ROMA . La citta' . Amici vicini e lontani .

Aperto da COLDILANA61, 04 Ott 2011, 11:41

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Micaveron

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Sicurezza, attacco del procuratore capo
"A Roma violenza incontrollata"
Giovanni Ferrara durante l'udienza della commissione Antimafia a palazzo San Macuto. L'esplodere della violenza nella capitale si deve "non tanto alla presenza della criminalità organizzata quanto ad altri fattori, tra i quali il fatto che sempre più persone non hanno di che vivere". Capaldo: "Le gambizzazioni preoccupano più degli omicidi"

"Nella società romana c'è una violenza eccessiva e incontrollata, anche spicciola". Lo ha detto il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara intervenuto oggi in un'audizione della commissione Antimafia a Palazzo San Macuto. "Roma - ha spiegato Ferrara - per le mafie è un luogo di investimento, non di battaglie o di sangue. Qui le mafie investono soltanto e ci sono piccole bande criminali molto violente".

Il procuratore capo ha spiegato questa sua analisi affermando però che l'esplodere della violenza a Roma si deve non tanto alla presenza della criminalità organizzata quanto forse, "al modo di vivere, alla crescita della multietnicità o al fatto che  - ha aggiunto - sempre più persone non hanno di che vivere".

Il controllo del territorio sarebbe stato, invece, lasciato a bande locali mentre i 27 omicidi di quest'anno sarebbero, nella quasi totalità, legati a "questioni familiari, scoppi di ira", insomma non al possesso del territorio.

Tra i dati criminali nuovi da registrare la presenza sempre più importante delle organizzazioni criminali straniere, in primis quella cinese.

Per quanto riguarda il Lazio in generale, secondo Ferrara, mentre Frosinone e Latina sono più soggette alle infiltrazioni della criminalità, restano 'due isole' Rieti e Viterbo".

Il procurato aggiunto, Giancarlo Capaldo, ha poi sottolineato: ''Più che essere gli omicidi a destare allarme, il dato che dovrebbe preoccupare
di più sono le gambizzazioni. La criminalità organizzata mira alla finanza e ha lasciato il controllo a gruppi autoctoni di livelli medio bassi''. Durante l'audizione è stato specificato che a Roma, dal 2011, si sono verificati 27 omicidi, di cui sei da risolvere e due ''in dirittura d'arrivo'', mentre solo 6 o 7 sarebbero riconducibili alla criminalità organizzata".

Palo

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Nato a Roma nel 54, asilo Montessori (come Pag), elementari Montessori, medie Montessori (villa Ada come Pag). Poi il trasferimento della famiglia a Pescara dove ho fatto il Liceo maledicendo la decisione di mio padre di accettare quel cavolo di lavoro. Poi l'università a Bologna (il biennio) ed a Pisa (laurea e contratti vari con la facoltà). Nell'85 il trasferimento a Milano dove ormai vivo da 26 anni e mezzo.

A Milano vivo bene (perché mi posso permettere Milano) e penso che ci rimarrò almeno fino alla pensione.

A Roma mi legano poche cose, tra cui anche la Lazio. Dato che mi posso permettere Milano potrei anche permettermi Roma e, quindi, ci tornerei di corsa. Perché il malessere di Roma è diverso da quello di Milano ma non meno intenso. E lo stesso vale per Parigi, Monaco di Baviera o Bruxelles. Il problema è la dimensione e la conseguente spersonalizzazione delle grandi città. La maggior parte della popolazione delle grandi città reagisce con comportamenti, fondamentalmente, maleducati. Che sfociano nella delinquenza o nella semplice auto in terza fila.

A volte mi sorprendo a pensare che forse mi piacerebbe tornare a vivere a Pescara ...

castroman77

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roma merda, ci sta bene nella settimana derby  :DD

scignia

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V.

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morirò qui, anche se fa di tutto per consumarci, visto che già facendoci nascere qui ci ha fregato a tutti. da esattamente un anno invidio però chi ha una vita altrove, una vita fatta di altre lingue. per la prima volta ho davvero pensato di andare via, cambiare aria, cambiare misura: del tempo, dei passi, di tutte le distanze.
e forse probabilmente sono io che ho bisogno di una enorme sterzata romana.
andando in giro a correre o in scooter, uscendo da case e da feste, ho scoperto improvvisati belvederi su Roma, non c'è solo solo il Gianicolo non solo l'Osservatorio: stanno sparsi per colline, terrazze, squarci. e stanno ovunque. pure sulla Magliana ce n'è uno da brividi. E' la mia città, con il suo stomaco dalla bocca grande, forse il dio più sconosciuto ai non romani, è Roma.

