Sul populismo musicale indipendente

Aperto da Sliver, 05 Giu 2014, 09:33

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Sliver

*
Lazionetter
* 1.048
Registrato
http://music.fanpage.it/lo-stato-sociale-la-grande-bruttezza/

Lo Stato Sociale: la grande bruttezza

di Federico Guglielmi

Sono ormai trascorsi quasi ventotto mesi da quando Lo Stato Sociale pubblicò per la Garrincha Dischi il suo primo album "Turisti della democrazia", arrivato dopo due EP – "Welfare Pop" e "L'amore ai tempi dell'Ikea" gli esplicativi titoli – che non avevano mancato di suscitare curiosità nel nostro circuito alternativo. Da quel febbraio 2012, la band nata a Bologna da un'idea di tre DJ di Radiocittà Fujiko è stata protagonista di un'ascesa folgorante: concerti a iosa, vari premi, una riedizione dell'esordio arricchita da un secondo CD di cover e remix (fra gli interpreti: 99 Posse, Gazebo Penguins, Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi, Ex- Otago, Nicolò Carnesi, L'Officina della Camomilla).

Inoltre, un videoclip girato con l'iPhone di "Sono così indie" – un pezzo, va ammesso, piuttosto arguto nell'ironizzare sui vizi della "scena" – cui hanno offerto (pur minimi) contributi un notevole numero di artisti seri: citando a memoria, Federico Fiumani dei Diaframma, Giorgio Canali, Ufo degli Zen Circus, Perturbazione, Mariposa, A Toys Orchestra, Caparezza, tutti assieme appassionatamente a celebrare, con l'alibi del "in fondo che male c'è?", una delle esperienze musicali (?) più inconsistenti e irritanti del rock italico dall'inizio del Terzo Millennio.

A rigor di logica, gruppi e solisti che a lungo hanno raccolto briciole per portare avanti con fatica discorsi di spessore dovrebbero deplorare questi loro cinque improbabilissimi colleghi che stanno diventando stelle (si spera presto cadenti) grazie al cazzeggio, alle facce di bronzo e al cattivo gusto. Invece, per superficialità, per timore di essere reputati snob, perché rifiutare pare poco educato e perché, alla fin fine, "cane non mangia cane", si prestano al gioco.

A scanso di equivoci, non credo affatto che i ragazzi de Lo Stato Sociale siano degli idioti. Anzi, tutto il contrario: sono intelligenti, furbi, paraculi. Si sono trovati per caso nel ruolo di attrazione principale del Circo e, come farebbe chiunque altro, cercano di capitalizzare il momento magico riutilizzando le armi che finora sono risultate efficaci.

Evidentemente, al pubblico non importa che il sound sia scontato e cacofonico, che le voci gracidanti indispongano, che i testi – al di là di qualche spunto azzeccato: è la legge dei grandi numeri – brillino per vacuità e (spesso) trivialità, che le canzoni sembrino parodie. Che il trash paghi non è una novità, e dato che in tale ambito Alberto Cazzola (voce, basso), Lodovico Guenzi (voce, chitarra, piano, synth), Alberto Guidetti (drum machine, synth, voce), Enrico Roberto (voce, synth) e Francesco Draicchio (synth, voce) se la giocano con i fratelli Vanzina, perché stupirsi?

Quando poi si mischiano le carte spacciando umorismo di grana grossa per iconoclastia, e si inseriscono abilmente citazioni "alte" che possono far pensare a sottili esercizi intellettuali, la possibilità di vincere su tutti i tavoli diventa concreta. Appunto.


La notizia di stretta attualità è che i nostri eroi hanno appena pubblicato, sempre per la Garrincha, il sequel di "Turisti della democrazia": si intitola "L'Italia peggiore" ed è uscito il giorno della Festa della Repubblica, un po' come Dente che commercializzò "L'amore non è bello" proprio a San Valentino. Una conferma che quello de Lo Stato Sociale non è più una sorta di sasso gettato nello stagno per vedere l'effetto che fa, ma il tentativo di speculare sull'inatteso successo alzando se possibile ancor di più l'asticella del raccapriccio. Arduo trovare le parole idonee a descrivere autentici orrori come "Forse più tardi un mango adesso" o "Questo è un grande paese" (ospite Piotta), la disarmonia di certe accozzaglie di ritmi dance, umori esotici e pseudo-rap, il senso di disagio evocato da cori molesti e slogan da cottolengo. Per come la vedo io, l'invito di Giuseppe Civati ad acquistare "C'eravamo tanto sbagliati" (peraltro, uno dei momenti "migliori") è l'ennesima dimostrazione di come Giorgio Gaber non sbagliasse affermando che "la politica è schifosa e fa male alla pelle", e la scelta di donare a Emergency le royalties delle copie vendute nelle prime due settimane un comunque utile specchietto per le allodole (sceme). Insomma, un album perfetto per la nostra povera patria, o, meglio, per la sua parte peggiore. Che purtroppo, quantomeno giudicando dai "like" su Facebook, è parecchio popolata.



