Citazione di: gentlemen il 19 Giu 2014, 10:57
Ci si lamenta di certi mancati acquisti, ed anche io mi lamento, però dopo l'incazzatura rifletto e razionalizzo che Lotito non è uno sceicco, non è Berlusconi, non è Moratti, non è Agnelli, che hanno imperi economici alle spalle: il vero problema è Roma, non come città nell'insieme che adoro, ma nel modo di essere e pensare dei romani, ovvero manie di grandezza ingiustificate, manie di gloria solo perché si è figli della (meravigliosa ed Unica) Città Eterna.....ma Roma è solo Meraviglia, Bellezza e Storia...FINE....Roma ospita la politica, le ambasciate, le Istituzioni, ma a livello produttivo ed industriale è poca roba...
A questa cosa non ci crede nemmeno più Lotito (che infatti ha abbandonato questa linea del Piave), mentre esistono tifosi che hanno introiettato questa favola della "scarsità" di mezzi e risorse. La saga degli orrori di dieci anni di mercato acquisti non hanno niente a che fare con le presunte limitate possibilità economiche, ma con la libera scelta di spendere soldi per giocatori non all'altezza, regalare contratti sontuosi a chi non li merita, non investire le risorse ricavate da vendite eccellenti, non valorizzare fonti di ricavo dormienti.
Dal 1993, la Lazio si attesta attorno al quinto-sesto bacino di introiti, con il tesoretto dei diritti tv l'asticella della società dovrebbe di diritto puntare a un livello competitivo nettamente superiore di quello attuale.
Nell'anno domini 2014, la "politica industriale" di una metropoli come Roma si incarna nei servizi avanzati, nella cultura, nel turismo, nella comunicazione, nella produzione artistica e nello sport. Il logo "Roma", la sua storia, il suo patrimonio, il suo bacino di interesse globale offre, alla società sportiva come la Lazio, un "capitale naturale" che nessuna altra azienda sportiva al mondo potrebbe avere.
Il 26 maggio scorso, con una decina di lazialotti, abbiamo fatto un tour ciclisticao nei lugohi simbolo della nostra storia, da piazza della Libertà/via di Valadier fino a Villa Borghese (parco dei Daini), passando per piazza Mazzini (piazza d'Armi), via col di Lana, lo stadio Olimpico, collina Fleming (l'orificeria dove fu ucciso Re Cecconi), Tor di Quinto, Ponte Milvio (la stele per Gabriele), Stadio Flaminio (campo della Rondinella).
Un circuito storico-sociale-sportivo che da solo varrebbe una enciclopedia, una trasmissione, un documentario, un percorso valorizzato dalle istituzioni locali e nazionali, una mappa da distribuire nelle scuole sportive, un'occasione di formazione "identitaria" per le giovani generazioni di laziali.
Noi siamo a Roma, siamo la storia sportiva di Roma.
Esiste un migliore piano industriale per la valorizzazione economica? Nonn scherziamo.