Tarallo

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È un discorso complicato, che ha a che fare con le fasi della vita. Forse se non l'avessi lasciata tanti anni fa sarei imploso. Sarei stato infelice per sempre per non avere testato appieno i miei limiti, per non averli visti, quegli orizzonti diversi, per il fatto che comprenderei solo l'idioma e la mentalità della odiata Centocelle degli anni del liceo.
Ma voler tornare per chiudere un ciclo e non poterlo fare, voler riabbracciare le curve del Tevere e trovare ostacoli insormontabili quando sai che forse o ora o mai più, voler tornare malgrado la piena consapevolezza della situazione drammatica di città e paese, non riuscendo a far prevalere la razionalità all'istinto, voler tornare anche sapendo che il prezzo potrebbe essere la perdita quasi totale di quello che si ha di più caro al mondo di gran lunga,  è una delle cose più frustranti mai provate.
Chiama forte, fortissimo, e non riesco a rispondere.


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sweeper77

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che splendidi post V. e Tarallo  ;)
purtroppo vivere a Roma sta diventando complicato, come dice V. sembra che si nutra di noi, poi basta un attimo, uno scorcio, due passi e come un irriducibile innamorato ti lasci scappare un:
Però dio mio quanto sei bella!
Per quanto lei stessa ti consuma ti logora, a volte, anzi spesso ti deprime.

telegraph road

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NOn ci abito più dal 2006. Ci torno circa 4/5 volte all'anno, più per lavoro che per aspetti personali.
Ho una mamma ed una sorella, ma sono più loro che vengono da me che il contrario.
A me capita che quando sto andando verso Roma mi sento bene, emozionato. Come se dovessi incontrare la donna che amo. Ma quando arrivo ho voglia di scappare. Come se questa donna non fosse la stessa che ho conosciuto da sempre.
Non so se è veramente peggiorata o se il mio occhio oggi è più critico. Ma tant'è che non mi manca e non ci vivrei.
Mi mancano però gli amici e la mia Lazio allo stadio.

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italicbold

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Ammazza che topic da gajardo.
Mica me lo ricordavo. Me lo so riletto tutto.
Ho tenuto testa, con una certa baldanza, a legioni di netter da sbarco.
Confermo tutto.
Anche perché so 10 giorni che piove e da 3 giorni fa pure un freddo cane.
Limortaccisua e la ville lumière.

Citazione di: V. il 11 Lug 2014, 01:45
morirò qui, anche se fa di tutto per consumarci, visto che già facendoci nascere qui ci ha fregato a tutti. da esattamente un anno invidio però chi ha una vita altrove, una vita fatta di altre lingue. per la prima volta ho davvero pensato di andare via, cambiare aria, cambiare misura: del tempo, dei passi, di tutte le distanze.
e forse probabilmente sono io che ho bisogno di una enorme sterzata romana.
andando in giro a correre o in scooter, uscendo da case e da feste, ho scoperto improvvisati belvederi su Roma, non c'è solo solo il Gianicolo non solo l'Osservatorio: stanno sparsi per colline, terrazze, squarci. e stanno ovunque. pure sulla Magliana ce n'è uno da brividi. E' la mia città, con il suo stomaco dalla bocca grande, forse il dio più sconosciuto ai non romani, è Roma.

Tra mille secoli scaveranno ancora sotto ai sette colli. E troveranno ancora Giovi e Giunoni, lupe e imperatori.
E poi ci troveranno sicuramente un V. in marmo. Da qualche parte nascosto. che aspetta solo di essere scoperto.

Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 06:35
Chiama forte, fortissimo, e non riesco a rispondere.

Questa é una delle cose più belle che tu abbia mai scritto qui sopra.


laziAle82

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Citazione di: telegraph road il 11 Lug 2014, 08:53
NOn ci abito più dal 2006. Ci torno circa 4/5 volte all'anno, più per lavoro che per aspetti personali.
Ho una mamma ed una sorella, ma sono più loro che vengono da me che il contrario.
A me capita che quando sto andando verso Roma mi sento bene, emozionato. Come se dovessi incontrare la donna che amo. Ma quando arrivo ho voglia di scappare. Come se questa donna non fosse la stessa che ho conosciuto da sempre.
Non so se è veramente peggiorata o se il mio occhio oggi è più critico. Ma tant'è che non mi manca e non ci vivrei.
Mi mancano però gli amici e la mia Lazio allo stadio.

Ti quoto con tutto il cuore, hai scritto esattamente come mi sento io ogni volta.
Pur con il dolore della lontananza dagli affetti non potrei mai tornare a viverci.