Warp

*
Lazionetter
* 12.987
Registrato
il disco nuovo non l'ho sentito, quello prima non era granchè, ma insultare cosi un gruppo ne migliore ne peggiore di tanti altri, mi fa pensare che Guglielmi abbia dei problemi con loro, e conoscendo la vena polemica di Guglielmi non mi stupirebbe, aggiungo che il dottor Guglielmi che viaggia per sui 50 abbondanti non è forse la persona più adatta a giudicare un gruppo che basa la sua "estetica" sulla "vacua contemporaneità"


Sliver

*
Lazionetter
* 1.048
Registrato
Citazione di: Warp il 05 Giu 2014, 15:16
il disco nuovo non l'ho sentito, quello prima non era granchè, ma insultare cosi un gruppo ne migliore ne peggiore di tanti altri, mi fa pensare che Guglielmi abbia dei problemi con loro, e conoscendo la vena polemica di Guglielmi non mi stupirebbe, aggiungo che il dottor Guglielmi che viaggia per sui 50 abbondanti non è forse la persona più adatta a giudicare un gruppo che basa la sua "estetica" sulla "vacua contemporaneità"

Ti assicuro che attorno allo Stato Sociale girano cose ben peggiori:

http://noisey.vice.com/it/read/litalia-peggiore-recensione

Guglielmi è una penna capace e intelligente, e poco propensa al pregiudizio.
Il punto critico di questa new wave "indipendente" è aver costruito una meta-narrazione (auto)ironica, sarcastica, caustica sul "pensiero debole" della nostra contemporaneità che, però, alla fine, si nutre senza batter ciglio di questi stessi tempi di merda. Un corto circuito voluto e cercato per emergere nel malconcio panorama italiano, senza alcuna vera e profonda rottura di continuità.
Anche sul piano musicale, si fa il verso a quanto di più "orecchiabile", mascherato da elogio paraculo della semplicità.
E, avendoli conosciuti di persona, confermo l'impressione di Guglielmi: si tratta di persone intelligenti e acute. E' l'espressione artistica il problema, non la caratura personale.

Warp

*
Lazionetter
* 12.987
Registrato
Guglielmi lo conosco da quando scriveva su Rockerilla, parliamo di 1985/86, mai apprezzato particolarmente  principalmente perchè non ho i suoi gusti musicali, molto strutturati su un background rock (che non è il mio) e poi perchè ultras romarolo.

Sul gruppo, non vorrei apparire un fan, non lo sono e non mi piacciono minimamente, ma ripeto mi sembra un pò una polemica messa su da chi non ha fatto i soldi che hanno fatto loro.
In un panorama stitico e affamato come quello musicale avere il "culo" di vivere di musica è privilegio di pochi nati dopo il 1980, naturale generare valanghe di odi e leggende metropolitane, amplificate dai social network gestiti da fan bimbiminkia.

Il discorso Silver è molto più vasto, e ricomprenderebbe l'odio contro Fabri Fibra (a di la della persona uno dei rapper migliori italiani, dopo Dargen) in piena faida dissin' su youtube, la lotta nel Truceklan, e tante altre sitiazioni che un giornalista serio e attampato come guglielmi non dovrebbe alimentare secondo me.

Poi ognuno fa come gli pare ovviamente

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

balivox

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 5.318
Registrato
In questi giorni sto ascoltando il nuovo disco....al momento poco da segnalare. Vediamo col passare degli ascolti...

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.056
Registrato
Citazione di: Warp il 05 Giu 2014, 15:44
(a di la della persona uno dei rapper migliori italiani, dopo Dargen)

lo stesso Dargen D'Amico di Bocciofili?

Se questo è il meglio del rap italiano sparamose in bocca con un AK-47 in modalità automatica.
Almeno negli USA la merda (nuovo nome del rap di ultima generazione) ha la forma di 50 cents.
Qui ce tocca Dargen...

toccato il fondo, si inizia a scavare.


Warp

*
Lazionetter
* 12.987
Registrato
Citazione di: FatDanny il 09 Giu 2014, 11:38
lo stesso Dargen D'Amico di Bocciofili?

Se questo è il meglio del rap italiano sparamose in bocca con un AK-47 in modalità automatica.
Almeno negli USA la merda (nuovo nome del rap di ultima generazione) ha la forma di 50 cents.
Qui ce tocca Dargen...

toccato il fondo, si inizia a scavare.

non ti fermare però ad una canzone una.

Dargen sa coniugare alto e basso come è nel personaggio fumettistico che incarna e come è nel dna dell'hip hop, sentiti il disco completo (anche quelli precedenti), poi mi dici.
Io nella mia vita non ho mai ascoltato un disco hip hop tutto bello, dall'inizio alla fine (e ti assicuro che ne ho ascoltati tanti) e non parlo della fuffa dell'ultimo decennio, ma anche i testi sacri anni 80 e 90.

