ROMA . La citta' . Amici vicini e lontani .

Aperto da COLDILANA61, 04 Ott 2011, 11:41

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porgascogne

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Come diceva una mia amica "Se vuoi veder Milano fai pure".
Lei sì che era un fiore di ragazza.

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Citazione di: laziAle82 il 11 Lug 2014, 11:42
cioè, tu stai a milano e ci hai sempre snobbato?

questo mooooho cacci.  :shame:

Si lo so sono il peggior Lazionetter milanese che esista.
Ma c'è una ragione ad ogni mia defezione.
Non riesco ancora a sopportare l'idea di vedere Tarallo di persona, ho provato a venire al Carlsberg (che tra l'altro è praticamente sotto casa, sorry  :p), ma poi mi cominciano a tremare le gambe come a Novaretti, me sudano le mani come a Muslera e allora rinuncio.

E poi io me lo immagino come Carrizo, vestito come Carrizo, pettinato come Carrizo.
Anzi io so che Tarallo E' Carrizo, per cui non ce la posso proprio fare.

Se m'assicurate che lunedì 21 LUI non c'è, un pensiero ce lo faccio.

Tarallo

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Citazione di: StylishKid il 11 Lug 2014, 11:48
Si lo so sono il peggior Lazionetter milanese che esista.
Ma c'è una ragione ad ogni mia defezione.
Non riesco ancora a sopportare l'idea di vedere Tarallo di persona, ho provato a venire al Carlsberg (che tra l'altro è praticamente sotto casa, sorry  :p), ma poi mi cominciano a tremare le gambe come a Novaretti, me sudano le mani come a Muslera e allora rinuncio.

E poi io me lo immagino come Carrizo, vestito come Carrizo, pettinato come Carrizo.
Anzi io so che Tarallo E' Carrizo, per cui non ce la posso proprio fare.

Se m'assicurate che lunedì 21 LUI non c'è, un pensiero ce lo faccio.

non siamo così lontani eh..  :pp

ma che t'assicuro, abbiamo fatto il 21 PROPRIO per aspettarlo..

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sono cresciuto in campagna. Per motivi di studio mi sono trasferito a Roma, e sono cresciuto molto come persona. La città è molto più aperta, ha i suoi grandi difetti ma è sicuramente più stimolante di un antro nei boschi.

Roma è bellissima, caciarona ma dato che il fine settimana scendo giù al paese per ricaricare le pile non ho problemi.

Per (un eventuale ma remoto) mio figlio preferire una vita a Roma con pensione in campagna (anche se conoscere la natura è molto importante, nella giusta dose ci vorrebbero entrambe).

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naoko

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Oltre Milano non ho altre esperienze di vita prolungata lontana da Roma, ma ho viaggiato tanto (e non è viverci per carità), ma mai cambierei città volontariamente. Non mi ha mai stanacata, mi fa innervosire spesso, ma non potrei stare senza di lei, mi sembra impossibile vivere altrove ed essere felici. Io quando vivevo a Milano, strafidanzata e con amici, ero infelice. L'estate milanese mi toglieva il respiro, e le zanzare il sangue. Mi mancava la brezza del Gianicolo, la grattachecca sul lungotevere, le passeggiate a trastevere deserta alle 5 del mattino con i locali finalmente chiusi. Il mare, ok non è la sardegna, ma sticazzi, a 20 minuti da casa, il tramonto in spiaggia  fino a che il sole sparisce nel mare. E d'inverno poi, le passeggiate col freddo medio romano, che che però "se c'è la gianna te geli", il teatro Eliseo, piazza esedra illuminata, le mele caramellate a piazza navona, lo stadio e la lazio.
E va beh, sono solo alcune cose, perché girarla di notte di sera di giorno di mattina di pomeriggio è una continua scoperta di felicità. Nemmeno i 60 km al giorno che faccio per andare/tornare dal lavoro, nemmeno tutte le multe che prendo perché parcheggio ovunque sderenata dal non trovare parcheggio in centro possono  togliermi questa felicità.

Adler Nest

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Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 11:42
(normalmente se sei tu a scrivere la frase e' "e citando Milano")
eccitando milano

vaz

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cmq a Roma se beve un sacco de birra buona  8)

Jabot

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 avevo scritto un post fiume e l'ho perso.  Finisco di imprecare e ci riprovo.

