qua nessuno spara roba seria, non è bello
in attesa che magari qualcuno confessi di essere stato della roma, in gioventù, racconto un piccolo episodio che ha visto un giovane sbracchio protagonista anni e anni fa
ultimo o penultimo anno di liceo, un compagno mi presenta una volta una sua amica napoletana, definendola come bbbona, ma al contempo matta, motivo per cui lui voleva accollarla a un altro
la mia ragazza dell'epoca era un po' pudica, pertanto io mi butto e inizio un fitto scambio di messaggini con la napoletana
ella pareva attratta (e ne ebbi la prova quando mi inviò per mail alcuni underboob e non solo)
un giorno mi chiede di contraccambiare i suoi selfie, e le rispondo che forse sarebbe stato meglio dal vivo, visto che il weekend successivo ero libero da impegni sportivi e sapevo i suoi genitori l'avrebbero lasciata sola a casa per andarsene al mare
un po' di attesa, se la tira un po', ma alla fine accetta e concordiamo i dettagli, mi avrebbe ospitato lei, avrei dovuto pensare solo al viaggio
quindi venerdì ora di pranzo trattativa con mamma per ottenere i soldi per il treno con una scusa poco credibile che però quella santa donna finge di bersi e corsa a termini
compro solo il biglietto d'andata, non avevo idea di come sarebbero andate le cose nè di quando sarei dovuto tornare, avevo i soldi praticamente contati, contavo sull'ospitalità della tipa
arrivo lì nel primo pomeriggio, appuntamento tutto ok, giretto per il centro, passeggiatina mano nella mano, poi prendiamo la via di casa sua
lei provoca un po' lungo la strada, gioca, lo sbracchio ingenuo abbocca, ma invece di andare da lei, quella propone di fare un salto in centro in un negozio dove voleva vedere alcuni vestiti per una festa di 18 anni che avrebbe avuto di lì a poche settimane, e poichè ipotizza un mezzo show nel camerino, il soggetto maschio sottoscritto accetta seppur riluttante, convinto di poter poi chiudere i giochi più tardi una volta giunti a casa sua
al negozio non succede nulla di particolare, nulla di diverso da un qualsiasi momento di shopping con una femmina che prova n-mila vestiti e un maschio che se stucca le sfere ad attendere, finchè non mi attira vicino al camerino per farmi vedere un completino intimo che voleva prendere per la nostra prima serata
le piace, mi piace, le sta assai bene, quindi decide di comprarlo
solo che mi chiede di anticiparle i soldi sostenendo di aver dimenticato il portafogli a casa
io eseguo senza pensarci, le presto praticamente tutti i miei averi residui, pregustando il successo
usciamo dal negozio, ma sulla via verso casa sua lei inizia a fare la matta, inizia a dire che forse quello che stavamo per fare era sbagliato e altre cose del genere
a un certo punto, mentre aspettavamo un autobus a una fermata, va fuori di testa e inizia a urlare che la volevo violentare, che ero un maniaco, una specie di teen-AL, tra gli sguardi prima curiosi, poi nervosi, dei passanti
dopo pochi minuti di questo gioco, passa un taxi libero, lei lo ferma, ci sale sopra continuando la sua scena e scappa via
e lo sbracchio rimane senza una lira in terra straniera, vagamente imbarazzato dagli sguardi della gente circostante
faccio passare una mezz'oretta vagando fino alla stazione centrale, provo a richiamarla, ma lei rifiuta tutte le mie chiamate e mi manda un sms dicendo che ero uno strònzò e non dovevo cercarla più
a quel punto realizzo che devo dimenticarmi il weekend di piacere, ma sopratutto che non c'ho una lira pe tornà a roma
opzioni rimaste: chiedere elemosina fino a recuperare il necessario per il viaggio, prendere un treno senza biglietto e pregare nell'inefficienza dei controllori, chiamare casa e spiegare tutto preparandosi alla punizione
poi il lampo di genio diabolico
mi viene in mente che qualche mese prima avevo conosciuto in una chat un'altra ragazza della zona, pompei mi pare, molto simpatica, cui piacevo molto
anche lei inizialmente mi piaceva abbastanza, almeno fino al momento (che lei continuava a rimandare) dell'invio della sua foto, ovvero il momento della scoperta che trattavasi di una specie di cassonetto con le braccia e i capelli lunghi ma unti
la mente malata dello sbracchio decide quindi di mettere in atto un piano criminale
la chiamo, e le dico che sono a roma, ma che se lei volesse potrei raggiungerla a napoli in un paio d'ore abbondanti, intorno all'ora di cena, per passare del tempo insieme, facendole credere che ci sarei stato
lei è entusiasta, e non cambia atteggiamento nemmeno quando le dico che però se vuole che la raggiunga deve contribuire al mio viaggio, è d'accordo
la trattativa è rapidissima, la convinco che io mi sarei pagato il treno all'andata, e lei quello per il ritorno
quindi mi metto a perdere tempo attendendo il momento dell'incontro, pensando a come evitare di dover consumare con questa
arriva l'ora x, ci vediamo all'uscita della stazione, io fingo di essere appena sceso da un treno
dal vivo è pure peggio che in foto, ma è la mia unica via di scampo "onorevole", quindi me la faccio annà bene
due chiacchiere, un caffè, quattro passi nonostante il buio che incombeva e la pericolosità per due minori di quella zona di napoli, finchè lei non fa la sua mossa e dichiara apertamente di voler fare roba
provo a dirle che non avevamo un posto dove stare tranquilli, ma lei mi convince a prendere un autobus e ad andare in una specie di parco pubblico che lei e i suoi amici frequentavano quando avevano bisogno di un luogo adatto perchè pieno di fratte, convincendomi anche dell'assoluta sicurezza della zona
io cedo, pensando ancora al completino intimo che avevo praticamente regalato alla matta e a quanto potevo esse còiòne, e faccio quello che dice, me servono troppo quei soldi
arriviamo lì, e ovviamente succede quello che deve succedere
seppur le sue abilità la rendano una compagnia più piacevole di quanto non faccia il suo aspetto, la prestazione del sottoscritto non è granchè, ma sticazzi
arriva il momento dei saluti, e del ritorno in stazione
mi accompagna lì ma non vuole entrare, perchè comunque dice di essere innamorata e che la mia partenza l'avrebbe ferita, ma io ormai penso solo ai soldi che me deve dà
non so come chiederglieli, la prendo molto alla lontana, ma credo che in quel momento lei abbia capito qualcosa delle mie motivazioni, e tira fuori il suo portafogli
mi dice qualcosa tipo "mi sono resa conto che forse sono diversa da come mi aspettavi e che non ti piaccio, ma sono contenta di averti conosciuto e di aver passato dei bei momenti, anche se li ho dovuti pagare"
solo a quel punto realizzo che in sostanza mi sono prostituito
le dico che non volevo toccare quei soldi per non rovinare il momento, bluffo, le dico che se voleva poteva non darmeli (e sarebbero stati càzzi amarissimi), che doveva essere una sua scelta, e che mi sarei girato dopo averla salutata un'ultima volta e se voleva darmeli me li avrebbe dovuti infilare nella tasca posteriore dei jeans
saluto, bacetto di circostanza, mi giro
la sensazione della sua mano che mi infila i soldi in tasca la ricordo ancora, un misto di soddisfazione per il ritorno che si avvicinava e di imbarazzo e vergogna per come li avevo ottenuti
ma dopo 10 minuti stavo già sul treno, col biglietto in una mano e il cellulare nell'altra a scambiare messaggi con la fidanzatina romana, ignara ovviamente di tutto ciò