Poi c'è sempre la solita tesi che i testi hip hop italiani sono al 90% ridicoli, come più o meno quelli dei colleghi ameregani solo che quelli la maggioranza italiana non li capisce e chissà quali perle pensa che stiano snocciolando.

Poi se andiamo a vedere alla radice del rap meglio fabri fibra ai pipponi di 99 posse (che secondo me valgono zero assoluto) e assalti frontali che a parte una dozzina di pezzi belli nell'arco di 20 anni, non hanno fatto che riproporre lo stesso testo, rimato cosi cosi.

poi ognuno ha le sue opinioni personali  :beer:

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.056
Registrato
Citazione di: Warp il 09 Giu 2014, 14:14
non ti fermare però ad una canzone una.

Dargen sa coniugare alto e basso come è nel personaggio fumettistico che incarna e come è nel dna dell'hip hop, sentiti il disco completo (anche quelli precedenti), poi mi dici.
Io nella mia vita non ho mai ascoltato un disco hip hop tutto bello, dall'inizio alla fine (e ti assicuro che ne ho ascoltati tanti) e non parlo della fuffa dell'ultimo decennio, ma anche i testi sacri anni 80 e 90.

Poi c'è sempre la solita tesi che i testi hip hop italiani sono al 90% ridicoli, come più o meno quelli dei colleghi ameregani solo che quelli la maggioranza italiana non li capisce e chissà quali perle pensa che stiano snocciolando.

Poi se andiamo a vedere alla radice del rap meglio fabri fibra ai pipponi di 99 posse (che secondo me valgono zero assoluto) e assalti frontali che a parte una dozzina di pezzi belli nell'arco di 20 anni, non hanno fatto che riproporre lo stesso testo, rimato cosi cosi.

poi ognuno ha le sue opinioni personali  :beer:

vabbé già con il sottolineato per me non hai alcuna credibilità sul tema.
Ovviamente sono opinioni personali, ma mentre su altri generi musicali mi sembri molto preparato, qui secondo me sfarfalli di brutto.

Il rap per come nasce e si sviluppa non può essere slegato da determinati temi e stili.
E' come se prendessi il reggae e lo mettessi a parlà de cazzi bianchi (certo che lo poi fa e infatti è na ciofeca).

Non voglio dire che certa musica la può fare solo la comunità afro-americana, però cribbio pure i riadattamenti devono avere un certo criterio.
Non è che siccome uno è bravo col campionatore e c'ha orecchio, finanche è un bravo musicista eh (e quindi sa muoversi tra ritmo sincopato, metrica e assonanze), allora diventa un bravo rapper, sennò W.Pharrell è il Gesù Cristo del Rap.
Senza i "pipponi" come li chiami tu, non c'è Rap.
Ma purtroppo pe capì certi testi tocca avecce un determinato background, non basta sapenne de musica.
Sarebbe come dì che ne capisci di rave music senza esse mai stato a na festa.
te piacerebbe. te illudi de sapenne. ma non sai.

Il Rap è ANZITUTTO messaggio e temi trattati. Poi viene la musica.
Stessa cosa (ma proprio la stessa identica) si potrebbe dire sul Punk Rock, ma allargheremmo troppo il discorso sull'analogo processo che vent'anni fa ha rovinato il mio genere preferito.

Le case discografiche (anzi toccherebbe dire "i soldi", perché grossa responsabilità ce l'hanno anche gli stessi artisti) hanno fatto a pezzi il Rap, la cui ultima grande espressione, il Gansta, era già sintomo della malattia mortale che l'aveva colpito.

Una malattia che ha completamente reciso i legami con le radici e le motivazioni storico-culturali del Rap di gente come Africa Bambaataa o Public Enemy.
Il Rap parlava il linguaggio del ghetto e doveva esse capito nel ghetto.
sti cazzi che per il bianco medio non significava un cazzo l'80% dei "pipponi" di cui parlavano.
Ma chiaramente poi come fai a venne 14 mln di dischi?
E allora vai a parlà de fighe, macchinoni e sordi.
Nel migliore dei casi te becchi il testo introspettivo (e Dargen su questo è un campione).

Ma chi ve se 'ncula, detto papale papale.
Che ce frega delle turbe mentali de un ricco cocainomane pazzo, delle sue sboronate con cui ostenta tutto il suo benessere, delle milioni di donne che se scopa e che dipinge fondamentalmente come organi riproduttivi ben fatti.

tutto quello in italic con il Rap non c'entra nulla.
E' solo la sua rielaborazione da parte di chi, come al solito, ha preso quanto di buono prodotto nelle strade, se n'è appropriato a forza de quattrini e l'ha irrimediabilmente rovinato. Bella storia, un film già visto e stravisto che ha attraversato più o meno tutti i principali generi del '900.