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Cialtron_Heston

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A me non è mai mancata.                                          
Il mondo è pieno di posti belli,di persone belle che non aspettano altro che conoscere te.      
                        
Ci sono milioni di posti dove poter vivere una vita felice,serena e ricca di soddisfazioni   .
                                       
A 20 anni quindi,sotto consiglio di mio fratello piu' grande,ho salutato chi dovevo e mi sono trasferito a Londra,con in tasca l'indirizzo di un job center(melrose street la via,ancora me lo ricordo) 1 milione e mezzo di lire che mi ero messo da parte e un borsone.   

Da solo,non ero andato da nessuna parte fino a quel momento da
solo                                       
   
Per due anni ho vissuto dentro ad un romanzo.Trovai lavoro il giorno dopo essere sbarcato   ,mi pagavano settimanalmente,avevo sempre le saccocce piene di soldi.                              
Inizialmente chiamavo a casa un giorno si e uno no,poi una volta a settimana,una volta dopo un mese.                                          
Quando richiamai,mia madre disperata,mi comunicò che era morta mia nonna ed avevano fatto pure il funerale.                                          
Lavoro facile,alloggio facile,Londra è una città facile,almeno lo era negli anni '90                                          
Le immagini dei locali,tipo il leggendario Marquee dove hanno suonato per la prima volta i Clash,dove suonavano i Ramones,e tanti altri drogati fenomenali ,immagini che io vedevo nel retro dei loro dischi,ora erano realtà.                                          
Sopra quel palco lì',a 20 metri da me,ci hanno suonato quelli.                  
                                             
Poi sono tornato per vivere nel nord Italia.            
                              
Mai ho pensato di tornare a Roma.                                          
Fino a quando non ti capita qualcosa,o tante cose,e cambi modo di ragionare .Per fare felice mia madre,mi confessò dopo che viveva nel terrore di ricevere una telefonata da qualche obitorio di chissà dove,per il riconoscimento(ma io ero felicissimo,vivevo da dio!) tornai a Roma,con l'intenzione di rimanerci solo un paio di mesi,forse 3,comunque solo tutta l'estate del 1999.
                                             
Roma è una città triste.                                          
Gli scorci,gli angoli semisconosciuti che sembrano solo tuoi,la luce,le fontanelle,tutto è velato di tristezza.                                          
Forse è una condizione psicologica mia,non saprei,ma manca sempre quel qualcosa che ti faccia sentire orgoglioso di viverci.                                          
Quindi la vivo come un ragazzino che passeggia con le mani in tasca prendendo a calci i sassolini e tutto quello che trova per terra,come se volessi prendere le distanze e non dargli troppa confidenza.   

                                       


Alexia68

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Citazione di: naoko il 11 Lug 2014, 12:01
Oltre Milano non ho altre esperienze di vita prolungata lontana da Roma, ma ho viaggiato tanto (e non è viverci per carità), ma mai cambierei città volontariamente. Non mi ha mai stanacata, mi fa innervosire spesso, ma non potrei stare senza di lei, mi sembra impossibile vivere altrove ed essere felici. Io quando vivevo a Milano, strafidanzata e con amici, ero infelice. L'estate milanese mi toglieva il respiro, e le zanzare il sangue. Mi mancava la brezza del Gianicolo, la grattachecca sul lungotevere, le passeggiate a trastevere deserta alle 5 del mattino con i locali finalmente chiusi. Il mare, ok non è la sardegna, ma sticazzi, a 20 minuti da casa, il tramonto in spiaggia  fino a che il sole sparisce nel mare. E d'inverno poi, le passeggiate col freddo medio romano, che che però "se c'è la gianna te geli", il teatro Eliseo, piazza esedra illuminata, le mele caramellate a piazza navona, lo stadio e la lazio.
E va beh, sono solo alcune cose, perché girarla di notte di sera di giorno di mattina di pomeriggio è una continua scoperta di felicità. Nemmeno i 60 km al giorno che faccio per andare/tornare dal lavoro, nemmeno tutte le multe che prendo perché parcheggio ovunque sderenata dal non trovare parcheggio in centro possono  togliermi questa felicità.

