Il riferimento agli anni '80 è sicuramente una forte provocazione, non va preso alla lettera mediante analisi tecniche, punti fatti e ricavi, piuttosto, secondo me, è la condizione di stato d'animo che molti laziali, chi più chi meno, hanno rispetto alla distanza, soprattutto in termini di prospettive ambiziose e di speranze, tra la nostra società rispetto a quelle di vertice, o quelle che puntano al vertice.
Poi gli anni '80 non è solo il 1986 o 1981, ma anche il 1989....la sensazione è di una società ferma in uno stagno, incapace di far sognare, che sta cementificando la convinzione nel tifoso che il famoso "salto di qualità" non ci sarà, perché prima di tutto non si cerca di farlo; magari qualche risultato roboante ci potrà essere, come già ci è stato, e come c'era all'epoca (ricordo una vittoria contro il milan di sacchi a milano per 1-0....), magari lo stesso Pioli si potrà rivelare un ottimo allenatore, ma poi si torna sempre lì, sta per spiccare il volo, quando ci si si può consolidare per costruire una stabilità da vertice...poff...o si smantella o ci si ferma....pensiamo alla Lazio che vinse la coppa italia 2009, una squadra giovane, da rinnovare con due-tre giovani e dinamici innesti, ed invece....si resetta e si riparte...la sensazione certificata è che poi questa Presidenza non tenga in alcun conto l'aspetto emozionale di tifosi, non si cura di creare entusiasmo, di creare un filo di complicità, se ne frega totalmente della risposta che la tifoseria potrebbe dare, e di quello che prova, per la societrà siamo spettatori, punto: non c'entrano i soldi o acquisti milionari, vedere il milan, ha scelto un allenatore della primavera, ma ha scelto Filippo Inzaghi, un uomo della storia del milan, percepirà poco, lo stesso si poteva fare per noi, nessuno chiedeva di spendere 2,5 per Allegri, ma anche con un ingaggio basso potevi dare un senso d'appartenenza alla scelta del tecnico, si poteva scegliere Sinisa, Simone Inzaghi, Bollini, per assurdo avrei preso anche un Gregucci o un Fascetti, o addirittura Caso (sono puri esempi, magari esagerati), potevi fare anche una scelta in economia, ma cmq davi un segnale, un senso alla scelta, la scelta di Pioli è la prova di un continuo fregarsene delle emozioni dei laziali, è una sorta di quadro grigio da dove non ci si può staccare, ed il valore di Pioli tecnico poco c'entra, il tifoso è coinvolto solo a parole, e molte volte neanche con quelle, non si vuole o non si riesce a parlare al cuore del tifoso, e se la cosa avviene senza dolo è anche peggio, perché vuol dire che anche se non c'è cattiveria, c'è invece totale insensibilità.
Mai come oggi, e queste prescinde dal valore tecnico-agonistico della squadra, la sensazione è che questa società, che spessissimo ho difeso, se ne frega dei miei sentimenti, non ha remore a cedere un Hernanes il 31 gennaio, o un Zarate il 31 agosto, o Candreva all'ultimo secondo, o magari non acquistare un forte giocatore perché non è simpatico l'agente, per duemila euro in più o in meno....insomma la Lazio gestita come una cosa privatissima, di cui noi tifosi siamo davvero solo una cornice e nulla più....mai come questa volta, anche se non la condivido nei modi, nel senso che io tiferò sempre, gioirò sempre, acquisterò sempre prodotti ufficiali, capisco e comprendo chi civilmete contesta anche non entrando allo stadio.
Forza Lazio.