Chiamo a raccolta anche KimGordon-San che sull'argomento me pare preparato, anche se non so se sta leggendo il topic.



-

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Warp

*
Lazionetter
* 12.987
Registrato
Citazione di: FatDanny il 09 Giu 2014, 14:58
vabbé già con il sottolineato per me non hai alcuna credibilità sul tema.

tutto il resto era inutile :-)
non lo leggo neanche perchè chiaro che sei un maleducato arrogante
partendo cosi non accetto nessuna discussione
buon proseguimento
:beer:


FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.056
Registrato
Citazione di: Warp il 09 Giu 2014, 15:50
tutto il resto era inutile :-)
non lo leggo neanche perchè chiaro che sei un maleducato arrogante
partendo cosi non accetto nessuna discussione
buon proseguimento
:beer:

Hai detto che i 99 posse e gli assalti frontali sono lo zero assoluto.
Non hai detto che non ti piacciono (legittimo) o in cosa sarebbero carenti (mica so' gli Dei del Rap, hanno carenze com'è normale).
Non hai fatto una critica puntuale.
No. Zero assoluto.
Non lascia adito al dubbio lo "zero assoluto".

Non hai argomentato se non dicendo che scrivono pipponi.
Cosa ti aspettavi? Ho solo criticato una tua "sentenza" rispondendoti per le rime.

uno che afferma quel che dici tu con quella nettezza è uno che non capisce un'acca di Rap. semplice e conciso.
Posso dirlo? Perché mai dovrebbe essere maleducato o arrogante?

Anzi, ho pure perso tempo a spiegartelo perché non capisci un'acca, guarda un po'.
Altro che maleducato e arrogante. So gentile e comprensivo.

Hai detto uno strafalcione che la metà bastava ad essere additato come uno che non ne capisce un'acca (cosa che ovviamente ribadisco, con motivazioni puntali).
Non capisco perchè te la prendi...


kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.159
Registrato
boni regá, calmi.
mi dispiace vedere due tra i netter che stimo di piú litigare.
detto questo, provo a dire la mia, anzi le mie.

1) non ce vole guglielmi per dire che gli stato sociale sono orripilanti.
2) dargen fece alcune cose originali e simpatiche agli inizi, ma con bocciofili ci ha buttato un barile di pece nera sopra.
3) warp ha detto che solo i 99 sono lo zero assoluto e non gli assalti ( e vorei vedè ).
con tutto che non ho mai amato la prosopopea de o zulu mi sembra un giudizio un po tranchant.
quel disco li, pur con la sua leggerezza, è stato un disco importante e non capirlo è a mio avviso un errore.
4) warp bello come fai a di che non hai mai ascoltato un disco rap dall'inizio alla fine?
e allora Fear of the black planet, 3 feet high and rising, Illmatic,  Wu-tang forever, Live after death, dove li mettiamo?
5) come detto sul topic dei 99, secondo me il rap italiano ha vissuto la sua golden age agli inzi, quando il 90% del rap era politico e nasceva nei centri sociali, per il semplice fatto che aveva una sua specificitá tematica, non associabile
ai clichè del rap americano.
6) il rap americano è frutto del patrimonio culturale afroamericano, sia se parla di coscienza nera, sia se parla di droga e puttane. se veramente interessati al fenomeno vi consiglio l'ottimo the art of rap di Ice t. , documentario
strepitoso in forma di dialogo ( con annessi freestyle fatti per l'occasione ) coi nomi storici del genere.
Uno come Dr.Dre spiega per esempio come il gangsta rap californiano, nato grazie ai N.W.A. nascesse dall'esigenza di raccontare una realtá mai raccontata prima e solo in seconda battuta per glorificarla.

a proposito Warp, eccone un altro: 2001 di Dr.Dre.
se non te piace neanche quello dall'inizio alla fine non ti piace il rap e basta, imho.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.159
Registrato
Ah e poi fabri fibra, aspetta.
Mi sono seguito con curiositá tutta la saga del dissin con vacca, e devo dire
che per quanto a livello di flow e di tecnica fibra surclassi vacca di varie leghe è praticamente
impossibile non parteggiare con vacca, che pure rimane un coglioncello qualsiasi.
Fabri fibra incarna veramente lo schifo di questo paese applicato all'hip-hop.
Anzi lo schifo dell'hip-hop applicato a questo paese.
Perchè giá l'hip-hop è diventato da decenni una metafora del capitalismo, con quell'ipertrofizzazione dell'EGO,
l'ossessione per i soldi e la fica e i vestiti e le macchine.
E una volta almeno c'era il romanticismo che a tutto questo ci arrivavi col crimine, e quindi c'era quel minimo
di conflittualitá sociale e culturale che emergeva.
Adesso il gangsta o presunto tale non nansconde piu la sua ammirazione sfrenata per chi i soldi li fa "legalmente".
Mettiamoci che in una nazione come gli stati uniti questo background matcha naturalmente coi valori autoctoni
storici, e quindi anche con una certa dimestichezza.
Trasposti in italia quei temi vengono incarnati da gente come i club dogo o appunto fabri fibra, ed è una tristezza infinita.
Sopratutto fibra comunica una paranoia costante, un'insicurezza patologica, un malessere rabbioso che trova ( effimero ) sollievo nella glorificazione di se, del proprio successo, delle copie vendute, delle folle adoranti, delle donne adoranti ( vilipese ma temutissime in chiaro trip di impotenza ).
E tutto quel gioco coi simboli della massoneria, a metá tra la denuncia e il desiderio di affiliazione.
Se penso che migliaia di pischelli senza una bussola che si identificano in uno come fibra mi viene la nausea, veramente.
Ma non tanto perchè  tramanda valori negativi, almeno non solo. Sopratutto perchè incarna una patologia.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Warp