io il desiderio di andarmene ultimamente ce l'ho, ma ho paura che morirei senza tutto ciò.
Roma è casa mia, altrove temo mi sentirei un'ospite a vita.

ho letto una intervista di non mi ricordo chi, che spiegando il perché del suo rientro in Italia, l'aveva motivato chiamandolo "sindrome di carosello": quella cosa che si chiacchiera a tavola tra amici, si cita magari carosello e lo straniero non sa di che cosa si stia parlando  :DD

Tarallo

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Esatto.
È impossibile (a mio avviso) sviluppare relazioni dello stesso tipo. Si formano amicizie splendide, basate su un affetto costruito nei momenti vissuti insieme, ma personalmente la sintonia che ho con gli italiani non sono riuscita a svilupparla mai nei tre altri paesi dove ho vissuto a lungo.


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fede75

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Citazione di: Cialtron_Heston il 11 Lug 2014, 12:38
A me non è mai mancata.                                          
Il mondo è pieno di posti belli,di persone belle che non aspettano altro che conoscere te.      
                        
Ci sono milioni di posti dove poter vivere una vita felice,serena e ricca di soddisfazioni   .



Freezer67

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Ci vivo da quando sono nato, ma in realtà non l'ho mai vissuta, tutti i giorni lo stesso tragitto, casa lavoro, lavoro casa, è un dormitorio è un refettorio, le bellezze la cultura sono roba da turisti perchè quando posso fuggo via in cerca di aria.
Avessi avuto il coraggio qualche anno fa, ne avrei guadagnato in salute.


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Dusk

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Ho lavorato a 70 km da Roma per sei mesi e ho tentato il suicidio dodici volte circa. Ho fatto di tutto per tornare a lavorare a Roma, anche a condizioni economiche (solo lievemente) peggiori.
Sono molto confuso circa i miei orizzonti di apertura mentale. Probabilmente sono il ca**o di romano medio ottuso che io stesso criticavo su questo topic nel 2011. :lol:

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Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 14:22
Esatto.
È impossibile (a mio avviso) sviluppare relazioni dello stesso tipo. Si formano amicizie splendide, basate su un affetto costruito nei momenti vissuti insieme, ma personalmente la sintonia che ho con gli italiani non sono riuscita a svilupparla mai nei tre altri paesi dove ho vissuto a lungo.


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'rca madonna se non é vero.

Ho lavorato a stretto contatto con una persona per 12 anni. Ogni santissimo giorno c'ho condiviso destino, ufficio e madonne. Nascite, matrimoni, lutti, gioie, professione.
Ho passato più tempo con lui che con mia moglie.
Non é stato rapporto obbligato, nel senso che non abbiamo condiviso l'ufficio perché é stato deciso dall'alto.
Nel mio mestiere si lavora in team (un copywriter, lui, e un art director, io).
Abbiamo condiviso i nostri destini professionali perché lo abbiamo voluto.
Lui é stato uno dei primi a vedere l'ecografia di mia moglie, e io quella di sua moglie. Quando si é sposato io c'ero, quando mi sono sposato io lui c'era.

Poi nell'aprile del 2011 decidono che, come Highlander, in agenzia resta un solo creativo. Uno solo.
Il cretino che vi scrive, ma giusto perché il cliente più importante avrebbe fatto storie, senno' me mancavano via pure a me.
Quindi, dopo 12 anni, lo vedo preparare i cartoni, sistemare il suo armadio, togliere i disegni dei suoi figli dalle pareti. Col groppo in gola. Col groppo in gola.
Quindi, davanti all'ascensore, un abbraccio forte.

Ao ci sentiamo eh...famme sapé.

l'avete più sentito voi ?

Da due anni, ogni tanto telefono io, la risposta é sempre la stessa.
O, veramente, scusami tanto, ma tanto proprio, é che sto incasinato co; lavoro, sai lavoro una cifra, veramente non c'ho un minuto per fare nulla.
Pranzare insieme, eh sai, non lo so, magari sentiamoci il mese prossimo...
.

Ho smesso di chiamare sei mesi fa.
Mavvaffanculo va.


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