Due canzoni simili nella struttura, hip hop (sbracatone nel primo caso, souleggiante nel secondo) + ritornello da suoneria generazione 3 metri sopra il cielo.
Lui bianco, lei nera, lui nero, lei bianca.
La prima l'ho amata durante questo autunno ma ora, come è giusto che sia per l'insostenibile leggerezza del pop, ha perso quota nel cuore.
Però che gran pezzo.
Per Eminem ho sempre avuto un debole.
Però, si diceva, è pop, meraviglioso e destinato a brillare nella caduta di un consumo veloce e scintillante.
Proprio come una stella cadente.
E, a proposito di shooting star, ecco l'altrettanto effimero sostituto (nel cuore).
Lei è un piccolo culto, un po' sotterraneo e molto intramutande per almeno un paio di generazioni nerdindie. Insomma, se i dischi dei Paramore sono oggettivamente trascurabili, non altrettanto può essere detto dei sogni bagnati indotti dalla visione della sottomostrata.
Ma non è sessaccio forte e sudato come con Rhianna.
E' qualcosa di più etereo, raffinato. E perverso.
(Comunque meglio il primo, di sesso, per me)