*
Lazionetter
* 12.987
Registrato
Citazione di: kelly slater il 10 Giu 2014, 01:23

Kelly, io non litigo con nessuno, semplicemente ignoro i maleducati.

Ti rispondo sui punti

1- ovviamente, l'appunto su guglielmi era ad peiorandum.gli stato sociale sono fuffa ma non più fuffa di tanti altri, fuffa standard.

2- dargen è un personaggio fumettistico e un po gioca con la sua figura, è per cosi dire Dr.Jeckill e Mr.Hyde.
Bocciofili è un giochino, come lo sono altri pezzi su quel disco, ma poi ci sono tracce come VV, Siamo tutti uguali, Il presidente, Continua a correre, per non parlare del singolo Nostalgia Istantanea che sono pezzi bellissimi, di un lirismo che raramente si trova in un ambito scorreggione come quello hip hop italiano.
POi non ti piace, vabbè pazienza.Ma Dargen non è solo Bocciofili e il Cubo.

3 - ovviamente mi riferivo solo ai 99 posse

3a - La mia opinione è che non sanno cantare, non sanno suonare visto che generalmente suonano sulle strumentali altrui e quando hanno cominciato a suonare, lo hanno fatto con un funk pestone e tamarro da 4 soldi (bisca) o con musichette elettroniche di modesto valore, prodotte male e suonate alla catzo.
poi c'è il fan che li adora, e pazienza, pace, non stiamo mica parlando di Mozart o Bach, che è vietato il vilipendio.

4 - dischi belli dall'inizio alla fine ce ne sono pochi, pochissimi almeno 2/3 pezzi sono sempre di troppo o superflui (questo è un vizio che l'hip hop condivide con la musica elettronica dance, un calo di tensione prima o poi arriva sempre). Fear of a black planet è un disco che se ricordo bene dura circa un ora abbondante e una decina di minuti si poteva tagliare senza intaccare la unicità del discorso artistico, che resta ovviamente enorme e importantissimo e che lo lascia in ogni caso nell'armadio dei capolavori.
Per esempio su straight outta compton diN.W.A. io trovo che 2 pezzi come Gangsta Gangsta e If It Ain't Ruff sono brutti e inutili.
Stasera mi risento quelli che citi e ti faccio sapere.

5 - Sul fenomeno "rap delle posse", fenomeno che lo stesso Alberto Piccinini, uno dei grossi esperti del ramo ha sottoposto anni fa a dura revisione critica, concludendo alla fine che di quella esperienza si possono salvare davvero pochi, e l'unico merito vero è stato quello di aver sdoganato i rap in italia che fino a quel momento era Jovanotti.
Non a caso aggiungo i dischi migliori del lotto "rap italiano delle posse" sono stati (sempre secondo me eh.) Banditi di Assalti Frontali e A volte ritorno di Lou X, unici album usciti su major e quindi dotati di produzione e cura professionale. Depurati dalla spanna di retorica barricadera, reducista  da "noi e loro" per me insopportabile.
Io la vedo cosi, tu magari diversamente. A risentirli oggi alcuni pezzi, sono imbarazzanti, gente che non sapeva ne cantare ne rappare (es tra i tanti 00199 su terra di nessuno è agghiacciante) ,musica scadente, registrata male, suonata peggio, ma su dai. Il livello di dilettantismo di quella scena è davanti agli occhi e non lo vede solo chi non lo vuole vedere.

6 - Certo che il rap raccoglie la particolarità del paese dove si pruduce, proprio per questo apprezzo Dargen che riesce a dare un taglio italiano alla sua poetica senza sciommiottare altri o i modelli americani, che poi sui modelli americani ci sarebbe da discutere visto che di rap in america ce ne sono (stati) decine, dal gangsta, a quello affine al jazz, dalla Anticon (quello che preferisco da sempre) alla Leaf, da El P e la def jux al wu tang clan che fa categoria a se, da quello politico di public enemy, paris e krs one a quello dei beastie boys, quindi anche li il discorso sulle radici e sui modelli è molto relativo.