NandoViola

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l'altra sera ho assistito a questo spettacolo (che straconsiglio), per arrivarci ho lasciato la macchina vicino bocca della verità, e ce la siamo fatta a piedi passando dal campidoglio sino ai fori, era il tramonto, incredibilmente c'erano non tantissime persone in giro, solo pochi turisti, la piazza era quasi sgombra, alla fine della scalinata un solenne marco aurelio ci attendeva, pareva dovesse partire di li a poco per una campagna in oriente, tutto era netto ma anche avvolgente, difficile descriverlo, il biancore del marmo era gelido ed eburneo come deve essere, il tufo sbrillucicava rubente qua e la agli ultimi raggi, i palazzi languivano al rosa prima di cedere all'ombra, il verde dei pini ci sorvegliava dall'alto, discreti come telecamere di sicurezza.
camminavamo delicatamente sulla Storia, incedevamo cauti lungo sui secoli, sulle atrocità e sui clangori dei trionfi, circondati da occhi spianti che a milioni ci avevano preceduto su quelle strade, testimoni silenti di una civiltà che ancora ci parla, che ancora ci precede quando non ci sostenta.
dopo lo spettacolo ritornando ciondolanti alle nostre moderne comodità, abbiamo tagliato per la rupe tarpea, ho immaginato anche di rivedere le lucciole o forse erano solo lampadine malfunzionanti di un ristorante in fondo, figure brune di uccelli volavano in alto destinazione Africa, un vento (poco) gentile ci accompagnava cingendoci le spalle, arrivati all'arco di Giano, che per me, attraversandolo ti portava giusto al foro, ho pensato: arrivassero pure sti caxxo de dù centrali, ma che ce macherebbe a noi?

vaz

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Roma è mi madre.
ce baccagli, ce discuti e te ne vai sbattendo la porta.
Ma c'è e sta sempre lì. E quando torni ti accoglie, per pochi giorni. Fino al prossimo litigio.
Sì, Roma è mi madre. E la lontananza ha rafforzato il Nostro rapporto (profondo).

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Tarallo

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Il post di telegraph è stato per molti anni il mio.


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porgascogne

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Citazione di: italicbold il 11 Lug 2014, 09:21
Questa é una delle cose più belle che tu abbia mai scritto qui sopra.

concordo

io sono senza radici: non ho un paese (il famoso paesello natìo degli avi, al quale si ritorna per interminabili estati), non ho avuto nonni paterni (uno non c'è mai stato, l'altro è scappato presto), non ho zii nè cugini (i miei sono figli unici)
sono nato a roma direi quasi per caso, e nella mia vita so che avrei potuto stare anche altrove (e l'idea c'è stata per molto tempo)
questa mancanza di radici, o meglio, queste radici flebili, corte, poco ancorate, tipo quelle delle piante grasse, mi hanno dato la consapevolezza di poter essere cittadino di un altrove nel quale non sarei stato manco male (come credo nessuno dei migranti lazionettici stia, anzi)
quello che mi ha tenuto qui non è stata Roma, l'Idea di Roma, la necessità di sentirsene parte
è stato solo il lavoro che, per fortuna, m'ha avvinghiato sin dai primi giorni dopo la maturità e, tranne un breve (2 anni) ma intenso periodo nel quale ho sperimentato come vivere in quell'altrove di cui sopra, non m'ha lasciato più
sono ostaggio del lavoro (e di ciò che ne consegue) più che di Roma e, pigramente, siccome stava qua, perché cercarlo altrove?
adesso, ho altre cose più importanti da mantenere in questo paese ed in questa città (che se uno volesse, per come stiamo messi, sarebbe proprio ora il momento di andarsene)

ecco, quanto dice V. è sacrosanto
Citazione di: V. il 11 Lug 2014, 01:45già facendoci nascere qui ci ha fregato a tutti

capisco il punto di vista di chi ha scritto, finora
seppure sia anni luce - per esperienza - distante dal mio
io sono, da sempre, affascinato da chi se ne è andato e si è fatto una vita altrove, e LN in questo m'ha reso un grande servizio
entrare in contatto con compagni di Lazio, vederli nel loro habitat, sentire le loro storie, vivere - seppure per qualche giorno - nel loro altrove, vedere le loro facce rilassate quando rientrano a Roma o dintorni, è una cosa senza prezzo e rivaluta anche la mia non-scelta, fortunata di riflesso

ed i miei migliori amici li ho scovati proprio lì

però,
Citazione di: vaz il 11 Lug 2014, 10:02baccagli
non si può leggere

"baccaji", si
:p

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mazza che 3d, datemi il tempo di leggerlo

