una clamorosa apertura da parte di Candreva (che ha ricevuto a casa la troupe di Tf1 per realizzare la famosa intervista) e che in queste ore sta lavorando a Parigi con gli agenti del giocatore per trovare una sintonia sull'ingaggio (si tratta su cifre vicine ai 3 milioni netti all'anno più bonus). Insomma, la Lazio resta ferma, ma si muove tutto intorno a lei.
Andrea Arzilli
Una domanda per Arzilli, ce la faremo a fare un undici da mandare in campo? Tanto è sicuro che se Inzaghi va al Brescia, abbiamo perso il nuovo Ferguson, se va in prima squadra, abbiamo preso il nuovo Cosmi.