7 Fibra non mi interessa minimamente, l'ho citato solo perchè ritengo sia tra i migliori rapper (al di la di quello che dice ripeto) e uno dei pochi che riesce a fare dei lavori sul linguaggio e le rime non banale, poi magari sono testi del catzo, ma lui è uno dei pochi che lavora sulla lingua e slla creazione e concatenazione di parole originale.

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.056
Registrato
Citazione di: kelly slater il 10 Giu 2014, 01:23
se non te piace neanche quello dall'inizio alla fine non ti piace il rap e basta, imho.

infatti.
Cosa onestissima eh, a me ad esempio l'Indie fa cacare pesantemente.

Ma se io che ho un giudizio sull'Indie che più o meno è quello di Urban Jungle e lo scrivo così nel topic me pare giusto che mi si risponda che di Indie io non ce capisco niente (cosa che per altro io prenderei come un complimento, ma vabbé, questo è un altro discorso)  :p .


tornando ad alcune delle cose che dici, soprattutto sul rap americano:

Io non sto dicendo che il rap o parla di temi politico-sociali o non è rap.
Ma che anche di "droga e puttane" c'è modo e modo di parlarne.

In primo luogo perché c'è differenza, come dici tu, tra raccontare una cosa e glorificarla (per questo dicevo nel mio primo post che il Gansta è l'ultima espressione degna di nota, ma già corrotta, del Rap americano).

In secondo luogo perché il racconto o l'esaltazione di un certo mondo restano comunque nell'ambito dell'auto-narrazione.
Public Enemy o 2Pac, Notorious BIG o Dr Dre, narrazioni diversissime, ma pur sempre tali.
Qui invece il modello è ormai proprio un altro ed è il classico modello WASP da impaccati de sordi.
Quale sarebbe la differenza da un qualsiasi altro "sogno americano"? io non la vedo.
QUI il Rap, o meglio quel che significava nel bene e nel male, non c'è più. Game Over.

Prima citavo il Punk Rock, ma meglio ancora questa dinamica si può vedere nel Raggamuffin/Dancehall e nei suoi Sean Paul di turno.

Il problema non è tanto che non si parli di temi politico-sociali, ma che ormai anche questo tipo di narrazione è stata sottratta ai suoi autori originali e si è messa a parlare/esaltare un modello francamente discutibile.

Pensare al Rap senza la giusta considerazione per il messaggio è proprio non coglierne l'essenza oppure, concedetemelo, guardarvi con parametri errati, derivati da altri generi musicali (tipo l'Indie) in cui la componente prettamente musicale e sperimentale è moooolto più rilevante.

Al Rap basta anche con un semplice tum-pa, tum-tum pa (non a caso il freestyle ne è parte importante).
Perché è il messaggio stesso ad essere forma e sostanza.

(poi è chiaro che nel tempo c'è stata un evoluzione dalle basi dei Cypress Hill a quelle attuali, ma questo a quanto pare non è stato un gran bene, se ha fatto perdere per strada l'essenziale).

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.159
Registrato
@warp:

2) il problema è politico, non artistico. nel 2014 l'ironia sessista da 4 soldi non fa piu' ridere manco
con la volonta' di parodizzare ed esorcizzare. viene il dubbio che ci sia la voglia di fare i soldi dietro.
a me Dargen piacerebbe, lo ritengo aldisopra di almeno il 95% dei suoi colleghi, pero' poi
se fai bocciofili io non ci vedo il gioco sull'alto e il basso che ci vedi tu, ci vedo solo tristezza.

3a) allora, parliamo di un disco solo e non di tutta la carriera dei 99, il primo.
il raggamuffin funziona cosi': uno fa una base e cento ci cantano su quella stessa base, la cosiddetta version.
i 99 sono perfettamente in linea con quella tradizione, cosi' come i SSS.
non sanno cantare? secondo me è opinabile.
in realta' una loro forza d'urto l'hanno avuta, e hanno avuto un'abilita' paracula nel comunicare.
quel disco è importante perche' è stato il breaktrough del fenomeno posse nel mondo mainstream.
la napoletanita' giocherellona, la melodia facile, lo slogan a presa rapida. si chiama POP
e anche gente lontana mille miglia da un centro sociale se la cantava.
tutto questo avra' un valore o no?

4) è vero che nell'estetica ridondante del'hip-hop la regola è infarcire gli album di intermezzi, i cosiddetti skit, e anche di scherzi di un paio di minuti a carattere vario. discende tutto dai minstrel show di inizio secolo: l'afroamericano non abbandonera' mai quella radice da [...] cantastorie.
e i dischi diventano lunghi e si,quel concetto di essenzialita' e minimalismo che noi amiamo tanto non è condiviso.
detto questo dischi da sorbirsi tutti di un fiato ce ne sono, fidate, certo devi entrare nel mood.

