Nella vita, nello sport professionale, come nella politica, contano le formalità.
Nonostante abbia un livello di fiducia sottozero nei confronti di Lotito, dobbiamo attestarci a un livello di formalità espresso con una tale chiarezza come mai fatto prima. Dico di più: si tratta di una "conquista" dovuta, sostanzialmente, alle contestazioni e alle proteste che hanno raggiunto livelli di diffusione, di competenza, di qualità e quantità mai toccate in dieci anni di gestione.
Lotito è messo alle strette dalla realtà che lo circonda, è prigioniero di sé stesso, del corto circuito messo in piedi dalla sua gestione schizofrenica, quella che prevede una Lazio da "galleggiamento" in una piazza, però, che non è esattamente Bologna, Bergamo o Verona. Una contraddizione che non regge più, in un verso o nell'altro.
Il presidente si è incastrato da solo: uscire con un comunicato ufficiale che parla di C.L. significa preparare un terreno facilmente verificabile, in primis dagli acquisti e (soprattutto) dalle cessioni che si faranno. Il duo meravigliao è stato costretto a offrire il destro a tutti: tifosi, media, circo barnum della politica e istituzioni.
Non ci sono più le mezze stagioni e i mezzi parametri.
Da qui al ritiro sarà un esame ogni giorno, sotto i riflettori e gli occhi di tutti. e sarà meglio per tutti se teniamo insieme sostegno ai colori e monitoraggio critico senza sconti e banalizzazioni.
Tifosi con la testa, come sempre.