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entro in punta di piedi, da non romano che vede e vive Roma come fosse un regalo quando ci vengo perchè da foresto vedi cose che il romano ogni giorno ha sotto gli occhi e diventano trasparenti.
Lo so perchè mi è capitato vivendo a Venezia di vedere lo stupore negli occhi della gente che arriva a Piazza San Marco mentre i locali maledicono i piciconi, la ressa, le calli strette e puzzolenti, i ponti ed il trambusto.
La magia, però che c'è negli occhi di chi si sorprende, però è qualcosa che fa capire cosa si ha di fronte.
Così è per me quando metto piede a Roma.
Il traffico, il casino, la mancanza di parcheggi, i turisti cafoni, i centurioni farlocchi, le bacarelle, passano magicamente in secondo piano davanti alla maestosità di certi scorci e poi, la luce...........
diomio che luce unica al mondo che c'è a Roma: è un qualcosa difficile da spiegare. Ti manca il fiato, come davanti alla baia di San Francisco o sugli  Champs Elysee.
poi c'è la Lazio.

StylishKid

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M'ero perso sto topic, do il mio contributo.

Io ce so' nato.
Ma sono anche scappato, una fuga veloce praticamente il giorno dopo la laurea, quasi un'evasione. Da una città bella ma malata, malata di autoreferenzialità e di un provincialismo senza fine. Dice ma il bello sta proprio lì.
Eh no, io volevo vedere altro, conoscere altro, bagnarmi di altre culture (o almeno c'ho provato, gira gira so finito a Milano, vabbe...), volevo vedere se veramente era la città più bella del mondo, anche vista da lontano.
Ci torno poco, ogni tre-quattro mesi a trovare genitori e fratello, e la sensazione è sempre la stessa. Mi prende allo stomaco, mi fa morire (cit.), mi provoca un disagio di cui mi libero solo quando sto col culo sul frecciarossa del ritorno.

Non sopporto più il chiasso, la tracotanza, la presunzione e l'autoreferenzialità (e due) del romano medio - non s'offenda nessuno, è solo la mia opinione -, non tollero l'orizzonte limitato di persone, che te vojono insegna' come se sta al mondo, e poi non sono mai usciti dal raccordo anulare.

Questo i romani, alla città che je voi di? Bella, bella bella, ma invivibile, coi soldi o senza. Ho vissuto a Londra per diverso tempo ma non ho mai percepito il senso di soffocamento che te provoca il traffico su lungotevere ad ogni ora, o la frustrazione per un parcheggio che non se trova mai.

C'ho vissuto per 23 anni, mi sembra di averle dedicato già abbastanza tempo.
Non ci torno.

porgascogne

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Citazione di: StylishKid il 11 Lug 2014, 11:37Mi prende allo stomaco, mi fa morire (cit.)

grande: lodare roma citando milano
(o, citandomi l'ano)

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laziAle82

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Citazione di: StylishKid il 11 Lug 2014, 11:37
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Io ce so' nato.
Ma sono anche scappato, una fuga veloce praticamente il giorno dopo la laurea, quasi un'evasione. Da una città bella ma malata, malata di autoreferenzialità e di un provincialismo senza fine. Dice ma il bello sta proprio lì.
Eh no, io volevo vedere altro, conoscere altro, bagnarmi di altre culture (o almeno c'ho provato, gira gira so finito a Milano, vabbe...), volevo vedere se veramente era la città più bella del mondo, anche vista da lontano.
Ci torno poco, ogni tre-quattro mesi a trovare genitori e fratello, e la sensazione è sempre la stessa. Mi prende allo stomaco, mi fa morire (cit.), mi provoca un disagio di cui mi libero solo quando sto col culo sul frecciarossa del ritorno.

Non sopporto più il chiasso, la tracotanza, la presunzione e l'autoreferenzialità (e due) del romano medio - non s'offenda nessuno, è solo la mia opinione -, non tollero l'orizzonte limitato di persone, che te vojono insegna' come se sta al mondo, e poi non sono mai usciti dal raccordo anulare.

Questo i romani, alla città che je voi di? Bella, bella bella, ma invivibile, coi soldi o senza. Ho vissuto a Londra per diverso tempo ma non ho mai percepito il senso di soffocamento che te provoca il traffico su lungotevere ad ogni ora, o la frustrazione per un parcheggio che non se trova mai.

C'ho vissuto per 23 anni, mi sembra di averle dedicato già abbastanza tempo.
Non ci torno.

cioè, tu stai a milano e ci hai sempre snobbato?

questo mooooho cacci.  :shame:

Tarallo

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Citazione di: porgascogne il 11 Lug 2014, 11:41
grande: lodare roma citando milano
(o, citandomi l'ano)
(normalmente se sei tu a scrivere la frase e' "e citando Milano")

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