5) ah vedi, per esempio a me Banditi è sempre risultato indigesto, cosi' come la maggior parte delle cose assaltiane post conflitto. Conflitto fu esperimento importante di crossover insieme ai Brutopop, hip-hop e post rock insieme, l'ho amato.
Ma, e qui riprendo Fat, non si puo' prescindere dall'urto delle parole e dal loro significato in un determinato momento storico.
Terra di nessuno, con tutto che venne mixato alla cazzo di cane, e con tutto che fu assemblato male e senza logica, rimane un capolavoro, perche' contiene quei 4 brani, ovvero Assalto frontale, Questione d'istinto, Terra di nessuno e Gocce di sole, che veramente, nonostante siano imbevute di quella logica noi e loro, comunicano un'urgenza e una profondita' che paradossalmente poi superano quella stessa logica.
E poi sopratutto raccontano un mondo, che puo' piacere o no, ma un mondo reale, autentico, e lo raccontano da una prospettiva emotiva assolutamente inedita per una musica che si propone di essere "politica".
E te lo dice uno che all'epoca, pur facendo parte attivamente del movimento storceva il naso davanti alle ortodossie, infatti mi riconoscevo molto ma molto piu' nell'approccio anarchico di Lou X ma anche dei Sangue Misto.

7) il discorso su fibra mi andava di farlo eho colto l'occasione, non era una risposta a te.
e cmq. concordo anch'io assolutamente sul fatto che tecnicamente sia uno dei migliori.
pero' il problema a questo punto si fa piu' grande: cos'e' arte e qual'e' la sua missione?
io continuo a sognare che non si limiti a essere un prodotto di consumo vuoto ma tanto ben fatto.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.159
Registrato
e un'ultima cosa: magari ci fosse qualcuno ancora capace di tanta rabbia hardcore, ora, 2014


FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.056
Registrato
Citazione di: Warp il 10 Giu 2014, 10:04
...

uno che dice ste cose mi da pure del maleducato se gli dico che non capisce nulla di Rap!


:sisisi:

Siamo al grottesco.
Ma guarda che è pazzesco eh? pazzesco proprio.

Warp pretende di giudicare ogni genere con i suoi parametri, facendo un'operazione completamente priva di logica e soprattutto di competenza.

Uno che dice di un gruppo nel 1994 molto schiacciato sul Raggamuffin "non sanno suonare visto che generalmente suonano sulle strumentali altrui " cosa dimostra se non incompetenza, per altro in modo estremamente arrogante?

Vajelo a dì alla decina di artisti jamaicani di primissimo piano quali Sizzla, Anthony B, Capleton, Bounty Killa, etc che hanno cantato sulle stesse identiche basi con pezzi clamorosi come "police" o "badman" che sono dei dementi che non sanno cantare e suonare.
Ma guarda un po' te oh...

Guarda, mi sembra caro Warp che qui l'unico molto arrogante sia tu e l'hai ampiamente dimostrato in questi tuoi commenti.
Quello che non hai capito è che non si tratta di essere fan, tanto che le critiche di KS io non solo le accetto, ma le comprendo pienamente.
Le tue invece dimostrano soltanto l'immensa supponenza di chi è abituato a giudicare la musica secondo i propri parametri e li crede gli unici in grado di spiegare qualsiasi genere.

Una roba folle.
Se dovessi giudicare i Ramones o i Pennywise (tanto per fare un esempio, ma potrei estenderlo al 70-80% del Punk Rock) sulla base dell'ultimo delirio che hai scritto dovrei dire che sono gruppi da suicidio immediato in quanto a cura professionale del suono, capacità di suonare e ripetitività dei riff.

Guarda che l'Indie non è la pietra angolare sulla base della quale giudicare la Musica.
Torno a ripetere un concetto essenziale che ho espresso nell'ultimo post:

Citazione di: FatDanny il 10 Giu 2014, 11:05
Al Rap basta anche con un semplice tum-pa, tum-tum pa (non a caso il freestyle ne è parte importante).
Perché è il messaggio stesso ad essere forma e sostanza.


(poi è chiaro che nel tempo c'è stata un evoluzione dalle basi dei Cypress Hill a quelle attuali, ma questo a quanto pare non è stato un gran bene, se ha fatto perdere per strada l'essenziale).

Warp

*
Lazionetter
* 12.987
Registrato
Citazione di: kelly slater il 10 Giu 2014, 17:08
3a) allora, parliamo di un disco solo e non di tutta la carriera dei 99, il primo.
il raggamuffin funziona cosi': uno fa una base e cento ci cantano su quella stessa base, la cosiddetta version.
i 99 sono perfettamente in linea con quella tradizione, cosi' come i SSS.

ma guarda il ragamuffin lo conosco bene, come conosco tutta la storia dei dj giamaicani, ti dissi tempo fa che uno dei miei idoli è Lee Perry quindi puoi capire quanto ami questa musica.
E proprio quell'amore che mi porta a non confondere le 2 cose il djing, i toasters e i soundsystem giamaicano sono una cosa, con una storia e un background culturale dietro, 4 ragazzetti che comprano2 version percantarci sopra 2 slogan nell'italietta del CAF primi anni 90 sono ben altro.

