A me non è mai mancata.
Il mondo è pieno di posti belli,di persone belle che non aspettano altro che conoscere te.
Ci sono milioni di posti dove poter vivere una vita felice,serena e ricca di soddisfazioni .
A 20 anni quindi,sotto consiglio di mio fratello piu' grande,ho salutato chi dovevo e mi sono trasferito a Londra,con in tasca l'indirizzo di un job center(melrose street la via,ancora me lo ricordo) 1 milione e mezzo di lire che mi ero messo da parte e un borsone.
Da solo,non ero andato da nessuna parte fino a quel momento da
solo
Per due anni ho vissuto dentro ad un romanzo.Trovai lavoro il giorno dopo essere sbarcato ,mi pagavano settimanalmente,avevo sempre le saccocce piene di soldi.
Inizialmente chiamavo a casa un giorno si e uno no,poi una volta a settimana,una volta dopo un mese.
Quando richiamai,mia madre disperata,mi comunicò che era morta mia nonna ed avevano fatto pure il funerale.
Lavoro facile,alloggio facile,Londra è una città facile,almeno lo era negli anni '90
Le immagini dei locali,tipo il leggendario Marquee dove hanno suonato per la prima volta i Clash,dove suonavano i Ramones,e tanti altri drogati fenomenali ,immagini che io vedevo nel retro dei loro dischi,ora erano realtà.
Sopra quel palco lì',a 20 metri da me,ci hanno suonato quelli.
Poi sono tornato per vivere nel nord Italia.
Mai ho pensato di tornare a Roma.
Fino a quando non ti capita qualcosa,o tante cose,e cambi modo di ragionare .Per fare felice mia madre,mi confessò dopo che viveva nel terrore di ricevere una telefonata da qualche obitorio di chissà dove,per il riconoscimento(ma io ero felicissimo,vivevo da dio!) tornai a Roma,con l'intenzione di rimanerci solo un paio di mesi,forse 3,comunque solo tutta l'estate del 1999.
Roma è una città triste.
Gli scorci,gli angoli semisconosciuti che sembrano solo tuoi,la luce,le fontanelle,tutto è velato di tristezza.
Forse è una condizione psicologica mia,non saprei,ma manca sempre quel qualcosa che ti faccia sentire orgoglioso di viverci.
Quindi la vivo come un ragazzino che passeggia con le mani in tasca prendendo a calci i sassolini e tutto quello che trova per terra,come se volessi prendere le distanze e non dargli troppa confidenza.