Citazione di: kelly slater il 10 Giu 2014, 17:08
Terra di nessuno, con tutto che venne mixato alla cazzo di cane, e con tutto che fu assemblato male e senza logica, rimane un capolavoro, perche' contiene quei 4 brani, ovvero Assalto frontale, Questione d'istinto, Terra di nessuno e Gocce di sole, che veramente, nonostante siano imbevute di quella logica noi e loro, comunicano un'urgenza e una profondita' che paradossalmente poi superano quella stessa logica.

Questo punto mi suggerisce una riflessione sul fatto che tu giudichi un capolavoro un disco con 4 pezzi effettivamente tutti bellissimi su 12 (ho tolto i 2 sampler di un minuto che non contano).

Io dal punto di vista emotivo sono con te, perchè quel disco lo sento mio, perchè ho tutti i dischi di assalti frontali (pure quelli su cui cè veramente poco da salvare), perchè pure io Gianluca da ex panterino me li sono visti crescere vicino, dal concerto con Castro X a geologia (? la facolta di fronte a giurisprudenza) a gennaio 1990 e tutta la storia che conosciamo bene, il concerto a rebibbia, il forte il faro, il puccini, eccetera eccetera, tutta roba vissuta e che non rinnego affatto.

Poi però torno al 2014 e mi rimetto la tutina da Antonio Elia Warp e ti domando:

Immaginando di vivere in un mondo meraviglioso dove la musica si compra e i musicisti vengono pagati il giusto.
Tu consiglieresti ad un ragazzetto di 18 anni di spendere 10/15 euro per comprarsi Terra di Nessuno?
Oppure non gli diresti quarda vai su Itunes e comprati quei 4 pezzi, poi vicino magari ci metti 2 pezzi di conflitto, 3 di banditi, 2 di hic sunt leones, uno di mi sa che stanotte (numeri a caso eh.)
Tu faresti spendere 70 euro (media 10 euro a cd) ad un ragazzetto per comprarsi i cd di assalti frontali?

Non sarà che siccome noi quella roba l'abbiamo vissuta forse gli diamo più valore di quello che effettivamente ha?
A te non ti è mai capitato di risentire un disco che magari quando avevi 17 anni adoravi, poi risentendolo adesso a 40 suonati pensi, "mazza che merda de disco, e pensare che mi piaceva pure tanto?
Ecco questo ogni tanto a me capita,

Tempo fa mi è venuto in mente di mettere in piastra una vecchia cassetta bootleg "ufficiale" (quelle con la cover rossa che facevano al Faro) di un vecchio concerto dei 99 posse 1992 giu di lì.
Concerto con una decina di pezzi riproposti varie volte, tecnica approssimativa, con notazione del bassiste che s'era scordato la corda per appendere il basso e suonava un pò cosi (e questo quando già girava gente tipo Urban Dance Squad, FFF, Massilia, per non scendere a parlare degli americani, che spaccavano le chiappette dei passeretti).
Non so, io non ce lo vedo il gesto hardcore punk in quell'hip hop. ci ho sempre visto molto conformismo a dei clichè prestabiliti

in amicizia :beer:




Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.159
Registrato
cosi tante cose da dire...
allora: no, intendevo hc proprio quell'inserto di sioux di 1:11 non tutto assalti o tutto il rap italiano.

inevitabilmente il tuo ragionamento mi fa pensare che ho vissuto troppo da vicino quel mo(vi)mento
e per me quei dischi hanno un valore che trascende le mere qualitá musicali, lo ammetto.

no, non glielo consiglierei terra di nessuno al diciottenne di oggi. forse una compilation selezionata da me si.
di quel periodo consiglierei solo SXM  e A volte ritorno, che se me li risento oggi mi piacciono da morire come allora, dall'inizio alla fine.
e non a caso sono il blueprint dell'hip-hop italiano a venire tutto.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.159
Registrato
E cmq ripeto, sinceramente, mi dispiace vedere due come voi che si attaccano,
Regá la musica non è come il calcio o la politica: nessuno ha mai torto o ragione.
E sopratutto non si vince mai nulla.
Dai, parliamoci, confrontiamoci, scazzamo pure, peró relativamente, dai.
Che poi pure sta categoria della maleducazione, senza maleducazione non avremmo avuto
i johnny rotten e le lydya lunch  :beer:
E poi è pure bello cambiare idea sulle cose musicali ogni tanto no?
Non c'è nessun tabú.

A parte i pearl jam, ovviamente.

Discussione precedente - Discussione successiva